Polli che non riescono a camminare e cadaveri tra gli animali vivi: nuova inchiesta in Argentina
Attraverso una nuova inchiesta sveliamo le condizioni in cui vengono sfruttati i polli allevati nell’industria della carne in Argentina.
Le prove raccolte documentano animali incapaci di camminare, cadaveri abbandonati tra gli animali ancora vivi e polli feriti, a testimonianza delle conseguenze degradanti dell’allevamento intensivo e dello sfruttamento estremo.
Guarda l’inchiesta:
Cosa abbiamo documentato negli allevamenti argentini
Il nostro team investigativo ha raccolto queste prove tra novembre e dicembre 2024 in tre allevamenti situati nelle province di Buenos Aires ed Entre Ríos. Le riprese mostrano polli con gravi problemi di mobilità, con le zampe completamente divaricate mentre cercano di sollevarsi con le ali per raggiungere l’acqua.
L’indagine rivela inoltre la presenza di cadaveri accanto alle mangiatoie e tra gli animali vivi, una situazione che aumenta il rischio di malattie e infezioni all’interno dell’allevamento. Allo stesso modo, numerosi polli presentano perdita di piume, ustioni e lesioni cutanee causate dal contatto costante con urina ed escrementi.

La nostra denuncia e la richiesta di chiarimento
Di fronte a questa sofferenza inaccettabile, abbiamo chiesto spiegazioni al Servizio Nazionale di Sanità e Qualità Agroalimentare: dopo la visita di un veterinario, l’ente argentino ha stabilito che nell’impianto di Entre Ríos l’allevamento “si svolge in condizioni accettabili” in conformità con la normativa, e che “non sono stati osservati problemi che compromettano il benessere dei polli lì ospitati”.

Ma la loro risposta non torna. Analizzando la documentazione presentata dal Servizio Nazionale di Sanità e Qualità Agroalimentare (registri, rapporti e fotografie di quelle visite), infatti, emergono gravi limiti nella procedura ispettiva:
- Non è stato condotto uno studio dettagliato dello stato reale dei polli;
- Non è stata effettuata un’analisi dettagliata dell’arricchimento ambientale dei capannoni;
- Non sono state scattate fotografie degli animali che permettessero di verificarne le condizioni.
Mentre aspettiamo ulteriori approfondimenti, restiamo anche in attesa dell’ispezione veterinaria nell’allevamento di Buenos Aires, ancora in sospeso.

La crudeltà dietro la crescita accelerata
Da decenni l’industria seleziona i polli per farli crescere il più velocemente e il più possibile nel minor tempo possibile: un modello progettato per massimizzare il profitto economico a costo della sofferenza animale.
I polli a rapido accrescimento documentati in questa inchiesta sono ibridi commerciali diffusi in tutto il mondo, frutto di una selezione genetica operata a partire dagli anni ‘50 per soddisfare la richiesta di carne a basso prezzo. Attraverso questa selezione genetica, i polli raggiungono il peso di macellazione nel giro di 7 settimane, quando di fatto sono ancora dei pulcini.
Un pulcino nasce pesando appena 44 grammi e, a 42 giorni di età (l’età media alla quale viene macellato), pesa circa 3,2 chili, oltre 70 volte il suo peso alla nascita. Questo ritmo di crescita favorisce deformazioni ossee, zoppia e problemi cardiovascolari, e rende difficile per molti animali camminare e raggiungere cibo e acqua.

Anche nell’ultima settimana di vita, un pollo a crescita rapida continua a crescere più di 100 grammi al giorno, un ritmo che il suo stesso scheletro e sistema cardiovascolare non riescono a sostenere.
Il danno causato da questa crescita innaturale è stato confermato scientificamente. I ricercatori hanno osservato che la rapida crescita altera l’equilibrio originario nello sviluppo dei tessuti nei polli allevati per la loro carne, e che il rapido aumento di peso, combinato con uno sviluppo scheletrico ritardato, provoca patologie scheletriche.

Un’industria che cresce a costo della sofferenza animale
La nostra indagine viene pubblicata in un contesto in cui il modello dell’allevamento intensivo in Argentina è in espansione. Secondo il Servizio Nazionale di Sanità e Qualità Agroalimentare, nel 2025 nel Paese sono stati macellati oltre 750 milioni di volatili per il consumo umano.
La razza dei polli broiler a rapido accrescimento è la più allevata al mondo. In Italia, secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica, i polli macellati sono più di 550 milioni ogni anno e oltre il 90% sono polli broiler a rapido accrescimento. La loro crescita accelerata ha gravi ripercussioni sulla salute di questi animali, come riconosciuto anche all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa).
Fermare questa sofferenza è possibile ogni giorno facendo scelte alimentari consapevoli. Crediamo infatti che, a partire da inchieste come queste, le persone possano comprendere davvero la crudeltà dell’industria che sfrutta gli animali a scopo alimentare e scegliere in modo critico cosa mettere nel carrello quando fanno la spesa.

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