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#BUGIEINETICHETTA


La certificazione che inganna i consumatori 


QUESTO NON È BENESSERE ANIMALE


Un suino di 170 kg che trascorre l’intera esistenza in uno spazio di 1,1 metro quadro non può considerarsi un esempio di benessere animale.

Non rispettano il “benessere animale” nemmeno il taglio routinario e sistematico della coda dei suini nati da pochi giorni, né le condizioni in cui le scrofe sono costrette a trascorrere il periodo di gestazione, del parto e dell’allattamento, confinate in gabbie così strette da non riuscire nemmeno a muoversi e accudire i propri cuccioli.

Eppure se venisse approvato, il nuovo disegno di legge sull’etichettatura proposta dal Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e dal Ministro della Salute Roberto Speranza bollerebbe con la dicitura di “benessere animale” carne proveniente da allevamenti dove vengono operate mutilazioni e dove i suini soffrono sistematicamente.

La proposta promuove etichette non affidabili e fuorvianti, non tutela gli animali e tradisce la fiducia dei consumatori, avvantaggiando, ancora una volta, gli allevamenti intensivi.

Non possiamo accettare un sistema di certificazione che non comunica in modo trasparente e chiaro a tutti i cittadini, e da parte sua il Governo non può e non deve permettere che un progetto di questo tipo diventi legge.

Gli animali continuerebbero a subire trattamenti inammissibili e illegali e anche i consumatori sarebbero indotti all’acquisto con un vero e proprio inganno.

IL PROBLEMA


In più, la certificazione prende in considerazione solo gli ultimi mesi di vita degli animali, senza tenere conto delle condizioni in cui versano durante tutta la loro vita, e abbassando drasticamente gli standard all’interno degli allevamenti.

Questo inganno nei confronti dei cittadini e dei consumatori, inoltre, garantirebbe agli allevamenti crudeli la possibilità di accedere ai fondi europei come la PAC – la Politica Agricola Comune e il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, un vero e proprio fiume di soldi che verrebbe distribuito in modo ingannevole e sulla base di “standard di benessere animale” inaccettabili.

Insieme a tante altre  organizzazioni per la protezione degli animali, dell’ambiente e dei consumatori, facciamo una richiesta ben precisa: vogliamo che lo schema di decreto e gli standard per la nuova certificazione vengano rivisti e modificati perché questo scenario non diventi realtà.

Questo inganno, inoltre, garantirebbe agli allevamenti crudeli la possibilità di accedere ai fondi europei come la PAC – la Politica Agricola Comune e il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Facciamo, insieme a numerose organizzazioni per la protezione degli animali, una richiesta ben precisa: vogliamo che lo schema di decreto e gli standard per la nuova certificazione vengano rivisti e modificati perché questo scenario non diventi realtà.

È ORA DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE


Il tempo stringe, e noi non possiamo rimanere a guardare. 

Le voci dei consumatori e delle organizzazioni per la protezione degli animali,dell’ambiente e dei consumatori non sono ancora state ascoltate, ed è arrivato il momento di farle sentire con una protesta.

Dobbiamo fare tutto il possibile perché questo inganno non diventi legge, perché, se dovesse passare, il lavoro per cambiare regole già scritte sarà ancora più difficile.

Chiedi anche tu standard più giusti e trasparenti, aiutaci a far arrivare la nostra voce e quella degli animali al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli!

AGISCI ORA

CHI SIAMO E COSA CHIEDIAMO AI MINISTRI 


Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, The Good Lobby si sono unite sotto il cappello di un’unica grande protesta.

  • Chiediamo al Ministro della Salute, Roberto Speranza, responsabile per il benessere animale, e al Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, responsabile della qualità del Made in Italy, di modificare l’attuale schema di decreto e di non far approdare al voto in Conferenza Stato-Regioni gli standard di questa certificazione.
  • Chiediamo che non finiscano, sotto l’etichetta di “benessere animale”, alcune tra le pratiche più crudeli dell’industria.
  • Chiediamo, per gli animali e i cittadini, un sistema di certificazione trasparente e all’avanguardia e non l’ennesimo inganno mascherato da innovazione.

UNA TEMPESTA DI TWEET


Mercoledì 22 settembre 2021 ci siamo mobilitati per far sentire la voce di animali e consumatori a ridosso di una riunione della Conferenza Stato-Regioni.

Abbiamo inviato più di 32mila tweet insieme ad altre decine di organizzazioni italiane e siamo riusciti a scalare la classifica delle tendenze su Twitter con l’hashtag #BugieInEtichetta.

È così che abbiamo portato all’attenzione di milioni di persone questo problema.

E tutto è stato possibile grazie al contributo di chi ha partecipato attivamente al tweetstorm, in particolare ai Difensori degli Animali, la nostra squadra di attivisti digitali che supporta le nostre campagne di sensibilizzazione aziendale e che ci ha dato man forte anche in questo appello rivolto alle Istituzioni.

Ma la partita è ancora aperta e si giocherà tutto nelle prossime settimane.

CONDIVIDI LA NOSTRA CAMPAGNA


Aiutaci a diffondere la nostra iniziativa, abbiamo davvero bisogno del tuo aiuto per far sì che questo inganno non si trasformi in realtà.

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DIFENDI GLI ANIMALI INSIEME A NOI


La squadra dei Difensori degli Animali agisce, ogni giorno, direttamente da casa, compiendo azioni molto semplici ma che sono in grado di migliorare le condizioni di vita di centinaia di migliaia di animali.

Quando i Difensori degli Animali uniscono le forze, infatti, riescono a trasformare piccoli gesti in grandi cambiamenti.

La loro determinazione e la loro costanza sono le caratteristiche che nel corso del tempo hanno permesso di far valere le nostre richieste e a ottenere cambiamenti decisivi per milioni di animali.

LE ORGANIZZAZIONI CHE SUPPORTANO LA CAMPAGNA