Animal Equality Italia in finale al festival di giornalismo investigativo!

Il nuovo documentario “Behind Closed Doors”, prodotto da Animal Equality Italia con  Chiara Caprio ed Andrea Morabito in qualità di autori, è stato selezionato come finalista per la categoria Dig Pitch al DIG Festival, uno dei più rinomati festival per il giornalismo investigativo internazionale.

Che cos’è Dig Festival?

Dig è un festival internazionale che dal 2016 seleziona e premia ogni anno i migliori lavori di video-giornalismo investigativo provenienti da ogni angolo del mondo.

L’edizione 2019 si terrà dal 30 maggio al 2 giugno a Riccione. La giuria sarà presieduta da Naomi Klein, che insieme a Avi Lewis (The Leap, Professore di giornalismo e media presso la Rutgers University del New Jersey, USA), Jeremy Scahill (The Intercept), Juliana Ruhfus (Al Jazeera) e Charlie Phillips (Guardinan, Sheffield Doc Fest, Channel 4) selezionerà i vincitori dei Dig Awards.

Naomi Klein, giornalista di fama internazionale, attivista ed autrice – fra gli altri – di No Logo, Shock Economy e On Fire

Un riconoscimento internazionale al lavoro dei nostri investigatori

Il team investigativo di Animal Equality si distingue da ormai oltre 10 anni come la squadra più attiva e professionale nel panorama internazionale delle organizzazioni per i diritti animali.

Proprio grazie al costante lavoro di aggiornamento e formazione che in cui i nostri investigatori professionisti si impegnano ogni giorno, siamo stati in grado di rilasciare inchieste che hanno fatto la storia del giornalismo investigativo, facendo più volte luce su un mondo sempre più tenuto al riparo di telecamere e macchine fotografiche: il mondo che si nasconde dentro allevamenti intensivi e macelli.

Le nostre inchieste si sono spesso distinte per l’uso pionieristico di tecnologie d’avanguardia, come le riprese a 360 gradi, la realtà aumentata, l’utilizzo di droni o di cineoperatori subacquei come nel caso della mattanza dei tonni filmata a Carloforte in Sardegna.

Solo in Italia, nel 2018, il nostro team di comunicazione e la nostra squadra di investigatori sono stati in grado di rilasciare ben 10 differenti investigazioni in un solo anno.

Essere stati selezionati come finalisti per questi Dig Awards con il nostro nuovo documentario “Behind Closed Doors“, nella categoria Dig Pitch, ci rende quindi particolarmente orgogliosi, indipendentemente da quale sarà l’esito finale.

Cosa succede se vinciamo?

In caso di vittoria, il nostro team riceverà i fondi necessari per la produzione del primo documentario di lunga durata sulla situazione dei macelli italiani: “Behind closed doors” (in italiano: dietro porte chiuse).

Con questo lungometraggio, primo nel nostro paese per la sua categoria, intendiamo rilanciare la tematica della sofferenza e degli abusi all’interno delle strutture italiane per la macellazione degli animali, mostrando di nuovo al mondo cosa succede in questi luoghi attraverso le immagini raccolte dal nostro team.

Questo documentario si inserisce in un’azione strategica ben più ampia e già attiva dal dicembre 2017: stiamo infatti lavorando senza sosta, effettuando pressioni sul Parlamento Italiano affinché introduca l’obbligo di telecamere a circuito chiuso all’interno dei macelli italiani ed affinché inasprisca le norme che regolano l’operato di queste strutture sul territorio italiano.

A supporto di questa nostra iniziativa abbiamo lanciato come saprai una petizione, che ormai si appresta a raggiungere la quota di 150 mila firme. Se ancora non l’hai fatto puoi firmare cliccando qui.

Quali sono gli altri finalisti del Dig Pitch?

Behind Closed Doors è solo uno degli 8 finalisti previsti per questa edizione del festival del giornalismo indipendente. Gli altri 7 documentari sono:

El Maestro di Lorenzo Giroffi e Alfredo Bosco;

Erasmus in Gaza, di Chiara Avesani e Matteo Delbò;

Hooligan’s Life, di Brando Baranzelli;

Iraq Without Rivers di Sara Manisera, Francesca Tosarelli, Arianna Pagani e Silvia Boccardi;

Juanto: A Writer from a Country Without Bookstores di Marc Serena;

Share The City, Destroy Life di Hibai Arbide Aza e Rodrigo Hernández Tejero;

We Are Not Our Mothers di Brishkay Ahmed.