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Aprile 22, 2026

Animal Equality documenta che European Livestock Voice, il gruppo di pressione che ha bloccato il divieto delle gabbie in Europa, ha avuto accesso all’ufficio del Commissario Hansen

Bruxelles, 22/04/2026 – European Livestock Voice, gruppo di pressione del settore zootecnico  che, secondo un’inchiesta condotta da Lighthouse Reports nel 2023, è collegato al blocco del divieto delle gabbie in Europa, ha avuto accesso diretto all’ufficio del Commissario europeo per l’Agricoltura Christophe Hansen.

Attraverso l’analisi del registro per la trasparenza dell’UE, Animal Equality ha scoperto che European Livestock Voice (ELV), il gruppo di pressione identificato nel 2023 dalla testata giornalistica investigativa Lighthouse Reports come responsabile del blocco della legislazione sul divieto degli allevamenti in gabbia, ha presentato le sue “5 raccomandazioni per il futuro dell’agricoltura dell’UE” direttamente all’ufficio di Hansen il 30 aprile 2025.

Secondo l’inchiesta di Lighthouse Reports, ELV ha utilizzato “canali privilegiati” con funzionari della Commissione ad “alti livelli”, a seguito dei quali l’atteggiamento interno nei confronti della legislazione sul benessere animale è diventato “estremamente negativo”. Animal Equality ha ora documentato questo accesso attraverso l’analisi del registro pubblico ufficiale e ha presentato una richiesta di accesso ai documenti relativi alle “5 raccomandazioni per il futuro dell’agricoltura dell’UE” ai sensi della legge sulla libertà di informazione (FOI).

Con un gruppo multi-stakeholder di partner europei e nazionali coinvolti nella filiera dell’allevamento, come COPA COGECA, AVEC EU Poultry, la Federazione europea dei produttori dell’acquacoltura (FEAP), Euro Foie Gras e l’Unione europea del commercio di bestiame e carne (UECBV), ELV si definisce anche come una “piattaforma di comunicazione focalizzata sull’UE che partecipa attivamente ai principali dibattiti sul settore zootecnico”.

Il suo obiettivo dichiarato è “informare e sensibilizzare sulle pratiche e le difficoltà concrete incontrate sul campo dai professionisti dell’allevamento”. Secondo ELV, esiste “un divario crescente tra il campo e il processo decisionale a Bruxelles, spesso dovuto alla mancanza di informazioni o alla persistenza di cliché o informazioni false” che deve essere colmato.

Secondo un’analisi condotta da Animal Equality sugli incontri pubblici dei Commissari europei Várhelyi e Hansen, l’accesso dell’industria dell’allevamento alla Commissione europea è motivo di preoccupazione. Animal Equality ha analizzato 708 incontri pubblici registrati nel registro ufficiale della Commissione europea, rivelando che negli ultimi 15 mesi i Commissari europei responsabili della mancata revisione della legislazione europea sul benessere animale si sono incontrati quasi esclusivamente con rappresentanti dell’industria dell’allevamento.

In almeno 46 incontri, le industrie della carne, del pollame e dei latticini hanno discusso di benessere animale con i due Commissari e il loro staff, una cifra sette volte superiore al numero di incontri ufficiali tenuti con le ONG per i diritti degli animali.

Per evidenziare questa influenza, Animal Equality ha organizzato una serie di proteste a Bruxelles davanti alle sedi delle istituzioni europee interessate. Tra queste, il 14 aprile, l’organizzazione ha realizzato una proiezione storica sull’edificio Berlaymont della Commissione europea a Bruxelles, denunciando l’influenza dell’industria dell’allevamento sulle autorità europee che dovrebbero essere responsabili del benessere animale.

Queste azioni rientrano nella campagna “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, che condanna la continua inerzia della Commissione europea nonostante i chiari impegni a porre fine all’uso delle gabbie e le numerose dichiarazioni sull’urgenza di porre fine all’uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova.

“Dietro ELV si celano i chiari interessi di associazioni che traggono profitto dallo sfruttamento degli animali allevati per la produzione alimentare, tra cui centinaia di milioni di animali ancora in gabbia e milioni di pulcini maschi uccisi. Questo gruppo ha incontrato il Commissario Hansen per influenzarne le decisioni calpestando le richieste dei cittadini, nonostante l’impegno ufficiale della Commissione europea. Questa interferenza è inaccettabile e continua a verificarsi. Il collegamento che Animal Equality ha rivelato tra ELV, le lobby dell’allevamento intensivo e la Commissione europea dimostra come questa istituzione sia di fatto il quartier generale dell’allevamento intensivo”, afferma Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality Europe.

Nel 2021, a seguito dell’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, sostenuta da 1,4 milioni di cittadini, la Commissione si è impegnata a presentare una proposta legislativa per eliminare gradualmente le gabbie entro la fine del 2023. Tale termine è scaduto senza che la proposta fosse presentata. Il Programma di lavoro 2026, la dichiarazione ufficiale di intenti legislativi della Commissione, non contiene alcuna proposta vincolante in materia di benessere animale. La Commissione si è invece impegnata ad adottare azioni “non legislative”, tra cui elementi relativi al benessere animale nell’ambito di una strategia per l’allevamento.