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Il nostro confronto con esperti e politici per il futuro degli equidi in Italia

Febbraio 20, 2026

Cosa sta facendo la politica per fermare la macellazione degli equidi in Italia? Quanti sono i cavalli macellati a scopo alimentare, quali norme tutelano gli equidi e quali condizioni affrontano questi animali all’interno dell’industria della carne? 

Su queste e molte altre domande ci siamo confrontati insieme a esponenti della politica italiana ed europea, avvocati, veterinari ed esperti di benessere animale a Roma, in occasione dell’evento “Il presente e il futuro degli equidi in Italia”.

Le proposte per fermare la macellazione 

L’evento, organizzato da Animal Equality a Palazzo Falletti, con la moderazione della giornalista di Radio Parlamentare Cristina Del Tutto è stato dedicato ad analizzare i problemi connessi alla macellazione dei cavalli a scopo alimentare, tra illegalità e proposte per fermarla. 

Sono intervenuti tra gli altri gli Onorevoli Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra) e Susanna Cherchi (M5S), la Senatrice Gisella Naturale (M5S), l’eurodeputata Cristina Guarda (Europa Verde), il consigliere della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Veterinari Italiani Giorgio Micagni e il costituzionalista David Zanforlini.

Politici ed esperti si sono riuniti per confrontarsi sui dati raccolti nel nuovo dossier sulla produzione di carne equina in Italia che abbiamo realizzato come Animal Equality e le proposte di legge per vietare la macellazione degli equidi in Italia.

L’On. Cherchi, prima firmataria di una delle proposte di legge per vietare la macellazione degli equidi, così come quelle dell’On. Luana Zanella, l’On. Eleonora Evi e l’On. Brambilla, è intervenuta durante l’evento per ribadire la richiesta rivolta al Governo italiano:

Fermare la macellazione dei cavalli è doveroso e possibile come in Grecia, dove nel 2020 agli equidi è stata riconosciuta la protezione giuridica riservata agli animali considerati d’affezione, come cani e gatti.

L’On. Francesco Emilio Borrelli, che ha rivolto un’interrogazione al Ministro della Salute e al Ministro dell’Agricoltura per valutare misure di intervento volte ad aumentare i controlli nei macelli e a considerare la possibilità di vietare la macellazione degli equidi, ha dichiarato: 

L’eliminazione del consumo di carne è un obiettivo a cui tendere. Anche per questo abbiamo proposto l’alternativa della carne coltivata oltre alla fine della macellazione degli equidi. Il tema è: perché dobbiamo macellare altri esseri viventi per il nostro piacere? Eppure questo accade anche in clandestinità in alcune aree d’Italia: a Catania con la Commissione ecomafie abbiamo scoperto cavalli sfruttati nelle corse, imbottiti di farmaci e mandati al macello, con gravi rischi per la salute umana.

La Sen. Gisella Naturale ha aggiunto: 

È inaccettabile che animali che hanno fatto corse tutta la vita all’estero vengano importati in Italia per essere macellati illegalmente, esistono delle normative europee e delle tutele stabilite dalla Costituzione nei confronti degli animali che vanno rispettate. Nei confronti di chi compie questi reati dovrebbero esserci delle pene esemplari.

L’On. Cristina Guarda ha portato la riflessione sul piano europeo:

In Europa stiamo cercando di risolvere il problema dei trasporti degli animali vivi, di tracciabilità e di frodi documentali, un tema che è necessario affrontare meglio anche in Italia: quando si parla di animali se ne parla alla stregua di merci, ma le pene per chi commette queste frodi devono essere aggravate. Il divieto di macellazione degli equidi va in questa direzione e rappresenta un apripista per salvaguardare anche altri animali sfruttati nel comparto alimentare.

Anche sul piano regionale è necessario fare di più, come ricordato dalla consigliera della Regione Lombardia Paola Pollini:

Ridurre il numero degli animali allevati e aumentare i controlli nei macelli è necessario e gli sforzi ci sono anche a livello regionale. Ciò che mostrano le inchieste di Animal Equality è la prova che gli abusi sugli animali esistono e che le leggi esistenti non vengono rispettate. Su questo cortocircuito è necessario portare avanti una battaglia anche culturale.

Perché bisogna fermare la macellazione degli equidi

A seguito delle presentazioni delle proposte di legge depositate in Parlamento, Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, ha presentato il dossier “Produzione e macellazione dei cavalli in Italia: dati, criticità e vuoti normativi”. 

I principali risultati raccolti mostrano che il circuito dietro l’uccisione dei cavalli a scopo alimentare è caratterizzato da dati di monitoraggio spesso approssimativi, normative lacunose che favoriscono illegalità e abusi, tratte di viaggio estremamente lunghe che provocano effetti dannosi sulla salute degli animali, e da una macellazione che in molti casi è frutto di inadempienze e pressapochismo.

Alla luce delle criticità strutturali di tracciabilità, controlli e benessere animale, l’abolizione della macellazione equina è l’unica soluzione realmente efficace. A questo scopo, Animal Equality ha lanciato una petizione per chiedere di riconoscere agli equidi lo status di animali da affezione e salvarli da sfruttamento e sofferenza.

Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia

Attraverso un lavoro decennale di inchieste sotto copertura in allevamenti e macelli, il nostro team investigativo ha fatto luce sulle pratiche crudeli e illegali che i cavalli uccisi nei macelli sono costretti a subire.

Hidden cameras investigation in an Italian equine slaughterhouse. Carried out between November 2024 and June 2025.

All’evento ha partecipato anche il dottor Giorgio Micagni, consigliere della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Veterinari Italiani (FNOVI), che ha spiegato come l’importazione dei cavalli dall’estero contribuisca a creare problemi di sicurezza alimentare, a fronte di pochi investimenti per garantire i controlli necessari nei macelli. 

Il veterinario Enrico Moriconi ha inoltre ricordato che:

Gli animali allevati e macellati sono tanti, ma i veterinari continuano a essere pochi. Questa è una scelta, non una casualità e in questo modo chi macella gli animali si prende più libertà, a loro discapito. 

La Costituzione dalla parte degli animali

La macellazione clandestina in Italia è un problema più diffuso di quanto si possa pensare. Animal Equality si è costituita parte civile nel maxi-processo di Perugia avviato a seguito delle recenti indagini dei Nas sul traffico di cavalli uccisi illegalmente in Puglia a scopo alimentare. Come ha sottolineato anche l’avvocato Glauco Gasperini:

La violazione delle norme sul benessere animale è una costante nei macelli. I veterinari che operano nei macelli sono pubblici ufficiali tenuti a denunciare le violenze, ma ad oggi le denunce sulle irregolarità nei confronti del benessere animale sono possibili solo attraverso investigazioni svolte da associazioni come Animal Equality.

L’avvocato costituzionalista David Zanforlini ha sottolineato inoltre la necessità di porre fine alla macellazione degli equidi in Italia illustrando le novità introdotte dalla modifica costituzionale del febbraio 2022, che riconosce il dovere dello Stato di tutelare tutti gli animali, compresi quelli allevati a scopo alimentare.

Insomma, fermare la macellazione degli equidi, considerati da molti in Italia e non solo come compagni di vita e animali d’affezione proprio come cani e gatti, non è solo necessario ma anche possibile e legittimo.

Ogni giorno possiamo compiere scelte alimentari che permettano di ridurre la sofferenza degli animali sfruttati dall’industria della carne, equidi compresi: adottare un’alimentazione vegetale è un primo importante passo in questa direzione.

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