Rinchiuse: la vita in gabbia nell’industria della carne | Un’inchiesta di Animal Equality
RINCHIUSE: è così che passano gran parte della loro vita 8 milioni di scrofe nell’industria della carne in Europa. La nostra nuova inchiesta realizzata in Spagna documenta la sofferenza delle madri all’interno delle gabbie di gestazione fino al parto dei loro cuccioli.
Inseminate artificialmente e incapaci di muoversi tra le sbarre che costringono i loro corpi, queste madri soffrono in modo estremo senza poter prendersi cura dei loro piccoli.
Anche ai maialini appena nati è riservato un trattamento crudele: subiranno gravi mutilazioni, spesso senza anestesia, come il taglio della codaGuarda la nuova inchiesta e aiutaci a condividerla
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Animal Equality è un'organizzazione non profit per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare, fondata nel 2006 e attiva a livello internazionale in 8 paesi.
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Transcript (Italian — it)
Sapevi che la maggior parte delle scrofe negli
allevamenti intensivi europei trascorre circa
metà della propria vita in gabbia? Il
team investigativo di Animal Equality
si è infiltrato in alcuni allevamenti di maiali
in Spagna per mostrare al mondo il confinamento
in gabbia delle madri e le sistematiche brutalità
che subiscono i loro cuccioli. Tutto inizia nelle
gabbie di gestazione, le scrofe vengono inseminate
artificialmente e rimangono confinate qui per
quattro settimane. In Spagna, come nella maggior
parte dell'Unione Europea, la legge consente
l'uso delle gabbie di gestazione durante le prime quattro
settimane di gravidanza. Chiuse dietro le sbarre,
le scrofe non possono mettere in atto alcun
comportamento naturale, non possono neppure
girarsi. In libertà, i maiali esplorano l'ambiente
circostante, fanno bagni di fango o costruiscono
ripari per i loro cuccioli. Confinarli in gabbia,
causa loro stress cronico, tanto che possono
sviluppare comportamenti compulsivi come mordere
continuamente le sbarre della gabbia. Le scrofe
trascorrono quattro settimane in gabbie
di gestazione, da sole, prima di unirsi
ad altri simili. Poi, 7 giorni prima del
parto, vengono trasferite nelle gabbie da
parto. Trascorreranno altre cinque settimane
chiuse dietro le sbarre dell'ennesima gabbia
fino allo svezzamento dei loro cuccioli per
poi tornare nelle gabbie di gestazione e
ripetere il ciclo due volte l'anno. Al terzo
anno, quando smettono di essere produttive,
vengono mandate al macello. Questa
è la maternità nell'industria della
carne. Le scrofe sono viste
e trattate come macchine da
riproduzione. Immobilizzate e incapaci
di prendersi cura dei loro piccoli,
sviluppano spesso ferite dovute
allo sfregamento contro le gabbie.
La mortalità dei maialini in questa fase può
superare il 20%. Le immagini parlano da sole:
i cuccioli che sopravvivono sono sottoposti a
mutilazioni di routine come la mozzatura della
coda che la Direttiva Europea vieta. Ma come
mostrano le immagini, negli allevamenti queste
pratiche continuano a essere eseguite. Questa è la
realtà che subiscono le scrofe e i loro cuccioli,
anche negli allevamenti italiani. Ma è
una realtà che possiamo cambiare. Quando
scegliamo alternative a base vegetale
nella nostra alimentazione, contribuiamo
a porre fine a questi abusi sugli animali.
Grazie per essere dalla parte giusta della storia.