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PERCHÉ IL NUOVO PORTO ITALIANO PER L’EXPORT DI ANIMALI VIVI È UNA PESSIMA IDEA


Solo dall’inizio del 2022 ad oggi gli animali morti in mare durante il loro trasporto via nave sono stati decine di migliaia. Eppure a marzo il porto laziale di Civitavecchia è diventato il primo in Italia ad ottenere l’autorizzazione per esportare animali vivi verso l’estero.

Un primato di cui non andare affatto fieri, vista la grave sofferenza che questa pratica provoca sugli animali trasportati e la pessima situazione in cui versano i controlli sui trasporti degli animali nell’Unione europea

COSA ACCADE AGLI ANIMALI TRASPORTATI IN EUROPA

Come abbiamo denunciato insieme ad Enpa presso la Commissione Petizioni del Parlamento europeo nei giorni scorsi, infatti, l’applicazione del Regolamento UE sul trasporto degli animali vivi risulta insufficiente per tutelare i milioni di mucche, pecore, maiali, polli, galline e cavalli che ogni giorno viaggiano in tutta l’Unione europea. 

I video diffusi da Animal Equality e da altre organizzazioni per la protezione degli animali dimostrano che il trasporto di animali vivi è una pratica crudele e inutile che provoca solo sofferenza.

Guarda le immagini che abbiamo raccolto sul trasporto di animali vivi via mare:

Sovraffollamento, spazi inadeguati, temperature al limite della sopravvivenza, mancanza di cibo e cure adeguate sono solo alcune delle gravi condizioni a cui gli animali sfruttati nell’industria alimentare sono costretti mentre viaggiano per ore – spesso giorni o intere settimane – via terra e via mare verso gli allevamenti e i macelli internazionali.

Nonostante la Commissione europea abbia ammesso la necessità di intervenire per ridurre la sofferenza degli animali trasportati e i pareri scientifici chiedano di ridurre la durata di questi viaggi infernali, il Ministero della Salute ha designato il porto di Civitavecchia come punto di uscita per l’esportazione di animali vivi di specie bovina rendendolo l’unico scalo italiano del settore da cui partiranno centinaia di animali condannati a viaggiare per giorni verso Paesi terzi. 

I RISCHI E I PROBLEMI DEL TRASPORTO DI ANIMALI

Poco dopo il via libera a marzo 2022, la nave Cruise Splendid ha così potuto imbarcare i primi 100 bovini diretti in Tunisia con il plauso del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale Pino Musolino, che ha affermato: “Sono molto soddisfatto che questa nuova tipologia di traffico, finora dirottata verso altri porti europei, possa ora partire, dall’Italia, qui da Civitavecchia, offrendo un servizio ai numerosi allevatori della zona e di tutto il centro Italia”.

Questa decisione è tuttavia fuori luogo, afferma l’avvocata Manuela Giacomini, che ha rappresentato Animal Equality ed ENPA presso il Parlamento europeo per chiedere alle istituzioni di fare di più per ridurre le sofferenze degli animali durante il trasporto:

Alla luce delle note problematiche legate all’esportazione di animali vivi via mare dall’Europa verso Stati terzi, denunciate a più riprese dalle ONG – tra cui Animal Equality – e riconosciute dalla stessa Commissione europea la quale ha, infatti, deciso di rivedere il Regolamento CE 1/2005 entro il 2023, devo ammettere che ho appreso con dispiacere la decisione del Ministero della Salute italiano il quale si è sempre dimostrato molto sensibile sul tema. 

Purtroppo, infatti, anche recentemente abbiamo assistito a numerosi e gravissimi incidenti durante questi trasporti, spesso legati al mancato rispetto dei controlli da parte delle autorità competenti presenti nei porti e/o alla loro insufficiente preparazione in materia o perché la maggior parte delle navi utilizzate sono ad altissimo rischio.

Mi auguro, pertanto, che il Ministero vigili attentamente sulle approvazioni di questi viaggi e sarà ovviamente nostra cura monitorare e denunciare tutte le irregolarità

Proprio dai porti europei ogni anno partono navi cariche di animali stipati tra loro che, in molti casi, sono vittime di condizioni di trasporto negligenti e responsabili di compromettere gravemente la loro salute. Anche a causa di problemi strutturali, nell’Unione europea ci sono di fatto 78 navi autorizzate al trasporto di animali vivi, ma di queste, secondo i criteri internazionali del Paris MoU, 17 dovrebbero invece essere considerate ad alto rischio sia per gli animali, sia per gli per operatori che per l’ambiente marino.

L’impegno di Animal Equality per fermare il trasporto degli animali vivi però non si è mai interrotto. Dal 2020 Animal Equality, con Animal Welfare Foundation ed ENPA, ha rilasciato video e denunce sull’esportazione di animali vivi via mare dalla Spagna verso Paesi extra-UE, ma non solo. Abbiamo anche documentato cosa accade sulle strade italiane a centinaia di agnelli intrappolati per giorni a bordo dei camion trasportatori.


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