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Femmine di maiale escluse dal Work Programme 2027: ancora una volta la Commissione UE volta le spalle agli animali

4 Novembre 2026
Aggiornato: 4 Novembre 2026
Alice Dominese
Ufficio stampa Animal Equality Italia

Lo avevamo temuto e ora è nero su bianco: il benessere animale non compare tra le priorità del Work Programme 2027 della Commissione Europea. Nel documento non c’è nessuna proposta legislativa per porre fine alle gabbie per le femmine di maiale.

Eppure a luglio la Commissione aveva inserito nella sua Livestock Strategy l’impegno a proporre una revisione della legislazione europea sul benessere animale. Per noi è una grave delusione, e la conferma che questa Commissione continua a non trattare il benessere animale come una priorità, nonostante gli impegni presi. A pagarne il prezzo sono le femmine di maiale e milioni di animali.

La Commissione europea ha lasciato fuori le femmine di maiale dal Work Programme 2027, e ancora una volta gli animali vengono esclusi da questo documento senza alcuna spiegazione. Milioni di animali restano confinati in gabbie così piccole da non potersi nemmeno girare. Il Work Programme è adottato dall’intero Collegio: la Presidente von der Leyen lo presenta e lo firma. Lei e i Commissari Várhelyi, Hansen e Šefčovič stanno ignorando ciò che accade dentro gli allevamenti europei. Continueremo a vigilare finché alle promesse non seguiranno proposte concrete, e non smetteremo di portare avanti la nostra mobilitazione nelle piazze e ai tavoli istituzionali, denunciando ogni omissione finché gli impegni della Commissione non saranno onorati.

Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality Europa

Cosa manca e perché è grave

Il Work Programme è il documento con cui la Commissione decide quali dossier avranno risorse, personale e priorità politica nei dodici mesi successivi. Ciò che non compare, di fatto, non ha alcun obbligo di essere affrontato. La revisione della legislazione sul benessere animale era già stata esclusa per due anni consecutivi, senza alcuna spiegazione pubblica.

Anche quest’anno, silenzio e nessun impegno per porre fine al confinamento delle femmine di maiale durante gestazione, parto e allattamento.

Credit: Igualdad Animal / Aitor Garmendia.

Le responsabilità hanno dei nomi:

  • La presidente von der Leyen, che firma il programma di lavoro
  • Il Commissario Várhelyi, responsabile di Salute e Benessere Animale, che ha già in mano la documentazione tecnica necessaria per agire
  • Il Commissario Hansen, responsabile dell’Agricoltura, che parla di certezze per gli agricoltori mentre un intero settore resta senza regole chiare
  • Il Commissario Šefčovič, responsabile di Commercio e Sicurezza Economica, Relazioni Interistituzionali e Trasparenza, che deve garantire requisiti di benessere equivalenti per i prodotti importati e il rispetto dell’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”, firmata da 1,4 milioni di persone e rimasta senza seguito legislativo.

Chiediamo a loro di smettere di tradire i cittadini e di presentare nei tempi previsti la proposta di riforma sul benessere animale.

Credit: Raffaelle Petralla / Animal Equality.

Una promessa che la Commissione non può tradire

La fine delle gabbie per le galline e dell’uccisione dei pulcini maschi resta una richiesta non negoziabile. Le proposte legislative, insieme a requisiti di benessere equivalenti per i prodotti importati, devono arrivare entro la fine del 2026, come promesso dalla Commissione. Devono essere ambiziose e senza diluizioni attraverso lunghi periodi di transizione, esenzioni o argomentazioni legate all’impatto economico e di mercato.

Continueremo a chiedere che la Commissione si impegni, con date certe e un cronoprogramma, a presentare una proposta per porre fine al confinamento delle femmine di maiale durante gestazione, parto e allattamento. Controlleremo ogni passaggio, fino a quando non sarà fatto.

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Nel frattempo, aiutaci a chiedere a Ursula von der Leyen e ai Commissari UE di presentare entro il 2026 la proposta di riforma sul benessere animale per galline e pulcini.

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