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Gli animali devono essere nell’agenda europea: il nostro messaggio a Dublino e la lettera su Politico

Settembre 10, 2026

Dal 5 all’8 settembre, i ministri dell’agricoltura di ogni Stato membro dell’UE si sono riuniti a Dublin Castle per il primo Consiglio informale Agricoltura e Pesca (AGRIFISH) della Presidenza irlandese dell’Unione Europea.

Anche noi eravamo lì, fuori dal castello, per assicurarci che i milioni di animali ancora in attesa di una vera tutela non venissero dimenticati nel luogo in cui si discuteva il loro futuro.

Il nostro appello alla Presidenza irlandese

La nostra presenza a Dublino arriva dopo un segnale preoccupante. Al Consiglio Agricoltura e Pesca del 13 luglio, i ministri europei hanno avuto il primo scambio di opinioni sulla Livestock Strategy e sul Piano d’Azione sulle Proteine presentati dalla Commissione Europea. Nel resoconto ufficiale di quella riunione, il benessere animale è comparso una sola volta, relegato in una proposizione subordinata legata alla competitività del settore.

Nelle dichiarazioni della Presidenza irlandese, pronunciate dal Ministro Heydon, il tema non è stato menzionato affatto. Sicurezza alimentare, comunità rurali, autonomia strategica, proteine da mangime importate, agricoltori, innovazione: tutto aveva il proprio spazio. Gli animali no. Né l’eliminazione graduale delle gabbie né la fine dell’uccisione dei pulcini maschi sono state sollevate.

È esattamente questo il vuoto che siamo venuti a colmare a Dublino. Crediamo che il benessere animale non possa essere un ripensamento, una riga aggiunta quasi di sfuggita, ma anzi deve guidare l’agenda, non seguirla a distanza. Per questo, dal 5 all’8 settembre, abbiamo mantenuto una presenza visibile fuori dalla sede del confronto tra i ministri dell’Agricoltura, con un cartellone mobile che ha circondato Dublin Castle per tutta la durata dell’incontro e che non poteva essere ignorato dalle delegazioni ogni volta che arrivavano o se ne andavano.

L’Irlanda deve fare meglio della precedente Presidenza, quella di Cipro, e garantire che gli animali restino una priorità. Concretamente, chiediamo alla Presidenza irlandese di mantenere l’eliminazione graduale delle gabbie e la fine dell’uccisione dei pulcini maschi nell’agenda europea, rispettando la volontà espressa da milioni di cittadini europei, senza ulteriori ritardi.

Matteo Cupi, Vicepresidente di Animal Equality Europa

La nostra lettera alla Presidente von der Leyen

Abbiamo inoltre pubblicato una lettera aperta su Politico, una delle testate più rilevanti per i politici europei, esortando la Presidente a dare spazio agli animali nel suo discorso sullo Stato dell’Unione (SOTEU) del 16 settembre. Il messaggio è diretto e sentito: “SOTEU: sei anni, nessuna legge. È il momento di agire, Ursula von der Leyen.”

Sono passati sei anni da quando la Commissione ha promesso per la prima volta di riformare la normativa sul benessere animale, e quella promessa non si è ancora tradotta in realtà. La lettera chiede alla Presidente della Commissione di cogliere questo momento per fissare finalmente un impegno vincolante, con scadenze chiare e senza scappatoie in cui gli animali possano ancora finire dimenticati.

Scegliere Politico non è stato un caso. È la testata che Bruxelles legge ogni mattina, lo spazio in cui le priorità dell’UE prendono forma prima ancora di arrivare al grande pubblico. Pubblicare lì significa portare le voci di milioni di cittadini esattamente dove si prendono le decisioni, a pochi giorni dal discorso che stabilirà se quelle voci sono state davvero ascoltate.

E questa lettera è solo l’ultimo capitolo. Nei giorni che hanno preceduto il discorso di quest’anno, è stata la stessa Commissione a chiedere ai cittadini cosa avrebbero voluto sentire, e abbiamo preso sul serio quell’invito.

Per un mese, in tutta Europa, abbiamo risposto in ogni modo possibile: lettere aperte sui principali quotidiani tedeschi, volantini recapitati a decine di migliaia di famiglie, un camion trasparente con a bordo una vera gabbia di gestazione in tour per le città tedesche, e un altro parcheggiato davanti alla sede della Commissione a Bruxelles. Tutto per chiedere a Ursula von der Leyen di non lasciare che questa promessa svanisca di nuovo.

La Commissione UE deve passare dalle parole ai fatti

A luglio, la Commissione Europea ha presentato la tanto attesa Livestock Strategy, delineando la propria visione per il futuro dell’allevamento animale e includendo l’impegno a rivedere la normativa UE sul benessere animale, con l’eliminazione progressiva delle gabbie per le galline ovaiole e altri animali, oltre a includere misure per porre fine all’uccisione sistematica dei pulcini maschi attraverso tecnologie di sessaggio in ovo.

Per noi, vedere questi impegni finalmente messi per iscritto è un importante passo avanti. Tuttavia, la sola pubblicazione della Livestock Strategy non cambierà la vita dei milioni di animali intrappolati nei sistemi di allevamento industriale. La vera misura del successo dipenderà dall’ambizione, dalla portata e dalla tempestività delle proposte legislative che seguiranno.

La Presidenza irlandese è quindi chiamata a indicare il benessere animale come una priorità centrale, sottolineando che il tema deve restare al centro del dibattito europeo, in risposta alle aspettative della società e alla necessità di mantenere standard elevati in tutta l’UE. Le parole scritte sono un inizio, ma non sono ancora una garanzia.

Ed è per questo che continueremo a presentarci, incontro dopo incontro, Presidenza dopo Presidenza, finché quella promessa non diventerà qualcosa che gli animali possono davvero sentire: meno gabbie, nessun altro pulcino ucciso il primo giorno di vita, e un posto al tavolo per gli esseri che non ne hanno nessuno.

Non smetteremo di chiedere alla Commissione UE di trasformare le parole in impegni concreti e di fare la cosa giusta per gli animali. Anche tu puoi aiutarci chiedendo alle istituzioni di agire.

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