Audizioni alla Camera, l’industria della carne fa allarmismo sulle proposte di legge per vietare la macellazione degli equidi
Milano, 21/05/2026 – Animal Equality risponde alle dichiarazioni da parte dei rappresentanti della filiera della carne in occasione delle audizioni sulle proposte di legge per il divieto di macellazione degli equidi tenutesi ieri alla Camera dei Deputati.
Durante l’audizione, le associazioni di rappresentanza della zootecnia italiana hanno criticato le proposte di legge presentate in Parlamento sostenendo l’argomento della “libertà di scelta” dei cittadini e inquadrando il divieto di macellazione in un’ottica di preferenza gastronomica individuale, anziché come una questione etica, sociale e normativa sempre più sentita in Italia.
Nel tentativo di contrastare le proposte di legge, il presidente di Federcarni Maurizio Arosio ha attribuito al divieto di macellazione degli equidi ipotetici rischi di dissesto idrogeologico in mancanza del pascolo degli equidi allevati a scopo alimentare. I rappresentanti della zootecnia hanno paventato anche scenari contraddittori nel caso in cui le proposte di legge dovessero essere approvate, tra “randagismo equino”, con cavalli lasciati vagare senza controllo sul territorio, e al contempo rischio di estinzione dei cavalli.
“Si tratta di tesi difficilmente conciliabili tra loro, tanto creative quanto scollegate dal merito del provvedimento, che restituiscono l’impressione di una difesa costruita più sull’allarmismo che su dati concreti e coerenti” ha commentato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.
In sede di audizione, Assica, Assocarni e Confesercenti hanno condiviso i timori delle aziende, con Uniceb (Unione Italiana Filiera delle Carni) che ha espresso preoccupazione “per gli assedi fatti davanti alle sedi di alcuni macelli e strutture di macellazione”, molto probabilmente in riferimento ai presidi di protesta pacifica di Animal Equality davanti al macello di Correggio, in Emilia-Romagna, investigato per violazioni delle norme sul benessere animale. Tuttavia, nel corso del presidio del 9 maggio, alle gomme delle auto degli attivisti partecipanti sono state strappate le valvole da ignoti e diversi di loro sono stati costretti a chiamare il carro attrezzi per poter rientrare presso le proprie abitazioni, mentre il macello non ha subito alcun danno.
Secondo la segretaria generale Uniceb Clara Fossato, l’esclusione degli equidi dalla macellazione comporterebbe inoltre problematiche gestionali degli animali conseguenti al divieto. In particolare: “criticità molto forti nella gestione degli animali a fine carriera sportiva o produttiva con possibili problemi di smaltimento delle carcasse”.
“Si ritiene lecito, insomma, ‘rottamare’ al macello cavalli provenienti dalle corse ippiche che, nella quasi totalità dei casi, hanno ricevuto nel corso della loro vita trattamenti farmacologici incompatibili con la destinazione alimentare, trasformando animali sfruttati per anni nelle corse in meri sottoprodotti a fine carriera” ha aggiunto Matteo Cupi.
Il presidente di Federcarni Maurizio Arosio si è spinto oltre asserendo che senza possibilità di abbattimento degli equidi “la loro gestione a vita implicherebbe costi di alimentazione, cura e mantenimento tali da renderli di fatto beni di lusso”.
Vittorio Carpegna, Filiera equina italiana, ha affermato che in caso dell’approvazione del divieto di macellazione degli equidi, nei confronti dell’Italia verrebbe avviata una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, ma come sottolineato dall’On. Francesco Emilio Borrelli, la Commissione europea, interrogata nel merito, non ha comunicato questa prospettiva.
In risposta all’interrogazione E-000790/2026 presentata dall’eurodeputato Michele Picaro di Fratelli d’Italia in merito alle proposte di legge che chiedono lo stop alla macellazione dei cavalli in Italia, il commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione Christophe Hansen ha riconosciuto che un divieto nazionale sulla macellazione degli equidi, potrebbe entrare in conflitto con le regole del mercato unico e il diritto UE, tuttavia non ha escluso questa possibilità se la misura persegue un interesse pubblico legittimo ed è proporzionata.
La Commissione quindi non sostiene né respinge l’idea di un divieto nazionale, ma mantiene una posizione equilibrata, senza prendere una decisione definitiva mentre la proposta italiana è ancora in discussione. Il benessere animale è inoltre riconosciuto come obiettivo di interesse generale nell’UE ed è confermato anche dalla giurisprudenza della Corte di giustizia.
CONTESTO:
Nel 2023 Animal Equality ha lanciato una petizione, che ha attualmente superato le 256 mila firme, per chiedere il divieto di macellazione degli equidi riconoscendoli come animali d’affezione, in linea con le proposte di legge presentate dall’On. Brambilla (Noi Moderati), dall’On. Susanna Cherchi (M5S), dall’On. Luana Zanella (AVS) e dall’On. Eleonora Evi (PD).
Come denunciato da tempo dall’organizzazione, il circuito dietro l’uccisione dei cavalli a scopo alimentare è caratterizzato da dati di monitoraggio approssimativi, normative lacunose che favoriscono illegalità e abusi, tratte di viaggio estremamente lunghe che provocano effetti dannosi sulla salute degli animali, e infine da una macellazione spesso illegale frutto di inadempienze e pressapochismo.