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Appello per il benessere animale a von der Leyen: 33 esperti e 14 organizzazioni si uniscono a noi contro le gabbie


Anni fa, la Commissione europea ha promesso di riformare la legislazione UE sul benessere degli animali e di eliminare gradualmente gli allevamenti in gabbia. Eppure, la proposta legislativa chiave sulla protezione degli animali allevati non è ancora stata presentata. Nel frattempo, circa 300 milioni di esseri senzienti nell’UE continuano a soffrire in gabbia. 

Ora insieme a 14 organizzazioni e 33 esperti, tra cui il famoso esperto di etica animale Peter Singer, ha lanciato un appello alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. E anche tu puoi schierarti contro le gabbie, ora.

Promesse e ritardi

Nel 2020, nell’ambito della sua strategia “Dal produttore al consumatore”, la Commissione europea ha annunciato l’intenzione di rivedere le leggi sul benessere animale entro la fine del 2023. 

Nel 2021, a seguito dell’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, sostenuta da oltre 1,4 milioni di persone, è stato preso un impegno concreto: l’allevamento in gabbia sarà gradualmente eliminato. La proposta legislativa sarebbe dovuta arrivare entro la fine del 2023, la sua entrata in vigore dal 2027.

Il risultato oggi? La proposta legislativa concreta non è ancora disponibile. Il programma di lavoro 2026 include ad ora solo una strategia UE per l’allevamento non legislativa con elementi sul benessere animale; secondo i piani attuali, la proposta vincolante non è prevista prima del quarto trimestre del 2026.

Mentre i responsabili politici distolgono lo sguardo, circa 300 milioni di animali allevati soffrono in gabbie anguste, senza libertà di movimento e senza la possibilità di esprimere i loro comportamenti naturali.

Questo momento è cruciale

Il 7 luglio la Commissione europea pubblicherà la sua strategia per l’allevamento. Questo appello determinerà se la proposta legislativa prevista per il quarto trimestre del 2026 includerà misure vincolanti come il divieto delle gabbie. Ecco perché iniziative per il benessere degli animali come questo appello possono influire sul corso degli eventi.

Anche tu puoi schierarti contro le gabbie ora: firma la nostra lettera aperta alla Commissione europea!

Una forte alleanza per gli animali

Abbiamo lanciato un appello di alto profilo per il benessere degli animali alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Tra i 47 firmatari figurano importanti esperti internazionali di medicina veterinaria, diritto, filosofia, etica, scienze politiche e biologia comportamentale. Anche numerosi esperti e organizzazioni provenienti da Svizzera, Austria, Regno Unito e Stati Uniti hanno aderito al nostro appello.

Con questo appello, chiediamo alla Commissione europea di presentare in tempo la proposta legislativa per la revisione dei regolamenti UE sul benessere degli animali, prevista per il quarto trimestre del 2026, in modo tale da:

  • Eliminare gradualmente le gabbie;
  • includere il divieto di uccisione dei pulcini maschi;
  • garantire una concorrenza leale nel mercato interno dell’UE, riducendo le distorsioni della concorrenza che svantaggiano le imprese e gli operatori di mercato che già investono in standard più elevati di benessere degli animali, promuovendo al contempo l’armonizzazione dei requisiti per le importazioni nell’UE e controlli efficaci.

Ogni giorno in cui la Commissione europea non agisce significa ulteriore sofferenza per milioni di esseri senzienti rinchiusi in gabbie, senza la possibilità di muoversi o esprimere i propri comportamenti naturali. La Commissione lo sa e ha promesso di intervenire. Ma la proposta legislativa non è ancora stata presentata. Il problema non risiede nella mancanza di volontà della società o dell’economia, bensì in una politica che ignora la volontà dei suoi cittadini e non mantiene le proprie promesse.

Matteo Cupi, direttore di Animal Equality Italia

Scienza e opinione pubblica concordano

La comunità scientifica concorda: l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), incaricata dalla stessa Commissione europea, ha affermato chiaramente in diversi pareri scientifici (su maiali, galline ovaiole, anatre, oche e quaglie) che l’allevamento in gabbia è associato a una significativa sofferenza animale e deve essere interrotto.

Inoltre, l’EFSA ha evidenziato le problematiche relative al benessere animale in merito all’abbattimento dei pulcini e ha raccomandato lo sviluppo e l’utilizzo di alternative. 

I cittadini si sono espressi: l’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age” ha raccolto il sostegno di oltre 1,4 milioni di persone nel 2019. Secondo l’Eurobarometro 2023, l’84% degli europei chiede una maggiore tutela per gli animali da allevamento. Nella consultazione pubblica della Commissione (2025), la stragrande maggioranza delle oltre 190.000 risposte si è espressa a favore della fine degli allevamenti in gabbia.

Ora la Commissione europea deve agire. Sono urgenti e necessari standard UE uniformi e migliori per gli animali.

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