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FOIE GRAS: STOP ALIMENTAZIONE FORZATA!

Aiutaci a fermare la crudeltà dell’alimentazione forzata per la produzione di foie gras, firma la petizione!

LA REALTÀ DIETRO LA PRODUZIONE DEL FOIE GRAS

AIUTACI A RACCOGLIERE ALTRE 10MILA FIRME IN POCO TEMPO!

Dal 28 febbraio al 15 marzo puoi aiutarci a raccogliere ancora più firme alla nostra petizione per fare sentire la voce di oche e anatre davanti alle istituzioni.

La nostra campagna per dire basta all’alimentazione forzata ha bisogno di un’ulteriore spinta: stiamo facendo azioni coordinate di pressione politica e dobbiamo mostrare alle istituzioni che siamo in tanti… più firme raccoglieremo, più ci presentiamo forti davanti alle istituzioni.

Di recente abbiamo mandato una lettera al Ministro Lollobrigida affinché si schieri dalla nostra parte davanti al Commissario europeo e abbiamo in programma di inviarne una analoga sia ai sottosegretari che ai parlamentari.

Ottenere una firma ci costa 0,35 centesimi* di spese pubblicitarie e di promozione… significa che donando 35 euro, per esempio, ci aiuterai a raccogliere ben 100 nuove firme. Il nostro obiettivo è di raccogliere 3500 euro e assicurarci altre 10.000 firme alla petizione in poco tempo! 

Aiutaci ad aggiungere altre 10mila firme alla petizione, contiamo su di te!

* il costo è approssimativo e calcolato per eccesso tenendo conto delle oscillazioni dei costi pubblicitari sui canali che utilizziamo per la promozione.

Le nostre indagini sul foie gras per la prima volta in televisione

SOS Gaia, programma di Rete 7, ha trasmesso le immagini delle nostre indagini svolte negli allevamenti di anatre e oche che soffrono per la produzione di foie gras. È la prima volta che queste immagini, raccolte dai nostri investigatori negli allevamenti francesi, arrivano davanti agli occhi dei telespettatori.

Ombretta Alessandrini, Responsabile Campagne di Animal Equality Italia, ha rilasciato un’intervista sulla campagna in corso e su tutte quelle che stiamo portando avanti in difesa degli animali, mentre la giornalista e conduttrice Rosalba Nattero e l’ospite del programma Enrico Moriconi, Medico veterinario e Consulente in Etologia e Benessere degli Animali, hanno sostenuto la nostra posizione contro l’alimentazione forzata.

Migliaia di persone hanno assistito al dolore e alla sofferenza delle oche e delle anatre, sempre più persone sono consapevoli di cosa nasconde l’industria del foie gras e sono pronte a firmare il nostro appello alle istituzioni.

Perché vogliamo vietare l’alimentazione forzata per la produzione di foie gras

Il foie gras, da molti considerato un prodotto di lusso, si ottiene alimentando forzatamente anatre e oche fino a far crescere il loro fegato di 10 volte rispetto a un fegato sano.

In pratica, è il prodotto della tortura di oche e anatre.

foie gras

Ogni giorno vengono forzate a ingerire dai 200 ai 400 grammi di mangime.

L’alimentazione forzata avviene attraverso l’uso di un tubo di metallo lungo dai 20 ai 30 centimetri, che viene infilato in fondo alla gola delle oche e delle anatre contro la loro volontà

Stiamo chiedendo al Governo italiano di sostenere la fine all’alimentazione forzata nella produzione di foie gras in tutta l’Unione europea.

Anche se in Italia è vietato produrre questo alimento crudele, la sua produzione e la sua importazione continuano su tutto il suolo europeo.

Cosa stiamo facendo per mettere fine all’alimentazione forzata

Da più di 10 anni i nostri coraggiosi investigatori svolgono indagini all’interno di allevamenti di foie gras e dal 2017 portiamo avanti una campagna per vietare l’alimentazione forzata degli animali in diversi paesi del mondo.

I risultati ottenuti in Italia

Anche se in Italia la produzione di foie gras è stata vietata nel 2007, di fatto è ancora possibile importare questo prodotto da altri paesi e dunque alimentarne il mercato.

Grazie alla nostra campagna Coop è stata la prima catena di supermercati, nel 2012, a vietare la vendita di foie gras, mentre di recente tutti i più grandi supermarket italiani hanno preso le distanze dal prodotto francese.

Tuttavia, il commercio e l’importazione di questo prodotto sono ancora permessi anche nel nostro paese.

Nel resto del mondo

Grazie alle nostre investigazioni, nel 2014 l’India è diventata il primo paese al mondo ad attuare un divieto a livello nazionale sull’importazione di foie gras.

Abbiamo lanciato la campagna negli Stati Uniti e in Spagna, uno dei cinque paesi europei in cui il foie gras viene ancora prodotto e dove l’industria del foie gras confina oltre un milione di anatre e oche in capannoni affollati.

Anche in Germania i nostri attivisti stanno sollecitando il Parlamento europeo a fermare il commercio di foie gras prodotto con l’alimentazione forzata.

Vicini a un bando in Regno Unito

Ci stiamo avvicinando a un importante traguardo anche in Regno Unito. Esponenti del Governo inglese, durante il 2021, hanno lasciato intendere che la possibilità di rendere illegale l’alimentazione forzata di oche e anatre era sempre più vicina.

Ma nell’agosto 2021, non avendo ancora ricevuto una risposta, i rappresentanti di Animal Equality hanno inviato una lettera al Governo inglese per chiedere una posizione chiara sul bando definitivo del foie gras.

Dopo quella lettera Peter Egan, attore e attivista e Alexis Gauthier, chef stellato, hanno bussato al numero 10 di Downing Street, residenza e sede del primo ministro inglese, per consegnare direttamente nelle sue mani le firme raccolte con la nostra petizione.

Diffondiamo un messaggio di compassione

Grazie al sostegno di un esercito di celebrità e dei nostri attivisti e volontari, il nostro messaggio è stato diffuso in lungo e in largo. 

Le azioni della nostra campagna hanno incoraggiato con successo diversi ristoranti inglesi a rimuovere il foie gras dai loro menù, tra cui la Tate Modern e gli hotel Bluebird Chelsea e Crowne Plaza.

Tra il 2022 e il 2023 molte celebrità come Peter Egan, Ricky Gervais, Miriam Margolyes e Diane Morgan si sono rivolte alle istituzioni del Regno Unito per esortare il governo ad attuare il divieto.

SOSTIENI GLI INVESTIGATORI

Senza il lavoro degli investigatori e del team di Animal Equality, la sofferenza degli animali rimarrà nascosta dietro le mura impenetrabili di macelli e allevamenti intensivi.

Aiutaci a chiedere giustizia per questi animali, supporta i nostri investigatori con una donazione.

3 cose che non sai sul foie gras

1. Cos’è il foie gras?

+

Il foie gras è considerato una prelibatezza, un lusso per pochi, perciò in molti non sanno quanta sofferenza sia necessaria per portarlo sulle tavole dei ristoranti raffinati.
La verità è che anatre e oche vivono stipate in piccole gabbie, in capannoni affollati, e nutrite forzatamente diverse volte al giorno con un tubo metallico di 20 o 30 centimetri, affinché il loro fegato si gonfi a dismisura – fino a 10 volte la dimensione di un fegato sano. Negli ultimi 15-18 giorni della loro vita, anatre e oche entrano nella cosiddetta “fase di ingrasso” in cui vengono nutrite ogni giorno con una quantità di mangime tra i 200 e i 400 grammi e alla fine del processo un animale che pesava 4 chili ne arriva a pesare tra i 6 e i 7.

2. Dove si compra il foie gras?

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La maggior parte degli Stati membri dell’Unione europea, Italia compresa, hanno vietato la pratica dell’alimentazione forzata per la produzione di foie gras per via dell’evidente crudeltà che comporta nei confronti degli animali.
Ma il problema non è stato risolto, perché secondo le leggi dell’UE (e il “principio del mutuo riconoscimento”) non è possibile vietare la vendita di prodotti all’interno dell’Unione. Per questo motivo non è possibile produrre foie gras nei paesi dove è vietato, ma è possibile comprarlo. 
Per esempio la produzione e la vendita del foie gras prodotto attraverso l’alimentazione forzata sono legali in Francia e in Spagna, quindi tutti i paesi dell’UE potranno acquistare liberamente il foie gras dalla Francia o dalla Spagna.

3. Il foie gras è vietato in Italia?

+

La produzione di foie gras attraverso l’alimentazione forzata è vietata in italia. Secondo alcuni studi scientifici come il Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell’Unione europea, è considerata una pratica ‘nociva per il benessere degli animali’.
E a rafforzare questo principio ci sono da un lato l’articolo 13 del Trattato di Lisbona, secondo cui “l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti” e dall’altro una legge europea del 1999 con cui l’UE ha approvato una direttiva che afferma che “l’esperienza pratica e le conoscenze scientifiche” sono fattori importanti quando si tratta di considerare le condizioni di allevamento degli animali.
Tuttavia è permesso vendere e importare questo prodotto a causa delle leggi comunitarie dell’Unione europea.

Ho visto centinaia di anatre stipate in piccoli recinti.
Erano appena state nutrite a forza ed erano ricoperte del loro stesso vomito.
Molte delle anatre presentavano delle ferite causate dai grandi tubi di metallo
spinti nelle loro gole per alimentarle forzatamente.
Alcune di loro avevano persino il becco rotto e
infezioni che gli bloccavano la gola.

Sean Thomas
Direttore Internazionale delle investigazioni di Animal Equality

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Abbiamo trovato spazio sui maggiori quotidiani italiani come La Stampa, Il Corriere della Sera, Domani e La Repubblica.

Ma siamo finiti anche su media rilevanti a livello internazionale come New York Times, BBC, Times, El Pais e The Independent.

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