Cavalli protetti mandati al macello: nuova inchiesta del New York Times
Il New York Times fa luce su come i cavalli selvaggi protetti dalla legge negli Stati Uniti stiano venendo in realtà catturati e venduti, con il rischio di finire al macello in Canada.
Uccidere cavalli selvaggi negli Usa è illegale, ma secondo i giornalisti che hanno indagato su questo fenomeno una scappatoia legale permette al governo americano di vendere gli animali a prezzi stracciati, privandoli di ogni protezione e condannandoli alla macellazione oltre confine.
Questo lavoro investigativo fa emergere un sistema di compravendita illegale e apre una riflessione: in Italia, dove la macellazione degli equidi è ancora legale, i cavalli subiscono sistematicamente abusi e macellazioni clandestine, fenomeni che una maggiore tutela di questi animali, riconosciuta per legge, potrebbe finalmente contrastare e ridurre in modo drastico.

Cosa ha scoperto il New York Times
La normativa che dovrebbe tutelare circa 73mila cavalli selvaggi accolti nelle terre degli Stati Uniti non sta più funzionando. Questi animali dovrebbero essere protetti dalla caccia e dalla cattura, ma secondo l’inchiesta la legge viene aggirata per permettere la loro vendita e macellazione.
Come spiegano gli autori, per decenni, nel tentativo di mantenere la popolazione sostenibile, il governo americano ha offerto in media 9.500 cavalli ogni anno in adozione, riuscendo però a trovare famiglie adottive solo per circa la metà di essi.

“Il resto viene convogliato in un labirinto di recinti e pascoli che l’ufficio chiama ‘sistema di detenzione’. Attualmente il sistema ospita 58.000 cavalli selvaggi, con un costo annuo di 100 milioni di dollari. La loro cura assorbe la maggior parte dei 142 milioni di dollari stanziati dall’ufficio per la tutela dei cavalli selvaggi” si legge nell’articolo.
Per aggirare il problema, il governo di Washington starebbe quindi cercando di liberarsi dei cavalli vendendoli e inviandoli in Canada per farli macellare.

Un precedente rischioso
Negli Stati Uniti i macelli equini sono stati chiusi definitivamente nel 2007, ma la macellazione dei cavalli provenienti dagli Usa continua ad avvenire illegalmente in Messico e Canada, con conseguenze pericolose anche per la sicurezza alimentare.
Uno studio pubblicato su PubMed nel 2010 aveva rivelato che decine di cavalli impiegati nelle corse ippiche negli Stati Uniti e macellati in Canada per vendere la loro carne in Europa erano stati trattati con sostanze proibite dalla legislazione europea ai fini del consumo alimentare. Tra le sostanze vietate somministrate ai cavalli c’era anche il fenilbutazone, un antinfiammatorio non-steroideo di uso comune nei cavalli, ma la cui somministrazione in Europa è vietata negli equidi destinati alla produzione alimentare.
L’Unione europea è corsa ai ripari vietando dal 2014 le importazioni dal Messico, ma dal Canada le carni continuando ad arrivare soprattutto in Francia, Belgio, Italia e Germania, alimentando la sofferenza di migliaia di cavalli.

Cosa possiamo fare in Italia
Considerato questo grave precedente, il nuovo circuito di vendita illegale di cavalli macellati in Canada scoperto dai giornalisti del New York Times accende un campanello di allarme sull’importazione e sul consumo di carne di cavallo in Europa e quindi in Italia, mentre in Parlamento si discute sul divieto di macellazione degli equidi.
Non solo, il caso americano sottolinea la necessità di controlli mirati e specifici sulla filiera della carne equina, ma soprattutto l’importanza di riconoscere tutti gli equidi come animali d’affezione salvandoli dalla macellazione. Smettere di essere complici di questi abusi inoltre è possibile smettendo di consumare carne equina: una scelta quotidiana concreta che contribuisce a ridurre la sofferenza degli animali.

Attualmente lo status giuridico degli equidi in Italia è ambiguo e l’assenza di tutele precise li lascia esposti a crudeltà e violazioni ampiamente documentate.
Insieme possiamo porre fine alla sofferenza dei cavalli: abbiamo lanciato una proposta di iniziativa popolare che chiede di vietare la loro macellazione a livello nazionale, sottoscrivendola permetterai alla politica di confrontarsi con una domanda di cui noi conosciamo già la risposta: l’Italia è pronta a fermare l’uccisione di questi animali?

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