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Trasporto di animali vivi, la petizione contro la Spagna rimane aperta 

Ottobre 11, 2022

Gli eurodeputati presenti all’audizione hanno dato ragione ad Animal Equality: la situazione del trasporto di animali vivi in Europa è disastrosa e chiedono alla Commissione UE di intervenire.

Nell’audizione di ieri presso la Commissione Petizioni del Parlamento europeo, Animal Equality ed ENPA hanno espresso il proprio rammarico per la mancanza di interventi incisivi da parte della Commissione europea per mettere fine al crudele trasporto via mare verso paesi terzi e per perseguire le violazioni denunciate da tempo proprio dalle associazioni animaliste italiane ed europee. 

Ma di fronte alle denunce e all’audizione, condotta con la rappresentanza dell’Avv. Manuela Giacomini, la commissione PETI del Parlamento UE ha deciso di mantenere aperta la petizione contro la Spagna per le violazioni della normativa europea durante il  trasporto di animali via mare – depositata dalle associazioni nel 2021 insieme a una denuncia presso la Commissione UE- assumendosi l’impegno di continuare a vigilare sui trasporti di animali vivi e chiedendo al funzionario presente della Commissione UE di agire tempestivamente per contrastare le violazioni

Dal 2020 Animal Equality, Animal Welfare Foundation ed ENPA hanno rilasciato video e denunce sull’esportazione di animali vivi via mare dalla Spagna verso paesi extra-UE mettendo in luce gravi e sistematiche violazioni del regolamento europeo relativo alla protezione degli animali durante il loro trasporto da parte delle autorità spagnole.

Gli eurodeputati della Commissione PETI hanno scelto di mantenere aperta la petizione, che può così continuare a raccogliere il sostegno dei tanti cittadini europei contrari alla tragica condizione che subiscono gli animali trasportati vivi ogni giorno nei Paesi membri e verso Paesi terzi.

Durante l’incontro, le associazioni hanno fatto notare che gli interventi concreti da parte delle istituzioni europee per migliorare l’inaccettabile condizione degli animali trasportati tardano ad arrivare, nonostante le criticità emerse anche dalle valutazioni della Commissione d’inchiesta per la protezione degli animali durante il trasporto (ANIT), chiamata a verificare il rispetto del regolamento europeo sul trasporto di animali, e nonostante la Commissione europea abbia ammesso che esistono delle gravi criticità sul trasporto animali in Europa.

Anche l’ultimo report della DG SANTE sull’audit tenutosi in Spagna, risalente al 2018, ha confermato la maggior parte delle violazioni e delle carenze denunciate negli anni da Animal Equality, Animal Welfare Foundation ed ENPA. In seguito alla pubblicazione del report, la DG SANTE ha rivolto alla Spagna le proprie raccomandazioni chiedendo di implementare misure correttive entro il 30 giugno 2019. 

Tuttavia è evidente che, a fronte degli episodi denunciati recentemente dalle organizzazioni, il termine stabilito non è stato rispettato. Come mai la Commissione europea continua a rinviare l’apertura di procedure di infrazione accettando quelli che sembrerebbero essere solo dei buoni propositi scritti da parte degli Stati membri, quando invece le ong forniscono da anni prove concrete delle violazioni gravi, continue e sistematiche della normativa europea?

Avv. Manuela Giacomini in rappresentanza di Animal Equality

In risposta agli eventi drammatici avvenuti presso i porti spagnoli che hanno portato alla morte oltre 3 mila bovini nel 2020, la Commissione europea aveva infatti annunciato delle misure correttive, ma negli anni la situazione non è mai cambiata: lo dimostra il caso del Canale di Suez nel marzo 2021, dove cinque navi spagnole che trasportavano centinaia di animali vivi sono rimaste bloccate e condannando a sofferenze estreme gli animali a causa dell’assenza di un piano di emergenza adeguato.

Alle richieste di chiarimento da parte di Animal Equality ed ENPA nell’audizione di ieri, un funzionario della Commissione europea ha comunicato che, dopo l’estate, presso i porti spagnoli si è tenuto un nuovo audit – il cui report sarà pubblicato nei prossimi mesi – che conferma le criticità emerse dalle denunce di Animal Equality e delle altre associazioni. Il funzionario ha inoltre affermato che le violazioni riscontrate, grazie anche al lavoro di denuncia delle ong, saranno prese in considerazione in occasione della revisione del regolamento sui trasporti (Regolamento del Consiglio (CE) n. 1/2005) di cui la Commissione UE dovrà occuparsi nell’autunno 2023.

 

Come è stato ricordato ieri dalle associazioni: “Nell’Unione europea ci sono 78 navi approvate dai Paesi membri per il trasporto di animali vivi, ma di queste, secondo i criteri internazionali del Paris MoU, 17 dovrebbero invece essere considerate ad alto rischio a livello strutturale, sia per gli animali, sia per gli per operatori che per l’ambiente marino. Di queste, ben tre navi sono approvate dalla Spagna. È evidente quindi che gli audit e le raccomandazioni della Commissione UE non sono sufficienti e che è necessario dare un messaggio forte e deciso agli Stati membri”.

Solo pochi giorni fa un’altra nave proveniente dalla Francia con 800 bovini a bordo e diretta in Algeria, come spesso accade, è stata rifiutata dai porti per settimane a causa di problemi dei certificati sanitari,  provocando sofferenze atroci agli animali intrappolati fino alla loro morte per eutanasia una volta tornati in Francia. Questa situazione rappresenta la normalità per il trasporto di animali vivi in Europa ma è assurda e insostenibile: le istituzioni europee devono smettere di procrastinare e intervenire con urgenza per impedire una volta per tutte queste sofferenze inutili.

Alice Trombetta, Direttrice Esecutiva di Animal Equality Italia

Da anni come Animal Equality documentiamo i viaggi infernali che milioni di animali sono costretti a subire ogni giorno in Italia e in tutta Europa via mare e su strada andando spesso incontro a un destino ancora più crudele. Ma non ci fermeremo e continueremo a chiedere alle istituzioni giustizia per tutti gli animali sfruttati nell’industria alimentare.


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