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Europol scopre migliaia di cavalli vittime di traffico illegale: ecco perché serve vietare la macellazione degli equidi

Settembre 23, 2026
Cecilia De Bassa

Un’operazione internazionale coordinata da Europol ha smascherato un traffico di cavalli con passaporti falsificati e microchip manomessi. Alcuni di questi animali potrebbero essere stati persino introdotti nella filiera alimentare senza che se ne conoscesse la vera origine e la storia. Né tantomeno l’idoneità delle loro carni al consumo umano. 

Questa operazione non solo apre degli interrogativi sui maltrattamenti che i cavalli potrebbero aver subito mentre venivano venduti, trasportati e trattati come merci, ma dimostra ancora una volta la necessità di rafforzare la tutela degli equidi, partendo dall’abolizione della loro macellazione.

Le indagini di Europol 

A settembre 2026, l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto, nota come Europol, ha supportato una vasta operazione contro una rete criminale sospettata di trafficare cavalli in tutta Europa, utilizzando documenti falsificati e microchip manomessi per occultare la vera identità degli animali. 

Quasi 200 agenti e rappresentanti di diverse autorità hanno partecipato all’operazione condotta in Belgio, Francia, Irlanda e Paesi Bassi. Al centro dell’indagine, guidata dal Belgio, un sospetto traffico su larga scala di cavalli le cui identità sarebbero state manipolate per consentirne lo spostamento e la rivendita in tutta Europa. 

Dal momento che i sistemi di tracciabilità dei cavalli pensati per garantire i requisiti minimi di benessere animale e la sicurezza alimentare sono stati manomessi, cavalli non destinati al consumo umano potrebbero essere stati destinati illegalmente al macello e inseriti nella filiera alimentare tramite identità falsificate. 

È ora di porre fine a tutto questo

Sono oltre mille i cavalli controllati da Europol nel corso di questa operazione e le indagini sono ancora in corso, ma una cosa è certa: quanto emerso rappresenta l’ennesima prova che il sistema attuale di tutela dei cavalli è insufficiente, e serve un intervento deciso.

Solo il divieto di macellazione degli equidi è in grado di proteggere allo stesso tempo gli animali e i consumatori.

Il caso trattato si inserisce in un contesto ben più ampio, ed è testimonianza delle gravi criticità che da tempo denunciamo nella filiera della carne equina. Lo stesso sistema dei controlli mostra fragilità e carenze gravi: se migliaia di documenti e microchip pensati per garantire la tracciabilità e la sicurezza alimentare possono essere falsificati con estrema facilità, nessuna misura di controllo può davvero proteggere gli animali e i consumatori fino a quando la macellazione degli equidi resterà legale.

Ogni volta che riemerge un traffico di questa portata, la risposta delle istituzioni è rincorrere le falle di un sistema che, per sua stessa natura, resta permeabile alla frode e all’abuso. La vera soluzione non è rendere i controlli più sofisticati, ma eliminare alla radice l’incentivo economico che alimenta questi traffici: la fine della macellazione degli equidi. 

Riconoscere questi animali come animali d’affezione e fermare la loro uccisione in Italia è possibile firmando la proposta di legge di iniziativa popolare che abbiamo lanciato insieme a Fondazione Islander.

Puoi farlo anche tu: bastano due minuti per salvare la vita di migliaia di cavalli.

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