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Settembre 3, 2026

Polli che non riescono a camminare e cadaveri tra gli animali vivi: nuova inchiesta in Argentina

>> FOTO INCHIESTA (CREDIT – AITOR GARMENDIA): https://show.pics.io/carne-de-pollo-en-argentina-investigacion 

>> VIDEO INCHIESTA: https://www.youtube.com/watch?v=W4n3x5KrL4s 

Milano, 03/09/2026 – Animal Equality ha realizzato rilascia oggi una nuova investigazione realizzata in tre allevamenti di polli in Argentina. Una valutazione veterinaria ha rilevato problemi motori, lesioni, stress da caldo e altre condizioni legate alla produzione intensiva e alla rapida crescita degli animali allevati.

Polli incapaci di camminare normalmente, animali che si spingono con le ali nel tentativo di raggiungere l’acqua, lesioni alle zampe e al petto, e cadaveri lasciati all’interno dei capannoni insieme agli animali vivi. Queste sono alcune delle scene documentate da Animal Equality in una nuova indagine condotta in tre allevamenti di polli nelle province di Buenos Aires ed Entre Ríos, nel novembre e dicembre 2024.

A seguito di una valutazione tecnica e delle prime risposte alle denunce presentate al Servizio Nazionale di Sanità e Qualità Agroalimentare in Argentina, l’organizzazione presenta anche in Italia i risultati dell’inchiesta, che mette in luce le contraddizioni tra un’autorità che ha dichiarato “accettabili” le condizioni di allevamento e le prove raccolte dall’organizzazione, analizzate da un’esperta.

Le riprese documentano le conseguenze fisiche di un modello di produzione industriale che, in Argentina come nel resto del mondo, Italia compresa, ha selezionato geneticamente i polli per crescere rapidamente in tempi molto brevi. Questi animali presentano gravi problemi di mobilità, incapaci di stare in piedi o di muoversi facilmente, con le zampe completamente divaricate mentre cercano di spingersi con le ali per raggiungere l’acqua. Come si osserva nelle immagini dell’inchiesta, anche i polli che non sono cresciuti al ritmo degli altri non riescono a raggiungerla.

I filmati raccolti mostrano inoltre la presenza di cadaveri accanto agli abbeveratoi e alle mangiatoie, nonché tra gli animali vivi, e numerosi polli con perdita di piume, ustioni e lesioni cutanee dovute al contatto costante con urina ed escrementi.

Secondo la Dott.ssa Marina Alves Gomes Lemes, scienziata specializzata in animali con Master e Dottorato in Produzione Animale (Università Federale di Lavras, Brasile), i problemi osservati derivano dalla selezione genetica di polli a crescita rapida e dal confinamento proprio della produzione industriale, aggravati da un’alta densità di allevamento, dalla mancanza di arricchimento ambientale e dalla scarsa qualità della lettiera.

I polli a rapido accrescimento documentati in questa inchiesta sono ibridi commerciali frutto di una selezione genetica operata a partire dagli anni ‘50 per soddisfare la richiesta di carne a basso prezzo. Attraverso questa selezione genetica, i polli raggiungono il peso di macellazione nel giro di 7 settimane, quando di fatto sono ancora dei pulcini, passando da un peso di circa 60 grammi a quello di 3 kg.

La razza dei polli broiler a rapido accrescimento è la più allevata al mondo. In Italia, secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica, i polli macellati sono più di 550 milioni ogni anno e oltre il 90% sono polli broiler a rapido accrescimento. La loro crescita accelerata ha gravi ripercussioni sulla salute di questi animali, come riconosciuto anche all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa). Questo accade perché il loro organismo non è in grado di sorreggere il peso innaturale che i polli raggiungono in così poco tempo, con conseguenti problemi ai muscoli, agli arti e cardio-respiratori. 

Riguardo all’allevamento investigato situato in Argentina a Entre Ríos, il Servizio Nazionale di Sanità e Qualità Agroalimentare ha stabilito che, a seguito della visita di un veterinario locale, l’allevamento in quell’impianto “si svolge in condizioni accettabili” in conformità con la normativa, e che “non sono stati osservati problemi che compromettano il benessere dei polli lì ospitati”.

Tuttavia, sulla base dell’analisi della documentazione presentata dal Servizio Nazionale di Sanità e Qualità Agroalimentare (registri, rapporti e fotografie di quelle visite) Animal Equality segnala gravi limiti nella procedura ispettiva:

  • Non è stato condotto uno studio dettagliato dello stato reale dei polli;
  • Non è stata effettuata un’analisi dettagliata dell’arricchimento ambientale dei capannoni;
  • Non sono state scattate fotografie degli animali che permettessero di verificarne le condizioni.

“Le ispezioni del Servizio Nazionale di Sanità e Qualità Agroalimentare si limitano a verificare se l’infrastruttura dell’allevamento soddisfa i loro criteri, ma non valutano deliberatamente le condizioni reali dei polli sfruttati. È esattamente questo che la nostra indagine intende portare alla luce,” ha dichiarato Dulce Ramírez, vicepresidente per l’America Latina di Animal Equality.

Considerando la risposta insufficiente e parziale, l’organizzazione ha richiesto una nuova ispezione insieme alla divulgazione della metodologia utilizzata per valutare le condizioni dei polli. L’autorità ha confermato la ricezione della richiesta e ha informato il Centro Regionale di Entre Ríos. Animal Equality resta inoltre in attesa dell’ispezione e delle relative risposte riguardo all’allevamento di Buenos Aires.