soia perché fa bene

Soia: tutto quello che devi sapere, dall’Amazzonia ai pregiudizi sulla salute


La soia è oggetto di numerosi pregiudizi. Questo alimento è stato ingiustamente accusato di non essere adatto al consumo quotidiano, di avere ripercussioni negative sulla nostra salute e di essere tra le prime cause della deforestazione. Le ricerche scientifiche, tuttavia, forniscono evidenze molto chiare: la soia risulta uno dei migliori alleati del nostro benessere e – se destinata al consumo umano – è un prodotto più che sostenibile.  

Abbiamo chiesto ad Elena Marcoz – da sempre appassionata di nutrizione, amante degli animali e della pratica sportiva (maestra di sci) e con un master di primo livello in Alimentazione e Nutrizione Vegetariana – di aiutarci a rispondere ai principali dubbi sulle diete a base vegetale. Elena ha trovato in una dieta a base vegetale tante soluzioni che cercava: una dieta rispettosa dell’ambiente, cruelty-free, che se ben impostata offre un regime nutrizionale completo. In questo articolo parliamo del consumo di soia e gli effetti che ne derivano in termini di salute e impatto ambientale.

La soia è un alimento presente sulle nostre tavole in svariate forme: latte di soia, olio, salsa, tofu, tempeh, miso ed edamame sono solo alcune delle numerose varianti in cui possiamo gustarla. La soia è infatti un legume molto versatile e dalla caratteristiche idonee a renderlo un alimento di eccezionale pregio, non solo nell’ambito delle diete vegane.

Ma la soia è davvero un alimento salutare? 

La risposta è davvero semplice e univoca: sì, la soia non solo non è pericolosa per la nostra salute, ma anzi è un alimento di grande valore.

La soia presenta un basso indice glicemico ed è ricca di proteine. Si tratta di un alimento vegetale con indice chimico superiore a 100, in cui tutti gli amminoacidi essenziali sono, quindi, rappresentati in quantità e proporzioni ottimali. In poche parole le proteine della soia sono numerose e di altissima qualità, come ribadito nel 2016 dall’ Academy of Nutrition and Dietetics , che individua nel regolare consumo di prodotti a base di soia una valida strategia per garantire un adeguato apporto di proteine e di nutrienti essenziali.

L’utilizzo della soia e dei suoi derivati è consigliato anche agli atleti agonisti, che possono utilizzare questo alimento nell’ambito di diete vegane (e non solo) per raggiungere facilmente il fabbisogno proteico. L’elevato contenuto di leucina è un ulteriore plus: questo amminoacido essenziale è di grande rilievo, soprattutto nell’ambito della pratica sportiva, grazie al suo ruolo fondamentale per innescare la sintesi proteica.

Da sottolineare anche l’abbondante presenza di vitamine (quali B2 e B6), acidi grassi essenziali – soia e olio di soia sono ricchi di omega 3 (sotto forma di acido alfa-linoleico) – minerali (come Calcio e Ferro) e fitocomposti (in particolare preziosi fitoestrogeni: gli isoflavoni).

Quanto ai minerali c’è un dato che spicca tra tutti: 100g di soia contengono circa 6-7mg di Ferro, mentre in 100g di carne di cavallo, tra i prodotti animali più ricchi di Ferro, ne troviamo circa 3,9 mg!

I fitoestrogeni della soia possono essere pericolosi?

Il tema dei fitoestrogeni è tanto interessante quanto delicato, perché la presenza di questi fitocomposti nella soia è all’origine di molte miscredenze.  Ricordiamo che la soia è nota per la sua attività estrogenica e anti-estrogenica.

Gli estrogeni sono ormoni tipici dell’organismo femminile, prodotti anche nell’uomo, seppur in quantità ridotte. 

I fitoestrogeni della soia esercitano un’azione estrogenica, ossia simile a quella degli estrogeni naturali, ma con un effetto meno potente: l’azione simil-estrogenica dei fitoestrogeni è molto più debole (tra 1.000 a 10.000 volte inferiore) rispetto a quella degli estrogeni. Pertanto la soia non può rendere più femminile l’aspetto di un uomo, né interferire con il ciclo femminile o con il sistema riproduttivo.

I fitoestrogeni della soia determinano, inoltre, un effetto anti-estrogenico. Essi, infatti,  competono con i recettori utilizzati dagli estrogeni prodotti dall’organismo. Gli estrogeni per agire si legano a recettori cellulari, gli stessi recettori a cui possono unirsi i fitoestrogeni. Quando tali recettori sono saturati dai fitoestrogeni, l’estrogeno dell’organismo non è più in grado di operare. Anche in questo caso nessuna interferenza con lo sviluppo dei caratteri sessuali femminili, anzi un’azione protettiva contro numerose problematiche.

La soia è utile in particolare anche durante la gravidanza, l’allattamento e lo svezzamento perché apporta minerali e proteine ed è altrettanto utile in menopausa perché favorisce la mineralizzazione ossea offrendo protezione dallo sviluppo di osteoporosi. 

La soia può avere interferenze con la tiroide? 

La soia ha un effetto gozzigeno, ossia è potenzialmente in grado di interferire con il metabolismo dello Iodio (un elemento essenziale per il funzionamento della tiroide). Quest’azione risulta, tuttavia, blanda e non determina conseguenze preoccupanti. Neppure nei casi di ipotiroidismo risulta utile evitare il consumo di soia e derivati: se l’apporto di iodio è adeguato, infatti, la soia non è in grado di rallentare l’attività della tiroide. Si segnala un’unica accortezza, necessaria nel caso di assunzione di levotiroxicina: la soia va consumata lontana dal medicinale (in ogni caso è sempre bene consultare il proprio medico per avere le risposte più adatte al proprio caso).

La soia è tutta OGM?

Anche in questo caso possiamo subito spazzare via tutti i dubbi. La risposta infatti è no. 

In Europa questa preoccupazione è infondata: tutta la soia destinata al consumo umano nel “vecchio continente” non può derivare da organismi geneticamente modificati, in quanto non rientrerebbe nella legislazione europea. Anche su questo fronte quindi possiamo stare tranquilli.  

Parliamo di impatto ambientale: la soia è un alimento sostenibile?

I detrattori della soia accusano questo alimento di essere uno dei principali responsabili della deforestazione di avere un impatto ambientale esagerato. 

 Tra gli alimenti vegetali la soia presenta un consumo di acqua abbastanza alto: servono 2000 litri di acqua per produrre 1 kg di soia, una quantità  superiore rispetto ai 1910 per il riso, ai 1400 per il mais, ai 900 per il grano e ai 500 per le patate. Il consumo di acqua richiesto dalla coltivazione soia è tuttavia molto inferiore rispetto a quello necessari per realizzare prodotti di origine animale: per produrre 1 kg di manzo da allevamento intensivo occorrono 100.000 litri d’acqua, nel caso di allevamento a pascolo ne servono 200.000.

Già nel 2001, inoltre, la Food Balance Sheet del database FAO, evidenziava come  la metà dei cereali (il 77% in Europa e l’87% negli USA) e il 90% della soia coltivati nel mondo non fossero destinati a nutrire direttamente le persone, bensì gli animali d’allevamento.

Non è dunque la soia a distruggere le foreste, bensì l’allevamento intensivo e la conseguente necessità di produrre mangimi (spesso a base di soia) per gli animali allevati. Nella foresta amazzonica l’88% dei terreni disboscati è utilizzato per i pascoli o per la produzione di mangimi, nel Costa Rica il 70% delle zone disboscate è destinato all’allevamento intensivo. Alcune ricerche condotte nel 2019 evidenziano un altro dato preoccupante: il ritmo a cui procede la deforestazione, che tra il 2005 e il 2014 era diminuito, dal 2015 è nuovamente aumentato. Nel 2019 in Amazzonia sono aumentati dell’84% gli incendi dolosi appiccati per liberare terreno da destinare al pascolo o alla coltivazione di soia per la produzione di mangimi.

Guarda la nostra investigazione tra le foreste dell’Amazzonia, bruciate per fare spazio a pascoli e coltivazioni

Queste evidenze spero abbiano chiarito che il consumo quotidiano di soia e derivati apporta solo benefici per la nostra salute e non rappresenta una minaccia per gli ecosistemi, anzi può contribuire a ridurre le fonti proteiche di origine animale e di conseguenza a contrastare la deforestazione! 

Se vuoi saperne di più visita il nostro sito dedicato all’alimentazione a base vegetale Love Veg.

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