Nuove immagini mostrano la macellazione degli asini mentre il settore registra un calo drastico
Anche gli asini sono vittime di macellazioni crudeli. All’interno del macello di Correggio, in Emilia-Romagna, dove abbiamo portato alla luce gravi violazioni delle norme sul benessere animale ai danni di diversi cavalli, abbiamo documentato anche l’uccisione di un asino: pochi secondi di filmato bastano a documentare tutta la ferocia di questa pratica, che ogni anno colpisce migliaia di questi animali.
Cosa mostrano le nostre immagini inedite
Le nuove immagini che pubblichiamo sono state raccolte dal nostro team investigativo nel corso del 2025 all’interno del macello Zerbini & Ragazzi di Correggio, vicino a Reggio Emilia, la prima provincia italiana per numero di macellazioni equine.
Il filmato che documenta la macellazione di un asino fa parte di un’inchiesta più ampia che rivela cosa accade ai cavalli all’interno dell’industria alimentare.

In particolare, il nuovo video mostra la fase di stordimento e macellazione di un cavallo e di un asino inseriti all’interno dello stesso box. Dopo che il cavallo viene stordito e gli viene recisa la giugulare, viene issato e spostato dal box per fare posto all’asino, che viene agganciato alla catena e sollevato, rivelando la presenza di un’infezione in stadio avanzato sul suo corpo.
Il trattamento riservato agli asini è terribile, eppure si tratta di animali molto sensibili, la cui intelligenza secondo alcuni studi è paragonabile a quella umana. Hanno infatti una grande memoria, sono socievoli e creano legami di affetto profondo. Ma gli asini hanno anche un’altra peculiarità, che in pochi conoscono: tendono a soffrire in silenzio, e per questo purtroppo il loro dolore viene trascurato e sottovalutato.

La macellazione degli equidi è in calo
Nonostante queste terribili immagini, una nuova analisi dei dati del Sistema Informativo Veterinario nazionale ci dà una buona notizia: in dieci anni la macellazione degli equidi in Italia è drasticamente diminuita.
Secondo i dati del Sistema Informativo Veterinario nazionale analizzati, infatti, nel 2025 in Italia sono stati macellati 22.854 equidi, in calo dai 23.374 del 2024. La diminuzione è costante, anno dopo anno, da almeno dieci anni: nel 2016 gli equidi macellati erano 50mila e questo indica che il numero di animali macellati si è più che dimezzato negli ultimi dieci anni.

Le Regioni che allevano e macellano più asini
Secondo i dati di fine 2025, ci sono circa 94mila asini registrati in Italia, di cui circa 52mila risultano destinati alla produzione alimentare (DPA), ovvero idonei al consumo umano.
La Lombardia è di gran lunga la prima regione per macellazione di asini, con quasi il 28% del totale, guidata dalla provincia di Bergamo. Seguono Sicilia (18%) e Veneto (17%), quindi Piemonte, Puglia ed Emilia-Romagna (sotto il 10%). La Sardegna, per contro, si attesta poco sopra l’1%.
Nonostante la Lombardia risulti la prima regione per numero di asini macellati, le Isole allevano in proporzione più animali: la Sicilia detiene il primato con il 16% degli asini totali, seguita dalla Lombardia con il 15%; la Sardegna, che conta solo l’1% delle macellazioni ufficiali, è la terza regione per numero di asini, con circa il 13% del totale, ovvero oltre 12mila asini.

L’ambiguità della Sardegna
In base ai dati che abbiamo analizzato, la Sardegna è la regione italiana con la più alta percentuale di asini registrata come non destinata alla produzione alimentare, il 78% del totale.
Questa caratteristica si mantiene invariata anche quando si osservano gli asini allevati per il latte: se gli asini detenuti negli allevamenti dell’industria lattiero-casearia sono quasi sempre femmine e DPA nella gran parte delle regioni italiane, in Sardegna ben un terzo di questi risulta maschio e il 94% non è destinato alla produzione alimentare (non-DPA), ovvero potrebbe essere stato sottoposto a trattamenti farmacologici dannosi per la salute umana.

In termini numerici, in Sardegna ci sono circa 90 asini allevati per il latte su poco più di 600 a livello nazionale. Stiamo parlando quindi di un mercato già molto ridotto e quasi interamente di animali non-DPA, a meno che le registrazioni in anagrafe siano imprecise o parziali o avvengano macellazioni clandestine.
Inoltre, il fatto che la Sardegna abbia il 13% degli asini registrati in Italia ma solo l’1% delle macellazioni è in parte spiegato dalla preponderanza di animali non-DPA, ma suggerisce anche la presenza di un settore poco soggetto a controlli.

Perché serve una legge contro la macellazione degli equidi
La nostra analisi fa emergere ancora una volta (anche nel caso degli asini impiegati nella produzione alimentare) una situazione nebulosa a livello di controlli, con potenziali rischi per la sicurezza alimentare.
A marzo, avevamo già denunciato un’altra problematica: incrociando i database del Ministero dell’Agricoltura e del Servizio Veterinaria e Benessere Animale del Ministero è emerso che, dal 2022 al 2025, su 180 cavalli risultati positivi a sostanze dopanti, anche vietate nella produzione alimentare, circa il 10% a inizio 2026 risultava ancora registrato come DPA, ovvero destinato alla produzione alimentare.
Dietro la macellazione di cavalli e asini c’è la crudeltà documentata dalle nostre immagini raccolte sotto copertura, ma non solo: le nostre inchieste rivelano che abusi e violazioni delle norme sul benessere animale sono sistematiche, così come la mancanza di controlli efficaci e la presenza di gravi criticità a livello di tracciamento all’interno della filiera. Per tutelare davvero gli animali e contrastare il circuito illegale che li sfrutta, abbiamo lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare con cui chiediamo l’abolizione della macellazione di tutti gli equidi e il loro riconoscimento come animali d’affezione.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia
Insieme possiamo cambiare per sempre il futuro di questi animali e porre fine a un sistema che li sfrutta e li uccide per profitto, condannandoli ad atroci sofferenze. Sottoscrivi anche tu la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per riconoscere tutti gli equidi come animali d’affezione e fermare la loro macellazione.

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