Festival di Gadhimai 2014: il nostro reportage esclusivo!

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Animal Equality presenta un nuovo Video-Reportage sul Festival di Gadhimai contenente filmati, testimonianze e dettagli del tutto inediti e mai pubblicati prima. La squadra di investigatori di Animal Equality India ha lavorato instancabilmente, prima e durante il festival al fine di abolire il sacrificio e come primo importante risultato è stata ottenuta una diminuzione del 70% degli animali uccisi.

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Categories Pets & Animals Senza categoria
Tags Animal Equality (Organization) credeltà animali crudeltà Gadhimai Festival macellazione macellazione rituale Nepal (Country) sacrificio animali violenza
Transcript (Italian — it-it)

Il festival di Gadhimai è un evento
religioso che si tiene ogni cinque anni
durante il quale molte migliaia di
animali vengono brutalmente uccisi. Nel
2014 Animal Equality ha lavorato
incessantemente per porre fine al
sacrificio animale durante il festival
di Gadhimai. La maggior parte degli
animali sacrificati al festival di
Gadhimai viene costretto a camminare per
ore
alcune volte per giornate intere,
altri sono trasportati in condizioni
terribili su autobus, camion, treni
affollati o biciclette. Questi animali
affrontano spesso il lungo viaggio senza
acqua né cibo. Colombi e polli vengono
stipati dentro ceste di bambù, gabbie,
sacchetti di plastica o di rete senza
neanche la possibilità di respirare.
Qualche volta vengono nascosti sotto i
sari, i maglioni o gli scialli.
Le ali degli uccelli vengono tagliate e
le zampe legate per essere più
facilmente trasportati. Le capre con un
cappio intorno al collo vengono issate
rudemente sui tetti degli autobus o
stipate dentro piccoli vani per i
bagagli, senza ventilazione,
alcune vengono costrette dentro dei
sacchi per essere trasportate in
bicicletta. Gli animali sacrificati per
il festival sono per lo più giovani.
Questi vengono spesso condotti senza
alcun riguardo dai bambini. Quando gli
animali crollano a terra esausti a causa
del lungo viaggio sono brutalmente
costretti ad alzarsi spintonati e
forzati ad andare avanti.
Prima dell'inizio del festival, i devoti
si riuniscono presso il tempio per
assistere alla cerimonia del Panch Bali.
È il sacrificio dei primi cinque animali
che segna l'inizio della carneficina e
si apre con l'accensione di una lampada
che i devoti credono si accenda da sola
per effetto soprannaturale.
Il rituale inizia quando un sacerdote
del tempio pone la testa di un piccione
sulla lama di un machete e la taglia poi
via dal corpo.
I sacerdoti non osservano la tradizione
del sacrificio di cinque animali, né
sacrificano invece 7.
Tra questi un ratto, piccioni, galli, capre,
un montone, un maiale e infine 5 bufali.
Nonostante i sacerdoti del tempio
promettono una morte veloce e indolore
provocata da un solo colpo, questo accade
molto raramente.
Secondo le nostre informazioni, circa 300
devoti hanno ottenuto dai sacerdoti del
tempio il permesso di uccidere gli
animali per il sacrificio.
Nessuno di questi improvvisati macellai
ha alcuna esperienza per uccidere i
poveri animali in maniera meno cruenta
possibile.
La ripresa di un drone di Animal
Equality ha documentato che nel recinto
sono stati rinchiusi circa 2.000 bufali.
Uno per uno
questi animali vengono colpiti
brutalmente a morte.
Molti sapendo che saranno i prossimi si
riuniscono negli angoli o contro i muri
in un disperato tentativo di sfuggire ai
carnefici. Alcuni dei bufali più grandi e
più forti
cercano di fuggire con le poche energie
rimaste. Gli esecutori li rincorrono
colpendoli con la spada sugli arti
posteriori per immobilizzarli. A dispetto
della presenza della polizia e della
sicurezza
la folla eccitata e impaziente si accalca
sul muro che delimita l'area della
crudele mattanza per assistere allo
spettacolo.
Come gli spettatori delle arene romane
nelle epoche passate
la folla si esalta sempre di più alla
vista di quei poveri corpi martoriati
per ore ed ore.
Il festival ormai non è più una
tradizione sacra come dovrebbe essere.
Mentre nell'arena avviene la mattanza
dei bufali, nell'area circostante
migliaia di devoti sacrificano numero
imprecisato di capre. Dell'acqua ritenuta
sacra viene spruzzata sugli animali
prima che vengano uccisi il normale e
semplice riflesso condizionato per il
quale questi si scrollano l'acqua di
dosso viene interpretato dal sacerdote
come il segno soprannaturale della
volontà degli animali stessi di essere
sacrificati. Questo perverso stratagemma
provoca festosi applausi da parte del
pubblico e la vittima sacrificale
viene uccisa. Una volta decapitato
l'animale il sacerdote inizia a tremare
come se fosse posseduto. I sacerdoti
affermano che nel 2009 sono stati uccisi
tra i 10.000 ei 20.000 bufali. Un
conteggio esatto delle migliaia e
migliaia di polli, capre e altri animali
non è stato possibile, ma hanno stimato
che più di 100mila animali siano stati
uccisi quell'anno, anche se sembra che
questi numeri siano stati gonfiati per
rendere il festival più significativo.
Abbiamo riferito ai sacerdoti che alcuni
templi hanno adottato il sacrificio
simbolico di alcuni vegetali.
Durante la nostra
conversazione con i sacerdoti è emersa
la parte oscura del festival di Gadhimai
più che una festa rituale sembra essere
un ottimo business per alimentare il
racket dell'industria della carne e del
pellame. I sacerdoti stipulano contratti
con agenzie o aziende alle quali vendono
la carne e la pelle. La persona con la
quale hanno firmato il contratto nel
2014 si è ritirata dall'accordo poiché
non è stato neanche lontanamente
raggiunto l'obiettivo stabilito di
10.000 bufali portati in sacrificio.
Accecati dalla religione i devoti spesso
poverissimi e disperati credono che il
sacrificio degli animali alla dea
Gadhimai consenta loro di vedere
esauditi i propri desideri.
I devoti appartenenti alla povera
comunità Dalit, che a fatica riescono a
sopravvivere,
spesso sono costretti a chiedere un
prestito per poter acquistare un paio di
piccioni per 500 rupie o una capra per
9.500 rupie o un bufalo per 15 mila
rupie. Molti dei piccioni con le ali
tagliate vengono gettati come rifiuti
sul tetto del tempio per essere poi
macellati e consumati come cibo. Alcuni
truffatori spronano i ragazzini a
catturarne alcuni per rivenderli ai
devoti.
Verso sera numerosi devoti della
comunità Dalit entrano nel recinto del
sacrificio e cercano di accaparrarsi il
più grande numero possibile di carcasse
di animali.
Armati di coltelli affilati ne rimuovono
la pelle e le interiora poi ne tagliano
la carne per poterla mangiare. Molti
devoti sono stati visti approntare delle
cucine di fortuna nei campi. Anche la
carne guasta degli animali viene
recuperata e cucinata, altri mettono gli
intestini degli animali ad essiccare al
sole per poterli consumare durante il
mese seguente. La superstizione religiosa
rende invisibile ciò che è chiaramente
palese: i devoti non comprendono e non
ammettono che ci possano essere enormi
rischi per la salute dovuti al consumo
di carne putrefatta. Credono invece che
la loro offerta non possa essere
contaminata.
Alla fine dei due giorni del festival
l'intero paesaggio sembra un immenso
barbaro sanguinoso campo di battaglia.
Non c'è nessun riguardo per l'igiene.
Nell'arena il tanfo insopportabile delle
carcasse in decomposizione invade l'aria.
Al di fuori di questa i campi sono
coperti di escrementi umani oltre che
dei resti inutili delle carcasse gli
stomaci le interiora e moltissime teste.
Una ruspa passa sui campi e raggruppa
tutti questi rifiuti gettandoli dentro
una fossa a cielo aperto.
I bambini che assistono a questo
massacro di massa sono spesso
terrorizzati. Molti sono stati visti
piangere e tremare dalla paura. In un
ospedale psichiatrico in Nepal Agita Pandei,
una studentessa di medicina e
attivista per i diritti animali, ha
incontrato un bambino di 11 anni
seriamente affetto da depressione,
I suoi parenti le hanno raccontato che
non aveva più proferito parola
dopo aver assistito al terribile
massacro di Gadhimai. Che impressione può
lasciare nella mente dei bambini
la visione di questo massacro compiuto a
sangue freddo? Quale associazioni di idee
può essere fatta tra brutale violenza e
religione? Quali sono gli effetti che
questa violenza genera? Quali sono le
conseguenze per la società?
Il festival di Gadhimai è oggi diventato
una festa che raccoglie una moltitudine
di masse provenienti dai vicini villaggi
e soprattutto dagli stati indiani
confinanti.
Nonostante sia ufficialmente bandita la
vendita di alcolici durante il festival
questi si possono liberamente acquistare
a 20 o 30 rupie a bottiglia. Forse per
alcune donne che sperano di avere un
figlio maschio dalla dea questo festival
si può ancora definire sacro. Ma per la
maggior parte dei partecipanti più di un
milione di persone
questo festival è solo un'occasione per
riunirsi e divertirsi. Il massacro degli
animali nell'area adiacente al tempio è
la maggiore attrazione per la folla
completamente desensibilizzata e può
essere addirittura visto su grandi
schermi tv nel villaggio.
Animal Equality India già dai primi
mesi del 2014 ha lavorato
instancabilmente sul sacrificio animale
del festival di Gadhimai. Ad aprile 2014
i nostri sforzi hanno permesso di
ottenere dal governo indiano un
regolamento per limitare al minimo il
passaggio degli animali attraverso il
confine con il Nepal
durante il mese di novembre. In ottobre
proteste internazionali organizzate
davanti alle ambasciate di India,
Spagna, Germania e Italia hanno spronato il
governo indiano ad emettere questo
regolamento. Precedentemente Animal
Equality India aveva incontrato
l'ispettore generale del dipartimento di
polizia del Bihar e il vice ispettore
generale della polizia di confine del
Bihar per avere il permesso di potervi
assistere durante l'espletamento dei
controlli sul confine. Il confine tra il
Bihar e il Nepal è lungo oltre 625 km è
aperto per tutta la sua lunghezza e il
90 per cento dei visitatori del festival
di Gadhimai proviene dall'India
la località organizzata per la
quarantena degli animali posta entro i
confini del Nepal è rimasta
completamente deserta. È stato appurato
che durante il festival gli animali non
sono stati ispezionati ne visitati in
violazione delle leggi che riguardano la
salute animale e le regole di
macellazione in Nepal.
Grazie al governo indiano Animal
Equality e altre organizzazioni e attivisti
il festival di Gadhimai del 2014 ha
visto un decremento degli animali
sacrificati del 70 per cento. Secondo
alcuni rapporti il numero totale di
animali sacrificati al festival nel 2014
è stato di circa 30 mila individui.