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L’industria del foie gras spende centinaia di migliaia di euro per assicurasi incontri con chi decide sul benessere animale in Europa

Aprile 8, 2026 Aggiornato: 8 Aprile 2026
Anatra alimentata a forza per la produzione di foie gras

Abbiamo analizzato centinaia di incontri pubblici tra i commissari europei responsabili di milioni di animali allevati e l’industria zootecnica: ciò che abbiamo scoperto rivela che tra i loro interlocutori sul tema del benessere animale c’è anche l’industria del foie gras che trae profitto dalla sofferenza di anatre e oche alimentate forzatamente.

Il denaro dell’industria del foie gras dietro gli incontri della Commissione UE

L’analisi di Animal Equality sugli incontri pubblici tra il Commissario europeo per la salute e il benessere animale Olivér Várhelyi e il Commissario per l’agricoltura e l’alimentazione Christophe Hansen, entrambi responsabili della riforma legislativa dell’UE sul benessere animale, rivela che Euro Foie Gras si è assicurata ripetuti incontri di alto livello con la Commissione europea nel 2025.

In quell’anno, secondo il sito web Lobbyfacts.eu, i rappresentanti dell’industria europea del foie gras hanno investito tra i 100.000 e i 199.000 euro in lobbisti professionisti. Con questo budget e un numero limitato di lobbisti dichiarati, Euro Foie Gras, supportata dalla società di lobbying Aliénor, ha mantenuto un accesso diretto ai decisori politici dell’UE, spesso insieme ai principali gruppi di pressione del settore agricolo.

Nello stesso anno, Várhelyi e Hansen hanno incontrato i rappresentanti dell’industria del foie gras per discutere di “salute e benessere animale”.

Di quale “benessere animale” parla l’industria del foie gras?

La produzione di foie gras tramite alimentazione forzata è una pratica crudele condannata da diverse istituzioni internazionali. Eppure l’industria del foie gras siede al tavolo con chi si occupa di benessere animale e dovrebbe adottare misure per garantire maggiore protezione agli animali allevati.

Ad esempio, questa pratica crudele è stata condannata sia dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) sia dal Comitato scientifico dell’UE per la salute e il benessere animale, che hanno affermato che l’alimentazione forzata “è dannosa per il benessere degli animali”.

Nonostante ciò, il Commissario per il benessere animale ha incontrato Euro Foie Gras il 13 febbraio 2025, con il tema dichiarato di “Benessere e salute degli animali”. Anche l’ufficio di Christophe Hansen ha incontrato Euro Foie Gras il 18 giugno 2025, con lo stesso tema dichiarato di “Benessere e salute degli animali”.

Tra i membri del gabinetto dei Commissari europei che hanno partecipato agli incontri c’erano anche due personalità italiane: Flavio Facioni, membro dello staff di Várhelyi e vicino all’organizzazione italiana del settore agricolo e zootecnico Coldiretti, e Antonella Rossetti, membro dello staff di Hansen ed ex consulente senior di Farm Europe, una lobby agricola che investe circa mezzo milione di euro all’anno in attività di lobbying.

A seguito di questi incontri, nell’ottobre 2025, la Commissione europea ha adottato un atto delegato sui requisiti di commercializzazione del pollame che ha mantenuto i criteri di peso minimo del fegato per il foie gras, consentendo così la continuazione dell’alimentazione forzata.

Fegato grasso

I parlamentari europei si esprimono contro l’alimentazione forzata

Condannare l’accesso preferenziale dell’industria zootecnica e del foie gras agli uffici della Commissione europea, che dovrebbe tutelare gli animali, è un atto necessario.

Condannare una pratica crudele e dolorosa come l’alimentazione forzata non è solo necessario, ma un dovere. Una condanna simile è giunta di recente da parte di parlamentari europei.

Anatre alimentata a forza per la produzione di foie gras

Il 27 marzo 2026, 40 parlamentari europei di 15 paesi dell’UE hanno firmato una lettera indirizzata a Várhelyi e Hansen chiedendo che l’eliminazione graduale dell’alimentazione forzata nella produzione di foie gras sia esplicitamente inclusa nella prossima revisione della legislazione sul benessere animale. Quattro dei cinque paesi produttori dell’UE hanno firmato la lettera: Francia, Bulgaria, Spagna e Belgio.

Questo dimostra che la produzione di foie gras non è tollerabile nemmeno dai paesi che apparentemente ne traggono profitto economico. Manca solo l’Ungheria, paese natale di Várhelyi e secondo produttore mondiale di foie gras dopo la Francia.

Unisciti alla lotta

Milioni di animali soffrono negli allevamenti intensivi e l’industria che trae profitto da questa crudeltà vuole che siano invisibili. Ma per noi non lo sono.

Chiediamo ai Commissari Várhelyi e Hansen di presentare entro il 2026 una proposta ambiziosa e vincolante della legislazione sul benessere animale. Per farlo, devono ascoltare le organizzazioni per i diritti degli animali e i cittadini che da anni chiedono il divieto di pratiche crudeli come l’alimentazione forzata, le gabbie e l’uccisione dei pulcini maschi.

Dobbiamo proteggere gli animali. Le nostre voci sono più potenti del denaro dell’industria degli allevamenti intensivi. Insieme, possiamo fare la differenza e cambiare le loro vite, per sempre.

AMICI, NON CIBO!

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