Tutte le crudeltà (legali) degli allevamenti e dei macelli

Una premessa doverosa: tutto quello che vedrai in questa pagina è del tutto legale.

Negli allevamenti e nei macelli certe pratiche che agli occhi di chiunque sono di una crudeltà estrema, nella realtà sono la norma.

Purtroppo in pochi conoscono davvero cosa avviene agli animali in questi luoghi, ed è per questo che il lavoro dei nostri coraggiosi investigatori è fondamentale.

Cosa succede ai suinetti?

L’operatore di un allevamento di suini prende tra le mani un maialino, gli apre la bocca e gli taglia i denti con le pinze.

Lui grida di dolore sotto lo sguardo impotente della madre, chiusa in gabbia.

Questo accade a ogni maialino che viene alla luce negli allevamenti intensivi.

L’industria della carne ha una politica poco chiara sulle pratiche sistematiche come questa. È consapevole che la società non accetterebbe la crudeltà sugli animali, quindi nelle sue pubblicità li mostra felici su prati verdi e soleggiati. Niente di più lontano dalla realtà.

Ecco alcune delle crudeli pratiche che l’industria tiene nascoste:

Come vivono le scrofe?

Per l’industria che maltratta gli animali, le scrofe sono considerate come macchine da parto.

Vengono inseminate artificialmente a cicli regolari, ma una volta partoriti, non possono nemmeno prendersi cura dei propri cuccioli.

Vivono la loro breve vita dentro capannoni bui e sporchi, costrette tra le sbarre metalliche di una gabbia talmente piccola che non possono nemmeno girarsi su se stesse.

Che fine fanno i vitellini?

Appena vengono al mondo sono brutalmente separati dalle loro madri.

Non possono berne il latte, perché quel latte serve all’industria lattiero casearia, per il consumo umano.

I vitellini sono terrorizzati, hanno freddo e cercano disperatamente la propria madre, che non rivedranno mai più.

Purtroppo, a pochi mesi di vita, verranno inviati al macello.

Come crescono i polli?

I polli destinati al consumo umano fanno parte di una razza specifica, la razza broiler, ottenuta da anni di selezione genetica da parte dell’industria.

Questa nuova razza, non presente in natura, è stata creata per crescere così velocemente che a soli 40 giorni i pulcini hanno già le sembianze di un pollo adulto, pronti per essere macellati.

Questo pollo ha accumulato così tanto peso, che non riesce più ad alzarsi da terra, provocandosi ferite, ustioni e non riuscendo ad arrivare ad acqua e cibo.

Le sue zampe si sono spezzate sotto il peso del proprio corpo.

Anche ai suoi compagni succede lo stesso. In molti muoiono per problemi cardiaci legati alla crescita spropositata, senza ricevere alcuna cura veterinaria.

Vivono a migliaia in capannoni sovraffollati e sporchi, in cui non esiste né luce del sole né buio.

Come funziona l’allevamento dei pesci?

I pesci allevati per il consumo alimentare non proveranno mai l’ebbrezza di nuotare nelle profondità dei mari.

Migliaia di specie vivono fino a due anni in vasche in terra o gabbie di rete in mare, in cui vengono fatti riprodurre e crescere.

In ognuna di queste gabbie possono vivere fino a 300mila pesci, in condizioni che limitano i loro comportamenti naturali, come il semplice nuotare.

In Italia il 12% dei prodotti ittici derivano da allevamento, per un totale di circa 185.000 tonnellate, e questo fa del nostro paese il terzo produttore europeo.

Il sovraffollamento nelle vasche è quasi la norma: i pesci vivono in uno spazio vitale ridotto e, per via dello stress, spesso presentano comportamenti aggressivi.

Alcuni pesci sono letteralmente ricoperti da parassiti che si nutrono di branchie, organi e sangue e soffrono spesso di infezioni batteriche causate dalla scarsa igiene e dal sovraffollamento.

Che cosa succede nei macelli?

C’è un motivo se i macelli sono luoghi a porte chiuse: ciò che succede lì dentro è davvero orribile.

Gli animali, spaventati e consapevoli che stanno andando incontro alla morte, sono forzati a entrare nella camera di stordimento.

Vengono uccisi uno a uno davanti agli occhi dei propri compagni, spesso ancora del tutto coscienti nonostante la legge italiana lo vieti espressamente.

Troppo spesso i metodi di stordimento risultano essere del tutto inefficaci, provocando atroci sofferenze agli animali che vengono appesi per le zampe e sgozzati ancora vivi.