Cavalli, la Camera discute lo stop alla macellazione tra i tentativi di fare marcia indietro
La Camera dei Deputati è tornata a parlare di cavalli. La discussione sulle quattro proposte di legge presentate da AVS, Noi Moderati, M5S e PD per vietare la macellazione degli equidi riprende dopo il tentativo del presidente della Commissione Agricoltura Francesco Bruzzone (Lega) di fare marcia indietro sul loro iter legislativo. E non è l’unico a provarci.

Il “no” di FdI, e il precedente che non si dimentica
Durante la discussione alla Camera del 26 ottobre, l’On. Giandonato La Salandra (FdI) ha riconosciuto che il rapporto tra uomo e cavallo è cambiato. Poi però ha messo in guardia dal trasformare un patrimonio produttivo come la filiera equina in un costo fisso di mantenimento. Ha parlato di atteggiamento ideologico e di mancanza di riguardo per la sostenibilità degli interventi.
Eppure, nell’ottobre 2020, cinque deputati di Fratelli d’Italia avevano presentato una proposta di legge “per la tutela degli equini e il riconoscimento della qualifica di animale agricolo e di affezione”. Lo stesso partito dell’On. La Salandra, insomma, sei anni fa aveva già messo sul tavolo una proposta affine a quelle che oggi condanna per ideologia.
Per noi la conclusione è chiara: pur di tutelare prima di tutto l’industria della carne, Fratelli d’Italia è disposta a smentire se stessa.

Chi ha scelto di stare dalla parte degli animali
Nel dibattito non sono mancate voci a difesa degli animali. L’On. Francesco Emilio Borrelli (AVS), membro della Commissione Agricoltura, ha proposto di procedere in modo graduale verso il divieto, ma ha difeso le proposte nella sostanza. Ci ha anche ringraziati per esserci fatti promotori della proposta di legge di iniziativa popolare, che a soli quattro mesi dal lancio, sfiora già le 50.00 firme.
L’On. Susanna Cherchi (M5S), inoltre, è intervenuta ricordando che il rapporto tra cavalli e persone deve fondarsi sul benessere animale, non sullo sfruttamento.

Un percorso a ostacoli
Le proposte di legge per riconoscere gli equidi come animali d’affezione sono state presentate tra gli altri dall’On. Susanna Cherchi (M5S), dall’On. Luana Zanella (AVS) e dall’On. Eleonora Evi (PD).
Il loro iter legislativo sembrava avviato, ma di recente sono tornate in discussione alla Camera dopo il passo indietro del presidente della Commissione Agricoltura Francesco Bruzzone (Lega), che il 20 ottobre ha comunicato alla Commissione che non c’erano le condizioni per esaminare gli emendamenti, né per dare mandato al relatore di riferire all’Assemblea o per chiedere il rinvio dell’esame del provvedimento in Assemblea.

Quattro mesi, il 97% delle firme raggiunto: non ci fermiamo
Come ha detto Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia e vicepresidente per l’Europa:
A luglio 2026 abbiamo lanciato la nostra iniziativa e dopo appena quattro mesi abbiamo superato il 97% delle 50.000 firme necessarie per portare la nostra proposta di legge in Parlamento. La volontà dei cittadini e delle cittadine, insieme ai risultati Ipsos, ci dice che la grande maggioranza delle persone in Italia è pronta a riconoscere tutti gli equidi come animali d’affezione, al pari di cani e gatti. I tentativi di rallentare l’iter legislativo dell’On. Bruzzone e di alcuni deputati della maggioranza non ci spaventano. Al contrario, rendono ancora più evidente la necessità di anteporre la sensibilità collettiva agli interessi dell’industria della carne. Migliaia di persone chiedono un cambiamento concreto, è tempo che la politica si assuma le proprie responsabilità e trasformi le richieste in un intervento legislativo.
Ogni firma conta, e siamo vicinissimi al traguardo. Se non l’hai ancora fatto, puoi sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per fermare la macellazione dei cavalli.

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