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polli allevamento italia
Polli broiler in un allevamento intensivo
Notizia

Big Chicken: il complotto del fast food, a danno di milioni di polli

16 Ottobre 2026
Aggiornato: 16 Ottobre 2026
Alice Dominese
Ufficio stampa Animal Equality Italia

Abbiamo visto la docuserie girata tra Usa e Regno Unito in cui il comico Mo Gilligan sperimenta un’alimentazione a base di pollo fritto per 28 giorni: quello che abbiamo visto non ci ha sorpresi per nulla, e vi spieghiamo il perché.

Polli broiler in un allevamento intensivo

Di cosa parla la serie su Netflix

Se ancora non avete visto “Big Chicken, il complotto del fast food” uscito su Netflix quest’estate, non vogliamo farvi spoiler. 

Vi basti sapere che man mano che il protagonista Mo Gilligan, puntata dopo puntata, approfondisce la catena di produzione della carne di pollo dietro al mondo dei fast food, a essere svelato è un sistema fatto di abusi sugli animali, pratiche opache e carne ultra-processata.

Foto: Aitor Garmendia

A essere compromessa è anche la salute di Gilligan, che mangiando tre volte al giorno pollo fritto, inizia ad avere presto diversi problemi di salute.

Il sistema di produzione che viene raccontato, infatti, è dannoso a 360 gradi. Colpisce in primis gli animali, vittime di un’industria che alleva miliardi di polli ogni anno dopo averli selezionati geneticamente per massimizzare il profitto, ma ha conseguenze anche sulla salute delle persone, spinte a diventare consumatori di carne a basso prezzo.

Perché l’industria della carne di pollo è un problema

In vent’anni di investigazioni in tutto il mondo, abbiamo documentato decine di allevamenti intensivi di polli allevati per la loro carne rilevando costantemente l’enorme sofferenza a cui questi animali sono sottoposti.

Oltre il 90% di questi individui, come quelli che compaiono nella docuserie di Netflix, sono polli broiler, appartenenti cioè a un ceppo genetico selezionato dall’essere umano per crescere in modo accelerato rispetto a quanto accadrebbe in natura, con l’obiettivo di ridurre i tempi di produzione e i relativi costi. 

Questi animali sono così condannati fin dalla nascita ad affrontare gravi problemi di salute, perché selezionati e alimentati per prendere peso più in fretta di quanto le loro ossa e il loro sistema cardiovascolare siano in grado di sostenere.

I ricercatori hanno osservato che questa rapida crescita altera l’equilibrio originario nello sviluppo dei tessuti nei polli allevati per la loro carne, e che il rapido aumento di peso, combinato con uno sviluppo scheletrico ritardato, provoca patologie scheletriche gravi.

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Milioni di animali ogni giorno vengono allevati in queste condizioni all’interno di capannoni in cui il sovraffollamento è estremo e i livelli di ammoniaca prodotti dalle loro deiezioni rendono l’aria irrespirabile.

Lo dice anche Mo Gilligan nella serie, mentre attraversa i campi in cui sorgono gli allevamenti e visita gli impianti: il tanfo e l’irritazione che questo provoca a gola e occhi delle persone in questi luoghi può essere insostenibile.

Mangiare per 28 giorni solo pollo fritto è una distopia. Scegliere un’alimentazione a base vegetale, al contrario, significa scegliere un’alternativa sana e compassionevole a un sistema che uccide gli animali trattandoli come merci, senza riguardo per la loro sofferenza e la salute del pianeta.

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