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Un rifiuto scandaloso: la Commissione UE non ha nulla da mostrarci sul benessere animale

19 Ottobre 2026
Aggiornato: 19 Ottobre 2026
Cecilia de Bassa
Coordinatrice Comunicazione

Siamo andati a cercare risposte. Quello che abbiamo trovato dovrebbe far arrabbiare ogni cittadino europeo.

Pochi giorni prima che la Commissione europea presenti il suo Work Programme 2027, rendiamo pubblico ciò che è emerso dalle nostre richieste di accesso agli atti rivolto alla stessa Commissione: da una parte, una lunga documentazione di corrispondenza dell’industria della carne e delle uova con i gabinetti di due Commissari. 

Dall’altra, il nulla. Non una sola consultazione interna, non una nota di gabinetto, nessuna valutazione che spieghi perché il benessere animale sia stato ignorato nel Work Programme 2026. Non solo, l’unico fascicolo interno che riguarda le prossime riforme sul benessere animale e il futuro di End the Cage Age è stato egato integralmente.

“Non è di nostra competenza”

Abbiamo chiesto alla DG AGRI e alla DG SANTE le note, le consultazioni e gli scambi alla base della decisione di omettere il benessere animale nel Work Programme 2026. La DG AGRI, la direzione generale del Commissario Hansen, ha fornito un solo documento e ha detto che il benessere animale era compito della DG SANTE. La DG SANTE ha detto di non avere alcun documento. Quando ha cercato di nuovo, ne ha trovati quattro, tutti legati a organizzazioni esterne già resi pubblici. Tutto qui. È questo che la Commissione ha da mostrare sulla gestione della vita di milioni di animali.

Ciò che la Commissione ha potuto mostrare, invece, sono informazioni relative a chi era presente nella stanza quando il Work Programme 2026 veniva deciso.

Galline nella gabbia di un allevamento

Diciannove giorni dopo l’insediamento della Commissione, European Livestock Voice, una coalizione di tredici organizzazioni dell’industria zootecnica, ha scritto al gabinetto del Commissario Hansen chiedendo un incontro. Nella loro lista di richieste c’era un’analisi socio-economica prima di qualsiasi nuova legislazione, citando espressamente la revisione del benessere animale prevista per il 2026.

Due mesi dopo l’inizio del mandato, le associazioni del pollame AVEC, ELPHA ed EPB si sono sedute con alti funzionari della Commissione per chiedere informazioni sulle tre proposte sul benessere animale annunciate dalla precedente Commissione.

All’industria è stato dato accesso molto rapidamente. Gli animali non hanno ottenuto nulla.

Le stesse scuse, ancora e ancora

Abbiamo letto i verbali delle riunioni su gabbie, galline allevate per le loro uova, foie gras, uccisione dei pulcini maschi e sessaggio in ovo, e ogni volta tornano gli stessi argomenti: costi, investimenti, competitività, periodi di transizione, impatto sul mercato, sostegno finanziario e disponibilità di alternative.

Copa-Cogeca ha chiesto periodi di transizione in una riunione del Gruppo di Dialogo Civile il 30 settembre 2025. Mesi prima, aveva scritto al gabinetto del Commissario Hansen proponendo che gli impegni sul benessere animale potessero durare anche solo un anno. Un anno. È questo il livello di ambizione che l’industria ha portato al tavolo.

E sui pulcini maschi, il verbale della Commissione di una riunione del 14 novembre 2025 è agghiacciante. La stima dell’industria riguarda prezzi delle uova in aumento da tre a quattro volte, mentre l’effetto sui consumatori sarebbe di circa dieci centesimi a settimana. Interrogati su cosa dovrebbe avere un metodo di sessaggio per essere accettato sul mercato, i rappresentanti dell’industria hanno elencato dei requisiti, tra cui un’accuratezza superiore al 95% e l’identificazione del sesso prima della comparsa della percezione del dolore. Il verbale registra che nessuna delle tecnologie oggi disponibili soddisfa tutti questi criteri. 

Interpellati su un possibile divieto di uccisione dei pulcini, i rappresentanti hanno parlato di un periodo di transizione, compreso il tempo per costruire gli impianti. Un ritardo spacciato per piano, mentre i pulcini di un giorno continuano a essere uccisi ogni giorno.

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Il documento che non ci vogliono mostrare

Abbiamo chiesto anche l’unico documento che rivelerebbe i motivi dietro la scelta della Commissione. Nel documento EASE 2026/1443, la Commissione ha confermato che esistono scambi preliminari interni sulla modernizzazione della legislazione sul benessere animale, che riguardano il seguito di End the Cage Age e le future proposte su galline allevate per le uova, polli allevati per la carne e maiali. Eppure ha rifiutato di rilasciarlo integralmente, ma abbiamo chiesto un riesame e siamo in attesa di ricevere risposte.

La Commissione non ha fornito alcuna spiegazione interna su come il benessere animale viene trattato nei suoi programmi. È una vergogna. Siamo indignati da questa segretezza. Le galline e i pulcini non hanno un periodo di transizione. Ogni anno di ritardo corrisponde a una vita intera per gli animali allevati. Per quanto tempo ancora dovranno pagare il silenzio della Commissione?

Matteo Cupi, vice presidente di Animal Equality Europa

Cosa chiediamo

A febbraio 2026 abbiamo lanciato la nostra campagna “EU: Your Delays, Their Suffering” e abbiamo portato a Bruxelles centinaia di persone con una sola richiesta: vietare le gabbie e porre fine all’uccisione dei pulcini maschi. La comunità scientifica condanna entrambe le pratiche, eppure nessuna delle due ha avuto una sola menzione nel discorso sullo Stato dell’Unione della Presidente von der Leyen il 16 settembre.

Quindi lo diciamo di nuovo, e più forte. Il divieto delle gabbie per le galline, la fine dell’uccisione dei pulcini maschi e requisiti di benessere equivalenti per i prodotti importati devono arrivare nel 2026 come una proposta ambiziosa, senza diluizioni attraverso lunghi periodi di transizione, esenzioni o argomentazioni legate all’impatto sul mercato.

E mentre il Work Programme 2027 è in fase di scrittura, la Presidente von der Leyen e i Commissari Várhelyi, Hansen e Šefčovič sono chiamati a includere la revisione delle norme sul benessere delle femmine di maiale, l’eliminazione delle gabbie di gestazione e requisiti di benessere equivalenti per i prodotti importati, come impegno reale con date certe e un cronoprogramma.

Siamo stanchi delle scuse, e non accetteremo un altro anno di silenzio.

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