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Giugno 27, 2024

IL FOIE GRAS È NEL MENÙ DEI GIOCHI OLIMPICI, MA È FRUTTO DELLA SOFFERENZA ESTREMA DI ANATRE E OCHE

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Milano, 27/06/2024 – Nel menù dei Giochi olimpici di quest’anno è previsto anche il foie gras, un prodotto realizzato tramite la crudele pratica dell’alimentazione forzata di anatre e oche. Animal Equality, che ha documentato come avviene l’ingozzamento di questi animali all’interno degli allevamenti francesi, ha lanciato una petizione internazionale per chiedere che questo prodotto venga rimosso completamente dai menù dell’evento. A sostenere l’appello dell’organizzazione c’è anche lo chef stellato Michelin Alexis Gauthier.

I Giochi del 2024 si svolgeranno a Parigi tra il 26 luglio e l’11 agosto e mirano a “offrire un assaggio della Francia in modo responsabile”. Gli organizzatori affermano di essere “focalizzati sull’offerta di cibo francese che viene acquistato, prodotto e consumato in modo responsabile”, con l’80% dei pasti forniti di provenienza locale. Per offrire opzioni sostenibili e rispettose dell’ambiente, circa il 60% dei 13 milioni di pasti forniti sarà privo di carne e a base vegetale. Con l’obiettivo di mettere “più vegetali nei nostri piatti”, l’offerta include shawarma vegetariano, risotto di quinoa e persino un “tonno” a base vegetale.

Ma nonostante la promozione di alimenti vegetali al posto della carne, il foie gras sarà presente nel menù e sarà servito in loco per tutta la durata dell’evento. In una dichiarazione scritta, i ristoratori dei Giochi hanno dichiarato che: “Il foie gras non sarà offerto come piatto a sé stante all’interno del nostro programma culinario durante i Giochi olimpici. Tuttavia, alcune ricette potrebbero includere il foie gras come ingrediente, ad esempio nei paté e nelle specialità locali. Questi piatti rappresenteranno circa lo 0,1% dell’offerta complessiva del nostro menù durante i Giochi”. 

Per produrre il foie gras, milioni di anatre e oche ogni anno sono costrette a consumare quantità innaturali di mangime fino a quando i loro fegati raggiungono una dimensione dieci volte maggiore rispetto a quella naturale. Ogni animale viene alimentato a forza due o tre volte al giorno per diverse settimane, fino a 63 volte. 

Animal Equality, un’organizzazione internazionale per la protezione degli animali nota per le sue indagini su allevamenti e macelli in tutto il mondo, ha condotto oltre una dozzina di indagini su questa industria in Francia e Spagna dal 2012. L’organizzazione ha raccolto centinaia di ore di filmati che mostrano animali confinati in gabbie metalliche, affetti da difficoltà respiratorie, infezioni agli occhi, ali e becchi rotti. 

La pratica dell’alimentazione forzata è stata condannata anche dall’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) e da un Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell’Unione europea che giudicano l’alimentazione forzata “nociva per il benessere degli animali”. 

Ad aprile, Animal Equality ha contattato il presidente, il direttore generale e il direttore esecutivo del Comitato olimpico internazionale. In una lettera, la presidente e co-fondatrice di Animal Equality, Sharon Núñez, ha espresso il proprio apprezzamento per gli sforzi intrapresi dal Comitato per promuovere la sostenibilità ambientale e ha chiesto conferma che il foie gras non sarebbe stato servito ai Giochi, scrivendo che offrire il foie gras, prodotto tramite l’alimentazione forzata, sarebbe stato “totalmente non in linea con l’etica dell’evento”.

L’organizzazione non ha ancora ricevuto una risposta, ma attraverso uno scambio di e-mail con i ristoratori che si occupano di preparare i pasti alle Olimpiadi si è scoperto che il foie gras sarà servito agli ospiti che hanno acquistato pacchetti di ospitalità premium. Il gruppo On Location, responsabile di fornire agli ospiti pacchetti premium, cibo e bevande in qualità di fornitore dell’ospitalità ai Giochi di Parigi 2024, sta vendendo biglietti per una serie di pacchetti di ospitalità esclusivi, con prezzi che vanno da 85 a oltre 9.500 euro. 

Marie-Pierre Pe, direttore del Cifog, un organismo che rappresenta gli allevatori di foie gras, ha dichiarato che l’industria sta aumentando la produzione “in vista del grande evento dei Giochi olimpici, quando tutto il mondo verrà in Francia”.

La produzione di foie gras attraverso l’alimentazione forzata è concentrata in alcuni Paesi, tra cui Francia, Spagna e Ungheria, ma la sua produzione è vietata in molti altri Paesi, tra cui Danimarca, Germania, Polonia, Norvegia, Lussemburgo e Turchia. Nel 2014, Animal Equality ha esercitato con successo pressioni sul governo indiano per fermare la vendita di foie gras, un’azione storica che ha reso l’India il primo al mondo a vietare sia l’importazione che la produzione di foie gras.

Sharon Núñez, presidente e co-fondatrice di Animal Equality, ha dichiarato: “Le Olimpiadi rappresentano un faro di concordia internazionale, di realizzazione umana e di amicizia. Servire il foie gras, un prodotto elitario, crudele con gli animali e illegale in molti Paesi, è deludente per chiunque creda nell’uguaglianza e nella solidarietà e va contro lo spirito dei Giochi”.

Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality Europa, ha dichiarato: “Come abbiamo documentato in questi anni di investigazioni, l’alimentazione forzata a cui vengono sottoposte anatre e oche è una pratica terribile e dolorosa. Le Olimpiadi dovrebbero concentrarsi sulla celebrazione degli interessi internazionali condivisi, ma la crudeltà sugli animali non è uno di questi. Per questo motivo invito caldamente il Comitato a ragionare e a eliminare il foie gras dal menù”. 

Lo chef francese stellato e pluripremiato Michelin Alexis Gauthier, nel suo ristorante londinese Gauthier Soho, serviva 20 chili di foie gras a settimana, fino al 2018, quando è passato a servire al suo posto del “faux gras” a base vegetale, una decisione motivata dalle preoccupazioni per il benessere degli animali. Parlando del menù dei Giochi, Gauthier ha dichiarato: “Immaginare che i partecipanti ai Giochi olimpici mangino il fegato malato di un’anatra o di un’oca torturata è a dir poco sconcertante. Anch’io sono immensamente orgoglioso delle mie origini francesi, ma di certo non sono fiero dell’alimentazione forzata a cui sono costretti animali innocenti, e nemmeno il Comitato dovrebbe esserlo”.