Tassare la carne per compensare i danni ambientali, la proposta al Parlamento europeo

Nei prossimi 10 anni il prezzo delle bistecche potrebbe salire del 25%

Gli allevamenti intensivi sono i responsabili di circa il 15% delle emissioni di gas serra a livello globale. Sembra che le Istituzioni se ne stiano finalmente rendendo conto (senza contare i danni che creano agli animali, ovviamente) e questa notizia ne è la prova: l’Europa, infatti, sta prendendo in considerazione l’idea di tassare la carne per compensare i danni ambientali prodotti dagli allevamenti. 

Il prelievo verrebbe introdotto gradualmente nell’arco dei prossimi dieci anni e farebbe salire il prezzo di una bistecca di circa il 25%.

Si stima che il provvedimento possa generare entrate per l’UE pari a 32 miliardi, soldi che verrebbero spesi dagli Stati membri per finanziare l’agricoltura sostenibile e favorire il consumo di cibi salutari.

Perché la proposta?

La proposta di una “tassa di sostenibilità” sulla carne è arrivata oggi al Parlamento europeo, dopo la pubblicazione di un rapporto del gruppo di ricerca ambientale CE Delft, prodotto per True Animal Protein Price (TAPP), una coalizione di organizzazioni che lavorano per la salute, l’ambiente e il benessere degli animali. 

Questo rapporto ha analizzato i costi per l’ambiente associati all’allevamento, includendo le emissioni di gas serra in atmosfera, ma anche le emissioni di altri agenti inquinanti immessi nell’aria e nelle acque e le perdite di fauna selvatica legate alla presenza di strutture per l’allevamento. 

Per coprire tali costi in termini ambientali il prezzo della carne bovina dovrebbe aumentare di almeno 0,47 euro ogni 100 grammi, circa il 25% in più rispetto al prezzo di vendita applicato mediamente nel Regno Unito. L’aumento per la carne di maiale e di pollo sarebbe leggermente inferiore, rispettivamente a 0,36 euro e 0,17 euro, sempre riferiti a 100 grammi. 

L’impatto della proposta

Applicando tasse simili – secondo i ricercatori – i consumi di carne bovina potrebbero ridursi fino al 67% in tutta Europa, mentre quelli di carne suina potrebbero diminuire del 57% e quelli di carne di pollo del 30%, entro il 2030. Se fosse messo davvero in pratica, si tratterebbe di un grande risultato anche per gli animali.

Se il provvedimento entrasse in vigore, ne guadagnerebbero anche ambiente e persone naturalmente: le emissioni di CO2, infatti, potrebbero abbassarsi di 120 milioni di tonnellate l’anno, mentre diminuirebbero i costi sanitari.

Il consumo di carne, infatti, è associato a una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari e tumori e poiché gli europei consumano in media circa il 50% in più di carne rispetto a quanto indicato nelle linee guida, si risparmierebbero grosse cifre in termini di spesa sanitaria.

Il nuovo rapporto non è il primo a evidenziare come una dieta sana e a base di alimenti vegetali offra benefici per la salute, l’ambiente e l’economia. È sempre più evidente la necessità di ridurre il consumo di carne – se non eliminare del tutto quest’ abitudine – per riuscire a far fronte alla crisi climatica ed è necessario che i governi si impegnino in questa direzione.

Ma le decisioni importanti non sono solo quelle prese dalle istituzioni, anche tu in prima persona puoi scegliere oggi di cambiare le tue abitudini alimentari per costruire un futuro migliore per gli animali e il pianeta! Fare questa scelta è facile, se ti serve un po’ di ispirazione leggi il nostro articolo con 5 spunti per cambiare la tua alimentazione e il pianeta!