Ancora abusi sui cavalli: abbandonati sotto il sole e senza registrazione vicino Roma
Lasciati sotto il sole e senz’acqua per giorni nella Riserva Naturale della Marcigliana, vicino Roma, due cavalli sono stati soccorsi dalle forze dell’ordine e dai veterinari a fine agosto. Come racconta uno dei veterinari dell’ASL Roma 1 che abbiamo contattato, la loro situazione era critica ed entrambi i cavalli, molto giovani, non risultano registrati in nessuna banca dati.
Ora gli animali stanno meglio e stanno ricevendo le cure e l’assistenza necessaria, ma questo caso accende ancora una volta i riflettori sulla necessità di tutelare maggiormente gli equidi.

L’intervento dei veterinari
Il soccorso dei due cavalli è stato possibile grazie alla segnalazione di una signora di passaggio, che ha visto gli animali denutriti e accasciati a terra. Con l’intervento delle forze dell’ordine e dei veterinari, i cavalli sono stati messi al riparo dal calore e salvati dalla grave debilitazione.
Come ci spiega il veterinario Luca Tosti Croce:
Siamo stati chiamati a intervenire per una segnalazione di una cittadina alla polizia di Roma, per la presenza in un recinto di due cavalli mantenuti in uno stato di degrado e abbandono, una situazione di potenziale maltrattamento animale. Arrivati lì lo scenario era più grave del previsto: uno dei due cavalli era sdraiato a terra, appariva molto magro e disidratato e non riusciva ad alzarsi anche se sollecitato.
Quando i veterinari dell’ASL Roma 1 si sono recati sul posto insieme alla polizia, hanno trovato due cavalli, di appena 4 e 5 anni, ridotti a pelle e ossa. Uno dei due era completamente collassato a terra. Solo dopo essere stati curati tramite terapia farmacologica via flebo e nutriti è stato possibile rimetterli in piedi e affidarli a una struttura all’interno della tenuta della Marcigliana.

Il sequestro dei cavalli, trovati senza chip
Una volta individuato il proprietario dei cavalli, l’uomo è stato denunciato per il reato di abbandono di animali in condizioni incompatibili con la loro natura che hanno provocato gravi sofferenze.
Il proprietario non possedeva nessun documento relativo agli animali e attualmente non si sa da dove provengano. Sottoposti a sequestro, i cavalli sono stati accolti presso l’Oasi Kadir, alle porte di Roma.

Tosti Croce ci ha raccontato che i cavalli non risultano registrati in nessuna banca dati, e questo è un problema su più fronti. Senza registrazione infatti non possiamo sapere se, per esempio, sono stati allevati, sfruttati nelle corse o se hanno subito trattamenti farmacologici tali da renderli non destinabili al consumo alimentare (indicati con la sigla “non DPA”, al contrario di “DPA”, cioè destinati al consumo alimentare).
Sotto sequestro, i cavalli non possono essere macellati. Tuttavia, in assenza di un microchip che permetta di identificarli e di una dichiarazione sul loro stato di destinazione da parte del futuro proprietario (ancora da designare), gli animali soccorsi possono essere considerati DPA e quindi potrebbero essere macellati finendo sulle tavole dei consumatori.
Nessuno dei due cavalli aveva il microchip e non erano registrati in banca dati come da regolamento UE 429/2016. Non avendo i documenti e non essendo stata registrata la scelta DPA o non DPA, vengono considerati destinati al consumo umano. Si è provveduto quindi al sequestro degli animali e al trasferimento in un’azienda, nominando un custode giudiziario, ovvero il titolare dell’agriturismo. Ci siamo accertati successivamente che i cavalli venissero curati e che le loro condizioni generali fossero migliorate.
Luca Tosti Croce, veterinario dell’ASL Roma 1 che ha fornito le cure ai cavalli
L’alternativa possibile per salvare i cavalli
Se i cavalli soccorsi in futuro verranno destinati al consumo umano, potranno essere macellati e costretti ad affrontare un nuovo ciclo di sofferenze dopo quelle vissute nello stato di abbandono in cui sono stati ritrovati dai soccorritori.

Un’alternativa però c’è ed è quella di riconoscere tutti gli equidi come animali d’affezione, salvandoli dalla macellazione. Il consumo di carne di cavallo oggi rappresenta d’altra parte una nicchia in Italia, in calo drastico da anni: solo il 17% di coloro che mangiano carne ha detto di consumare anche quella equina almeno una volta al mese.
La proposta di legge di iniziativa popolare presentata da Animal Equality vuole porre fine al ciclo di inadempienze, abusi e violenze sistematiche che caratterizzano la filiera della carne di cavallo. Insieme possiamo cambiare finalmente il destino degli equidi in Italia.

Amici, non cibo!
Passare ad un’alimentazione 100% vegetale è facile se sai come farlo!
Scopri tutti i consigli sul nostro sito dedicato.


