Rinchiuse: la vita in gabbia nell’industria della carne | Un’inchiesta di Animal Equality

· 3 minuti · Vimeo

RINCHIUSE: è così che passano gran parte della loro vita 8 milioni di scrofe nell’industria della carne in Europa. La nostra nuova inchiesta realizzata in Spagna documenta la sofferenza delle madri all’interno delle gabbie di gestazione fino al parto dei loro cuccioli.

Inseminate artificialmente e incapaci di muoversi tra le sbarre che costringono i loro corpi, queste madri soffrono in modo estremo senza poter prendersi cura dei loro piccoli.

Anche ai maialini appena nati è riservato un trattamento crudele: subiranno gravi mutilazioni, spesso senza anestesia, come il taglio della codaGuarda la nuova inchiesta e aiutaci a condividerla

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Animal Equality è un'organizzazione non profit per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare, fondata nel 2006 e attiva a livello internazionale in 8 paesi.

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Transcript (Italian — it)

Sapevi che la maggior parte delle scrofe negli 
allevamenti intensivi europei trascorre circa  
metà della propria vita in gabbia? Il 
team investigativo di Animal Equality  
si è infiltrato in alcuni allevamenti di maiali 
in Spagna per mostrare al mondo il confinamento  
in gabbia delle madri e le sistematiche brutalità 
che subiscono i loro cuccioli. Tutto inizia nelle  
gabbie di gestazione, le scrofe vengono inseminate 
artificialmente e rimangono confinate qui per  
quattro settimane. In Spagna, come nella maggior 
parte dell'Unione Europea, la legge consente  
l'uso delle gabbie di gestazione durante le prime quattro
settimane di gravidanza. Chiuse dietro le sbarre,  
le scrofe non possono mettere in atto alcun 
comportamento naturale, non possono neppure  
girarsi. In libertà, i maiali esplorano l'ambiente 
circostante, fanno bagni di fango o costruiscono  
ripari per i loro cuccioli. Confinarli in gabbia, 
causa loro stress cronico, tanto che possono  
sviluppare comportamenti compulsivi come mordere 
continuamente le sbarre della gabbia. Le scrofe  
trascorrono quattro settimane in gabbie 
di gestazione, da sole, prima di unirsi  
ad altri simili. Poi, 7 giorni prima del 
parto, vengono trasferite nelle gabbie da
parto. Trascorreranno altre cinque settimane 
chiuse dietro le sbarre dell'ennesima gabbia  
fino allo svezzamento dei loro cuccioli per 
poi tornare nelle gabbie di gestazione e  
ripetere il ciclo due volte l'anno. Al terzo 
anno, quando smettono di essere produttive,  
vengono mandate al macello. Questa 
è la maternità nell'industria della
carne. Le scrofe sono viste 
e trattate come macchine da  
riproduzione. Immobilizzate e incapaci 
di prendersi cura dei loro piccoli,  
sviluppano spesso ferite dovute 
allo sfregamento contro le gabbie.
La mortalità dei maialini in questa fase può 
superare il 20%. Le immagini parlano da sole:  
i cuccioli che sopravvivono sono sottoposti a 
mutilazioni di routine come la mozzatura della  
coda che la Direttiva Europea vieta. Ma come 
mostrano le immagini, negli allevamenti queste  
pratiche continuano a essere eseguite. Questa è la 
realtà che subiscono le scrofe e i loro cuccioli,  
anche negli allevamenti italiani. Ma è 
una realtà che possiamo cambiare. Quando  
scegliamo alternative a base vegetale 
nella nostra alimentazione, contribuiamo  
a porre fine a questi abusi sugli animali.
Grazie per essere dalla parte giusta della storia.