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“Quanti idioti rimangono ancora?” Il disprezzo di Olivér Várhelyi e il silenzio della Commissione europea

Marzo 9, 2026

Febbraio 2023, Parlamento europeo. Da un lato arrivano domande da parte degli eurodeputati, dall’altro risposte ufficiali dalla Commissione. Tutto procede regolare, fino a quando un microfono dimenticato acceso ha catturato una frase sconcertante.

Olivér Várhelyi, Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale, si lascia sfuggire una frase sprezzante, riferendosi agli stessi rappresentanti dei cittadini che avrebbero dovuto ricevere rispetto: “Quanti idioti rimangono ancora?”

Non si tratta di un lapsus o di un momento di confusione: è una dichiarazione registrata durante una seduta ufficiale. Várhelyi l’ha poi minimizzata parlando di “malinteso” e di conversazione privata, ma le parole restano pubbliche, agli atti, e sono difficili da ignorare.

Il vero problema dietro la frase

Várhelyi non è un politico qualunque: il suo passato e le sue dichiarazioni pubbliche lo descrivono come un funzionario aggressivo e spesso scontroso verso le istituzioni. Se gli eurodeputati eletti dai cittadini vengono da lui definiti “idioti”, cosa può pensare  dei cittadini stessi e soprattutto delle centinaia di milioni di animali sotto la sua responsabilità?

La riforma europea sul benessere animale che Várhelyi aveva promesso per il 2024 non si è ancora vista. Intanto, milioni di animali continuano a vivere in gabbia, in condizioni vergognose.

La nostra protesta a Bruxelles: un’azione concreta contro i ritardi

Per rendere visibili le conseguenze dei continui rinvii, Animal Equality ha organizzato una protesta davanti alla Commissione Europea a Bruxelles, portando con sé immagini, suoni e simboli della sofferenza reale degli animali:

  • Gabbie di gestazione per scrofe installate davanti al Palazzo Berlaymont
  • Registrazioni dei suoni degli allevamenti, per mostrare il terrore e la sofferenza quotidiana
  • Una campagna chiara: “UE: il vostro ritardo, la loro sofferenza”, per chiedere responsabilità e azioni concrete

La protesta non è un gesto simbolico fine a se stesso: è un modo per ricordare alla Commissione europea che le vite degli animali non possono attendere. Le promesse politiche senza atti concreti continuano a causare dolore reale.

La responsabilità è di Várhelyi e della Commissione

Olivér Várhelyi non sta facendo nulla per rispettare gli impegni presi. Per questo la campagna punta a garantire che la Commissione si assuma la responsabilità degli impegni presi. Perché ogni giorno senza una riforma, significa milioni di animali confinati in gabbie, privati della possibilità di una vita dignitosa. La pressione dei cittadini è essenziale.

Per questo abbiamo portato la voce degli animali anche alla Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare (DG SANTE), il dipartimento responsabile della stesura della legislazione UE sul benessere degli animali, dove abbiamo esposto striscioni, manifesti e grandi immagini di Várhelyi.

Ecco cosa puoi fare tu 

Anche tu puoi contribuire a dare voce agli animali e a chiedere che la Commissione europea mantenga la parola: firma la lettera aperta. La tua firma è uno strumento concreto per spingere Várhelyi e la Commissione a trasformare promesse in leggi reali.

Non restare a guardare: ogni firma conta. Aspettare significa voltare le spalle agli animali, proprio come sta facendo Várhelyi.

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