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Stop alla strage dei pulcini maschi: cosa succede ora?


Le nostre risposte alle domande più comuni dalla scelta della data del 2026 a quello che succederà ai pulcini adesso

Ieri la Camera dei deputati ha approvato l’emendamento che introduce, entro la fine del 2026, il divieto di abbattimento selettivo dei pulcini maschi, considerati un vero e proprio scarto di produzione all’interno dell’industria delle uova.

Ma cosa significa l’approvazione di questo emendamento e cosa succederà da qui al 2026, qui sotto rispondiamo a tutte le domande più frequenti sul tema.

Perché aspettare il 2026?

Il 2026 può sembrare lontano, ma se pensiamo ai tempi della legge italiana ci rendiamo subito conto che si tratti in realtà di una deadline molto ottimista. Lo Stato infatti deve garantire alle aziende produttrici di uova di avere il tempo di installare i macchinari per il sessaggio in-ovo, ovvero quelli che permetteranno di risparmiare i pulcini maschi. Se pensiamo alla grandezza di queste aziende e a tutti gli iter burocratici che dovranno intraprendere per questa riconversione, 2026 è una data ambiziosa.

Cosa succede da qui al 2026? I pulcini continueranno ad essere uccisi?

Il 2026 è solo la data ultima dell’implementazione del divieto in Italia, ma le cose stanno già iniziando a cambiare. Grazie al lavoro che noi di Animal Equality abbiamo svolto con aziende e associazioni di categoria, infatti, il primo macchinario per il sessaggio in-ovo è già stato introdotto e attivato in italia. Questo significa che già a fine del 2021 oltre 600 mila pulcini maschi saranno stati risparmiati e secondo i nostri calcoli nel 2022 saranno oltre 5 milioni. Il processo è dunque già iniziato e il numero di pulcini impattati da questa decisione aumenterà progressivamente di anno in anno.

Ma che cos’è il sessaggio in-ovo?

Con l’approvazione dell’emendamento sarà obbligatorio introdurre tecnologie che evitino l’uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova. Nello specifico la tecnologia in-ovo sexing, in cosa consiste?

Attraverso la tecnologia in ovo-sexing è possibile stabilire il sesso dell’embrione nei primissimi giorni di fecondazione delle uova, si tratta di un test molto poco o non invasivo che serve a stabilire se l’uovo è fecondato e qual è il sesso dell’embrione. 

Gli scienziati concordano sul fatto che gli embrioni sicuramente non provano dolore fino al 7° giorno a partire dall’incubazione e sanno con certezza che a partire dal 15° giorno dall’incubazione possono provare dolore, mentre esistono ipotesi diverse sul periodo compreso tra il 7° e il 15° giorno. Tuttavia è certo che lo sviluppo neurologico dell’embrione e la percezione del dolore degli embrioni sono imparagonabili a quelli di un pulcino formato. 

Esistono diverse tecnologie in-ovo sexing in commercio, ma alcune sono ancora in sviluppo. Anche da questo punto di vista l’implementazione tecnologica negli incubatoi richiede del tempo, ma in Italia è già iniziata. 

Attraverso la tecnologia in-ovo sexing si può evitare quindi che i pulcini maschi nascano e vengano uccisi nelle loro prime 24 ore di vita, mentre sono completamente coscienti per triturazione o soffocati senza stordimento causando quindi loro atroci sofferenze. 

I pulcini maschi ora saranno allevati e poi uccisi per la carne?

No, attraverso le tecnologie in-ovo sexing sarà possibile individuare il sesso dell’embrione negli stadi iniziali della formazione ed evitare quindi che i maschi vengano fatti nascere per poi essere uccisi crudelmente nelle loro prime 24 ore di vita. 

Perché i pulcini maschi vengono uccisi nell’industria delle uova? 

Ogni anno vengono uccisi miliardi di pulcini maschi in tutto il mondo: le stime parlano di una cifra compresa tra i 2,5 e gli 8 miliardi, 330 milioni di pulcini solo all’interno dell’Unione europea e tra i 25 e i 40 milioni in Italia. 

I pulcini maschi vengono uccisi principalmente tramite triturazione o soffocamento perché all’interno dell’industria delle uova sono considerati inutili, proprio per via del loro sesso, essendo maschi non potranno produrre uova e non potranno quindi portare profitto alle aziende. 

I pulcini maschi che nascono nell’industria delle uova non vengono allevati come polli da carne perché sono di una razza diversa da quella comunemente utilizzata, chiamata Broiler. La razza Broiler è detta “a rapido accrescimento” ed è stata selezionata nel corso degli anni per fare in modo che i polli raggiungano il peso di macellazione (4kg circa) in meno di 50 giorni. 

I pulcini maschi che nascono all’interno dell’industria delle uova sono di razza diversa e pertanto non possono “competere” con i Broiler agli occhi dell’industria, per questo il loro allevamento non è considerato redditizio. 

Cosa succederà adesso?

Il prossimo passo importante sarà la votazione al Senato che dovrebbe tenersi entro i primi mesi del 2022 e che confermerà l’approvazione del divieto. 

Noi di Animal Equality continueremo a lavorare per assicurarci che questa legge non subisca modifiche prima di arrivare al Senato, ma soprattutto per assicurarci che una volta approvato l’emendamento venga rispettato, che tutte le aziende rispettino il divieto di uccisione, che i controlli vengano effettuati regolarmente e con precisione e che le macchine per l’ovo sessaggio vengano implementate su tutta la filiera in Italia.

Il lavoro da fare, quindi, è ancora lungo, ma questa vittoria storica ci dà fiducia e speranza per un mondo migliore non solo per i pulcini maschi, ma per tutti gli animali. Se vuoi aiutarci a costruire questo futuro supporta ora il nostro lavoro.


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