100 attivisti davanti alla porta di Olivér Várhelyi, Commissario UE per la Salute e il Benessere Animale
È il momento che il Commissario inizi ad ascoltare chi chiede più diritti per gli animali, non le industrie che traggono profitto dalla loro sofferenza.
Due giorni di azioni intense organizzate da Animal Equality a Bruxelles si sono conclusi con un finale memorabile: oltre 100 attivisti provenienti da tutta Europa si sono riuniti sotto la porta della DG Santé per farsi ascoltare.
Nel cuore delle istituzioni europee, dove si decidono le leggi sul benessere animale, il messaggio è stato impossibile da ignorare. Per troppo tempo, chi lavora dentro quei palazzi ha ascoltato molto più frequentemente l’industria zootecnica che chi difende gli animali.

I dati sugli incontri di Olivér Várhelyi con l’industria
Animal Equality ha analizzato 708 incontri pubblici dei due Commissari responsabili del benessere animale nell’UE – Olivér Várhelyi (Salute e Benessere Animale) e Christophe Hansen (Agricoltura e Alimentazione) – inclusi i loro collaboratori, nel periodo tra metà dicembre 2024 e l’11 marzo 2026. I risultati sono allarmanti.
Le industrie della carne, delle uova e dei latticini hanno discusso di benessere animale con i due Commissari almeno 46 volte. Le organizzazioni per la protezione degli animali hanno avuto la stessa possibilità solo 7 volte: un rapporto di 7 a 1 a favore dell’industria.
Nei 708 temi degli incontri, la parola “gabbie” non compare nemmeno una volta. Né compare “abbattimento dei pulcini maschi”.
Uno sguardo più da vicino a Várhelyi e al suo team rivela lo stesso schema: su tutti gli incontri, 40 hanno riguardato il benessere animale con rappresentanti dell’industria, mentre solo 4 si sono svolti con organizzazioni per la protezione degli animali.

Anche l’industria del foie gras al tavolo delle decisioni
È presente anche il foie gras. Il 13 febbraio 2025, il Commissario Várhelyi ha incontrato Euro Foie Gras. Tema dichiarato: “benessere e salute animale”.
Il foie gras è prodotto attraverso l’alimentazione forzata di anatre e oche, una pratica che la stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare riconosce come fonte di sofferenza per gli animali.

Eppure, proprio l’industria che basa il proprio modello di business su questa pratica è stata invitata a discutere di benessere animale con il Commissario responsabile.
È anche per questo che, martedì 24 marzo, più di 100 persone si sono presentate sotto la porta della DG Santé.
Quando chi sfrutta gli animali ha un posto al tavolo per decidere del loro benessere, qualcuno deve restare fuori a dire basta. Noi lo abbiamo fatto.

Due giorni che hanno scosso Bruxelles
L’azione davanti alla DG Santé è stata il culmine di due giorni di mobilitazione che hanno portato la protesta nel cuore delle istituzioni europee.
Lunedì, davanti al Berlaymont – sede della Commissione europea – oltre 100 attivisti si sono radunati sotto uno striscione che pone la domanda che l’UE evita da anni: chi decide davvero sul benessere animale in Europa?
Tre enormi ritratti di Várhelyi, Hansen e Von der Leyen dominavano la scena: i volti di chi è responsabile di ritardi e immobilismo, mentre 300 milioni di animali restano ancora rinchiusi in gabbia in tutta Europa.

E la mobilitazione non si ferma qui. Sono già in programma nuove azioni per far arrivare, una volta per tutte, la voce degli animali alle istituzioni europee.
Azioni dirette, dirompenti, per chi non accetta più che le leggi sul benessere animale vengano rimandate, annacquate e insabbiate.
Potresti esserci anche tu. Unisciti a noi a Bruxelles e scopri come partecipare.
Le richieste di Animal Equality – e di milioni di cittadini – sono chiare.
La Commissione europea deve presentare una revisione della legislazione sul benessere animale che includa:
- il divieto totale delle gabbie;
- la fine dell’abbattimento dei pulcini maschi, milioni dei quali vengono eliminati ogni giorno perché considerati non redditizi.
Il profitto non può venire prima degli animali e della volontà dei cittadini.
Il Commissario non può più ignorare la voce di migliaia di persone per favorire gli interessi dell’industria. Abbiamo presentato una richiesta formale di accesso agli atti (FOI) per ottenere i documenti relativi ai 708 incontri pubblici.
La Commissione ha tempo fino al 1° aprile per rispondere.
Nel frattempo, puoi agire anche tu: firma la lettera aperta rivolta all’Unione Europea e fai sentire la tua voce.

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