Camilla, l’investigatrice di Animal Equality sotto copertura negli allevamenti e nei macelli
https://www.animalequality.it/investigatrice
Camilla, investigatrice di Animal Equality, svela ogni giorno la crudele realtà che si nasconde dentro gli allevamenti e i macelli. Ma il suo lavoro senza il tuo sostegno non arriverebbe da nessuna parte. Fino al 31 dicembre il tuo aiuto ad Animal Equality verrà raddoppiato grazie ad un generoso donatore. Non perdere questa occasione!
Animal Equality è un'organizzazione non profit per i diritti animali fondata nel 2006 e attiva a livello internazionale in 8 paesi.
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Transcript (Italian — it)
Cosa fai quando vedi che c'è qualcosa
che non va? Puoi ignorare il problema
e pensare che comunque ci sarà qualcuno
che si muoverà al posto tuo.
Io non sono riuscito a chiudere gli
occhi.
I loro occhi i loro sguardi li ho
sempre avuto in testa fin da quando ero
piccola. Sono cresciuta con una sorella
più grande, un fratello di piccolo e due
genitori che hanno cercato di
trasmettermi la voglia di impegnarmi per
gli altri con la speranza che le cose
possano cambiare veramente in questo
mondo. Sono andata a scuola ho viaggiato
tanto, ma è stato il ritorno in Italia in
particolare che mi ha dato una volta per
tutte la forza di impegnarmi come
volontaria per gli animali. Sicuramente a
spingermi è stato scoprire quale fosse
il destino delle mucche all'interno
dell'industria del latte e dei suoi
derivati. Vedere queste madri ingravidate
artificialmente per tutta la vita e
mandate al macello appena diventano
"inutili" perché sono meno produttive...
Dallo stupore alla rabbia il passo è
stato molto breve,
non riuscivo semplicemente ad accettare
che potessimo vivere in un mondo in
grado di trattare la maternità come un
sistema produttivo e i cuccioli come delle
merci.
Ma come potevo trasformare questa rabbia
in qualcosa di veramente utile?
La risposta era lì tra le mie mani
in un pomeriggio qualsiasi passato
davanti alla tv.
In quel momento ho realizzato la vera
portata che queste inchieste hanno sul
grande pubblico e di conseguenza sul
mondo. Ho visto le inchieste di Animal
Equality in tv e questo mi ha fatto
capire che era quello che dovevo fare se
volevo avere un impatto e aiutare il
numero maggiore di animali possibili.
Guardando quelle immagini ho capito che
ero dalla parte sbagliata dello schermo,
che dovevo fare qualcosa di più.
La prima volta è stato in un allevamento
di galline ovaiole. Spesso mi sembra di
sentire ancora quell'odore gente che ti
si attacca in gola. È stata un'esperienza
spaesante, sei tu con i tuoi compagni
intorno a quei corridoi freddi, bui
immersi
nei rumori metallici delle gabbie... con il
tempo impari a gestire le emozioni che
provi. Per stare lì dentro ci vuole
sicuramente coraggio: con gli stivali
sporchi di fango di feci, il freddo
che impregna nei vestiti gli odori che
ti si attaccano in gola una certa dose
di paura fa bene quando si fanno lavori
particolarmente rischiosi. Quello che
conta è come tu poi riesci a gestire
quella paura.
Credo che avere coraggio significhi
sapere che cosa devi fare e farlo
nonostante tutto e nonostante tutti.
Avere paura invece significa sapere che
cosa è necessario fare ma farsi fermare
dalle circostanze. Avere coraggio
significa accettare la paura e
affrontarla,
trasformarla in un momento di crescita.
Da soli con le nostre forze il nostro
coraggio però non arriviamo da nessuna
parte.
Tutto quello che vedi nelle nostre
inchieste dalla telecamera più semplice
ai computer che usiamo, i navigatori, gli
stivali fino alla benzina per le uscite
notturne
esistono perché ci sono persone che
hanno deciso di sostenerci
quotidianamente, e se non potessi contare
sul loro sostegno
gli animali non potrebbero contare sul
mio lavoro e tu non avresti modo di
sapere che cosa succede dietro le porte
di allevamenti e macelli.
Non è stata una scelta facile la mia, ma
era l'unica possibile per me.
A te non chiedo di entrare in questi
luoghi di sofferenza con me,
ma di fare in modo che io e la mia
squadra possiamo continuare a farlo.