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Maggio 28, 2026

L’orrore dietro alla carne di maiale: Animal Equality rivela terribili sofferenze all’interno di nove allevamenti spagnoli

>> VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=-JEU-_lJxG8 

>> FOTO: https://show.pics.io/granjas-de-cerdos-espana-aragon-2025 

Milano, 28/05/2026 – Animal Equality rilascia una nuova inchiesta che documenta l’allarmante tasso di mortalità dei cuccioli di maiale, gravi problemi di salute degli animali, il degrado delle strutture e le sistematiche violenze inflitte a maiali e scrofe negli allevamenti di suini in Spagna, da cui l’Italia importa la maggior parte della carne di maiale proveniente dall’Europa.

Le immagini sono state raccolte tra 2023 e 2024 in nove allevamenti di maiali dell’Aragona, in Spagna. L’inchiesta documenta come le scrofe vivono confinate in gabbie di gestazione estremamente strette, dove riescono a malapena a muoversi. Alcune mostrano comportamenti indotti dallo stress, che spinge gli animali a mordere sbarre fino a sanguinare. In tutte le strutture, i maiali hanno la coda mutilata nonostante le direttive europee lo vietino, con secchi pieni di pezzi di coda e testicoli amputati.

I problemi di salute dei maiali documentati sono diffusi, con ferite, abrasioni e prolassi evidenti. L’igiene è scarsa in tutti gli allevamenti e gli investigatori di Animal Equality hanno filmato la presenza di maialini morti in decomposizione all’interno degli abbeveratoi. Secondo l’organizzazione, le ispezioni sono quasi inesistenti, con solo l’1-3% degli allevamenti ispezionati ogni anno in tutta la Spagna, la maggior parte delle quali avvengono con preavviso.

In particolare, l’inchiesta rivela pratiche frequenti e standard nell’industria suinicola in Spagna, tra cui possibili violazioni della legge.

  • Allarmante mortalità neonatale 

Le prove raccolte mostrano un elevato tasso di mortalità dei cuccioli di maiali negli allevamenti indagati, dove i più deboli non riescono a nutrirsi e vengono lasciati morire di fame. A causa delle cucciolate numerose favorite dall’industria, inoltre, i problemi durante il parto sono frequenti, così come le nascite di cuccioli deboli. 

Negli allevamenti investigati sono stati documentati i seguenti ritrovamenti:

  • I cuccioli sono così deboli che muoiono di ipossia entro le prime 24 ore di vita;
  • In un caso, un maialino è nato morto rimanendo incastrato durante il parto;
  • I maiali morti ancora ricoperti di placenta sono una costante e vengono ammucchiati vicino alle scrofe;
  • In un allevamento, molti maialini sono nati così deboli da non riuscire a raggiungere le mammelle della madre;
  • In un altro allevamento, alcune cucciolate erano così numerose che diversi maialini avevano difficoltà a essere allattati tutti, morendo spesso di fame.

Negli allevamenti di maiali spagnoli, la mortalità degli animali si attesta intorno al 15% di tutti i nati vivi, salendo al 20% se si tiene conto anche dei maialini nati morti.

  • Confinamento estremo delle scrofe 

Negli allevamenti oggetto dell’indagine, le scrofe sono costrette a un confinamento estremo che impedisce loro di soddisfare i bisogni etologici più elementari, portando a comportamenti stereotipati e all’autolesionismo.

  • In quattro allevamenti sono state trovate gabbie di gestazione molto strette, lunghe solo 203 cm e larghe 61 cm, in cui le scrofe riuscivano a malapena a essere contenute;
  • Sono state filmate scrofe con comportamenti stereotipati e ferite alla bocca e al muso causate dai morsi ripetuti alle sbarre;
  • All’interno dei recinti di gruppo, i maiali erano ammassati e soggetti a livelli elevati di stress;
  • Oltre alle pratiche di allevamento standard dannose per il benessere degli animali, sono state osservate possibili violazioni e casi di non conformità ai requisiti di legge.
  • Le mutilazioni sono la norma

In quasi tutte le strutture investigate, ai maiali viene tagliata la coda nonostante le direttive europee vietino questa pratica. In particolare, sono stati documentati i seguenti ritrovamenti:

  • Secchi pieni di pezzi di coda e testicoli amputati e code amputate sparse sul pavimento;
  • Strumenti utilizzati per eseguire le mutilazioni trascurati e sporchi.

La mozzatura di routine della coda è vietata dalla direttiva 2008/120/CE del Consiglio, ma si stima che oltre tre quarti dei maiali nei paesi dell’Unione europea subiscano questa mutilazione, Italia compresa.

  • Ferite, abrasioni e prolassi generalizzati

Nei nove allevamenti investigati, i problemi di salute degli animali sono molto diffusi, con ferite, abrasioni e prolassi. Sono stati documentati in particolare seguenti ritrovamenti:

  • Maiali con grandi gonfiori e escrescenze atipiche influenzate da fattori ambientali quali scarsa igiene o incapacità di muoversi per lunghi periodi di tempo;
  • Ferite ricoperte di sporcizia o pus e infiammazioni che raggiungono le dimensioni di un pallone da calcio;
  • In tutte le strutture in cui sono presenti gabbie di gestazione o da parto, le scrofe presentavano abrasioni e tagli causati dallo sfregamento o dalla pressione contro pavimenti duri e barre metalliche;
  • Gravi prolassi uterini tra le scrofe, soprattutto negli allevamenti con cucciolate più numerose.
  • Acqua e cibo contaminati

La scarsa igiene è evidente in tutti gli allevamenti. Le immagini ottenute mostrano mangiatoie circondate da escrementi e code amputate, e persino maialini morti in decomposizione negli abbeveratoi delle scrofe.

In sei allevamenti sono stati documentati carriole e contenitori pieni di animali morti o placente, alcuni dei quali brulicanti di vermi, lasciati aperti e non sigillati durante la notte. Lo stesso vale per secchi o scatole pieni di code e testicoli amputati. Tutto ciò può costituire una violazione del regolamento (CE) n. 1069/2009.

Permettere tale contaminazione viola la direttiva 2008/120/CE, che richiede che il cibo e l’acqua rimangano privi di contaminazione, nonché il regolamento CE 1069/2009, articoli 1 e 21, sullo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale.

All’interno delle strutture è stata inoltre documentata la presenza di topi e ratti, nonché di vermi e larve in alcuni casi.

  • Mancanza di ispezioni

Animal Equality denuncia l’indifferenza del Ministero dell’Agricoltura e dell’Allevamento spagnolo riguardo alla realtà degli allevamenti di maiali, che permette all’industria della carne di continuare a operare in totale impunità.

“Gli interessi economici del settore della carne influenzano le politiche pubbliche, favorendo un’industria che antepone i propri interessi al benessere degli animali, alla salute pubblica e all’ambiente” afferma Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.

Le precedenti denunce presentate da Animal Equality in Spagna hanno portato a procedimenti disciplinari. Tuttavia, la risposta amministrativa è insufficiente quando vengono documentate gravi carenze contrarie alle normative. I procedimenti si riducono a infrazioni con sanzioni minime.

Le ispezioni degli allevamenti in Spagna sono quasi inesistenti. Secondo il programma del Ministero, ogni anno viene ispezionato appena l’1,6% degli stabilimenti e la maggior parte di queste ispezioni viene effettuata con preavviso.

Secondo i dati dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) 2024, la Spagna è il principale Paese fornitore dell’Italia per quanto riguarda la carne suina (da cui proviene il 23% delle importazioni totali), dopo la Germania (29%). Nel 2024, anno in cui è stata svolta l’inchiesta di Animal Equality, Ismea afferma che la ridotta disponibilità del mercato tedesco ha indirizzato le richieste di importazione dell’Italia soprattutto verso la Spagna, con un aumento dell’import in volume di oltre il 38%.