Oltre un centinaio di persone a Bruxelles chiedono che l’industria smetta di monopolizzare l’agenda UE
Più di 100 attivisti si sono riuniti davanti a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea a Bruxelles, chiedendo ai commissari UE responsabili di milioni di animali in Europa di rendere conto di uno squilibrio documentato nell’accesso alle decisioni politiche in materia di benessere animale.
Secondo l’analisi che abbiamo svolto, infatti, i commissari europei Olivér Várhelyi (Salute e benessere degli animali) e Christophe Hansen (Agricoltura e alimentazione) hanno incontrato i rappresentanti dell’industria zootecnica almeno 46 volte negli ultimi 15 mesi per discutere di benessere animale. Solo 7 volte invece le organizzazioni per i diritti degli animali.

Cosa è successo durante la protesta a Bruxelles
Il futuro di milioni di animali è a rischio: chi sta effettivamente definendo le leggi che dovrebbero proteggerli?
È ciò che abbiamo chiesto alla Commissione europea mentre protestavamo mostrando i dati raccolti attraverso il registro pubblico della Commissione stessa
Sebbene il benessere degli animali fosse citato come argomento delle riunioni pubbliche dei commissari europei, gli animali e la loro protezione non erano realmente all’ordine del giorno. Lo dimostra un’analisi del registro delle riunioni pubbliche della Commissione UE e oggi più di 100 persone sono qui per chiedere ai commissari responsabilità e trasparenza.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia e vicepresidente di Animal Equality per l’Europa
Per denunciare l’ingerenza dell’industria, più di un centinaio di manifestanti sono scesi in piazza chiedendo alla Commissione europea di non ignorare le informazioni fornite da Animal Equality e di impegnarsi a proteggere gli animali allevati a scopo alimentare.

Cosa deve fare davvero la Commissione UE per gli animali
Nel 2021, la Commissione europea si è impegnata a presentare delle proposte legislative per vietare l’allevamento in gabbia in risposta all’iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age, firmata da 1,4 milioni di cittadini dell’UE.
Ma la scadenza fissata per la fine del 2023 è trascorsa senza che fossero presentate proposte. Il programma di lavoro per il 2026, inoltre, non contiene alcun riferimento al divieto delle gabbie né alla legislazione sul benessere degli animali promessa da tempo.

Per porre fine una volta per tutte alla sofferenza in gabbia e all’uccisione di milioni di pulcini maschi nell’industria delle uova, Animal Equality chiede alla Commissione europea:
- Un calendario vincolante, con scadenze mensili precise, per una proposta legislativa entro la fine del 2026;
- La conferma che la proposta includerà il divieto delle gabbie e il divieto dell’abbattimento dei pulcini;
- Un accesso istituzionale equilibrato: la Commissione UE deve ascoltare chi difende gli animali con la stessa frequenza con cui ascolta chi ne trae profitto.
Insomma, la Commissione non può più ignorare le richieste dell’opinione pubblica per ascoltare esclusivamente gli interessi dell’industria.

Unisciti alla lotta
Milioni di animali che soffrono negli allevamenti intensivi non compaiono nell’agenda ufficiale della Commissione europea, ma per noi non sono invisibili.
I cittadini attendono un cambiamento, mentre milioni di animali rimangono confinati in gabbie così piccole da non potersi nemmeno girare, e milioni di pulcini maschi vengono uccisi ogni giorno semplicemente perché non sono considerati utili dall’industria.
Ma insieme possiamo fare la differenza e cambiare le loro vite, per sempre.
Unisciti a noi ed esorta la Commissione europea a fare la cosa giusta: firma la lettera aperta.

AMICI, NON CIBO!
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