50.000 firme per i cavalli: ce l’abbiamo fatta, insieme
Vogliamo dirvelo con il cuore pieno: la proposta di legge di iniziativa popolare per vietare la macellazione degli equidi ha raggiunto le 50.000 firme necessarie e ci sono voluti appena quattro mesi.
L’avevamo depositata in Cassazione a luglio 2026, insieme a Fondazione Islander, Edoardo Stoppa, l’attrice Claudia Vismara, il veterinario Enrico Moriconi e l’avvocata Giada Bernardi. Pochi mesi dopo, grazie a ogni persona che ha firmato, parlato di questa iniziativa e creduto che un cambiamento fosse possibile, il traguardo è stato raggiunto.
Ora il Parlamento è chiamato a tenere conto della volontà di migliaia di cittadini e cittadine che chiedono di salvare tutti gli equidi dal macello.

Una voce che il Parlamento non può ignorare
L’Articolo 71 della Costituzione riconosce ai cittadini la facoltà di iniziativa legislativa con una proposta firmata da almeno 50.000 elettori, noi l’abbiamo fatto, e ora la parola passa al Parlamento.
Nell’ultimo anno proposte di legge, audizioni parlamentari e inchieste sulla filiera della carne equina hanno portato più volte il tema in Parlamento. La nostra iniziativa va nella stessa direzione delle proposte bipartisan presentate da Movimento 5 Stelle, Noi Moderati, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra per riconoscere gli equidi come animali d’affezione, discusse a lungo in Commissione Agricoltura della Camera.

Cosa pensano davvero gli italiani
I dati Ipsos raccontano un Paese già avanti, con l’83% degli intervistati infatti dice di non mangiare carne di cavallo, e il 73% prova empatia per questo animale e lo considera alla pari di cani e gatti. Tra i consumatori di carne, solo il 17% dichiara di mangiarne almeno una volta al mese, e la tendenza è in calo rispetto all’anno scorso.
Eppure in Italia i cavalli continuano a essere macellati, spesso in condizioni poco trasparenti o illegali.

I numeri dietro ogni vita
Secondo il Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute, nel 2025 sono stati 22.854 gli equidi uccisi in Italia. Le macellazioni dichiarate sono avvenute soprattutto in Puglia (34,3%), Emilia-Romagna (20,3%) e Veneto (13,7%).
In queste stesse regioni, gran parte degli animali macellati arriva dall’estero: rappresentano la metà in Emilia-Romagna, il 25% in Puglia, il 23% in Veneto. Nel 2026 gli equidi uccisi nei macelli sono già almeno 14.670, con una distribuzione simile all’anno scorso e un netto aumento degli animali importati macellati in Puglia (+13,1%) e Veneto (+23,6%).

Fermare la macellazione degli equidi in Italia è un passo avanti cruciale per porre fine alla sofferenza di migliaia di animali uccisi per l’interesse di pochi. Oltre 50.000 cittadini e cittadine sostengono la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per riconoscere gli equidi come animali d’affezione. Il Parlamento è ora chiamato una volta per tutte a esaminare il testo e ad approvare misure efficaci per tutelare questi animali, intercettando la sensibilità degli italiani e mettendo al centro la tutela dei cavalli, al di là degli interessi economici legati alla loro macellazione. La voce di oltre 50.000 persone non può essere ignorata: rappresenta una richiesta di cambiamento che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Quello che per molti è un ideale, per noi è un obiettivo concreto e urgente per cui continuare a lottare, fino a quando ogni equide sarà riconosciuto e tutelato per ciò che è: un essere senziente, non un prodotto da macellare.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia e vicepresidente per l’Europa

Insieme per gli equidi
Con noi in questo percorso c’è Fondazione Islander, e le parole della sua presidente Nicole Berlusconi esprimono l’importanza di questa proposta di legge di iniziativa popolare:
Il raggiungimento delle 50.000 firme con largo anticipo rispetto alla scadenza prevista è la dimostrazione evidente di quanto sia aumentata in modo esponenziale la sensibilità degli italiani nei confronti degli animali e, nel caso specifico, degli equidi. Non siamo disposti ad accettare alcuna interferenza da parte di personalità politiche che si stanno opponendo con motivazioni che vanno contro il volere degli italiani. Siamo determinati a raggiungere il nostro obiettivo per amore e rispetto di questi animali che ci accompagnano da sempre e che oggi sono anche terapeuti insostituibili.
Insieme a tutte le persone che hanno firmato e che continueranno a firmare sappiamo bene in che direzione andare. Ma sappiamo che il lavoro non è finito: finché ogni equide non sarà riconosciuto e tutelato come un essere senziente, noi continueremo a lottare.

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