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Si intensifica la pressione a Bruxelles con le proteste rivolte a Olivér Várhelyi

Febbraio 24, 2026

Il giorno dopo aver installato delle gabbie fuori dalla sede della Commissione Europea, abbiamo intensificato la nostra pressione portando la protesta direttamente alla Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare (DG SANTE), il dipartimento responsabile della stesura della legislazione UE sul benessere degli animali.

L’azione fa parte della campagna “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza” e identifica direttamente Olivér Várhelyi, Commissario per la salute e il benessere degli animali, come la figura politica chiave responsabile dell’attuazione di una riforma vincolante nel 2026.

Il responsabile ha un nome e un volto

All’esterno della DG SANTE, gli attivisti di Animal Equality hanno esposto striscioni, manifesti e grandi immagini di Várhelyi, inviando un messaggio chiaro: i ritardi hanno una responsabilità politica identificabile.

A seguito dell’iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age, la Commissione si è impegnata a presentare una legislazione entro il 2023. La proposta non è mai arrivata e da allora è stata ripetutamente rinviata anche durante il nuovo mandato.

Nel frattempo, milioni di animali rimangono confinati in gabbia in tutta Europa e milioni di pulcini maschi continuano a essere uccisi ogni anno perché ritenuti non redditizi nella produzione di uova.

Olivér Várhelyi deve lavorare nella giusta direzione, il tempo dei ritardi e delle scuse è finito.

Dalle gabbie al cuore del processo decisionale

La protesta del 24 febbraio fa seguito all’azione organizzata il giorno precedente davanti al palazzo Berlaymont di Bruxelles, dove Animal Equality ha installato gabbie di gestazione per scrofe e mostrato uno striscione di dieci metri raffigurante le sofferenze che continuano mentre la legislazione viene rinviata.

Se il 23 febbraio le proteste sono state rivolte alla Commissione nel suo complesso, il 24 febbraio si sono concentrate direttamente sul dipartimento incaricato di redigere la futura legge. Ogni ritardo non rappresenta una questione tecnica, bensì una scelta politica. E gli animali non possono più aspettare, e nemmeno i cittadini.

La pressione continuerà

Questa seconda azione segna l’inizio di una pressione costante a Bruxelles per chiedere:

  • Un’Unione Europea senza gabbie, senza eccezioni;
  • Un divieto esplicito dell’uccisione dei pulcini maschi;
  • Una riforma legislativa completa e vincolante nel 2026, senza ulteriori ritardi.

I cittadini europei hanno già espresso la loro opinione: nel 2021 l’Iniziativa dei Cittadini Europei “End The Cage Age” – volta a vietare le gabbie in Europa – ha raccolto 1.4 milioni di firme certificate; mentre nel 2025 la consultazione pubblica relativa al benessere degli animali negli allevati ha superato 236mila compilazioni. 

Ora la Commissione deve agire. Mentre portiamo avanti la nostra battaglia per gli animali, ognuno di noi può contribuire a ridurre la loro sofferenza ogni giorno, a partire da scelte alimentari consapevoli, a base vegetale.

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