Resistenza passiva – Report 29/05/2016
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http://www.report.rai.it - Di Sabrina Giannini. Da Obama a Lorenzin, la politica mondiale non fa che evocare lo spettro dell'apocalisse antibiotica e il sopravvento di alcuni batteri che annienteranno la popolazione. Ma la politica, al di là degli annunci, cosa sta facendo, realmente, per sradicare il problema alla radice? Poco o niente. Per esempio non si mette in discussione una delle cause principali: gli allevamenti intensivi dentro cui finisce il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo.
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Transcript (Italian — it)
Zona protetta in biosicurezza.
Lì si vede una trappola di topi. Op! È
qui al topo. Eccola, eccola, eccola sul
sull'animale.
Guarda come due tre. Beh, insomma, per
essere un luogo protetto da biosicurezza
non è male. Sono gli unici animali
liberi qua dentro di muoversi. Tutti gli
animali hanno comunque un'escoriazione
grave.
Io rischio facendo così.
No, lei non rischia facendo così. Se ci
mette un dito dentro rischia.
Ah, se ci mette un dito Quindi non lo
metto.
Non volano i batterie, eh.
Ah, non volano.
Non volano.
La resistenza agli antibiotici è un
problema grave che va affrontato.
Più grave di Zizza, per esempio, che
invece è sulle prime pagine,
più grave di virus Zeca.
Infatti il virus trasmesso dalla zanzara
non è entrato nel nostro paese, mentre
ogni giorno 15 italiani muoiono per
un'infezione talvolta evitabile. Troppo
facile scaricare la colpa su quei sei
batteri diventati quasi invincibili
all'attacco degli antibiotici, visto che
altri paesi stanno limitando i danni. La
dimensione del problema esce in modo
allarmistico solo sui giornali esteri,
ma non esce in modo allarmistico da noi.
Prevedete nel 2050 10 milioni di morti,
no?
L'Italia in rosso come il Portogallo e
come la Grecia. e come altri paesi
dell'Est. Comunque siamo in compagnia
coi paesi dell'Est.
Questa è un'emergenza sanitaria, secondo
lei?
La resistenza è assolutamente sì. Nella
solita Italia macchia di leopardo ci
sono anche i campioni, come l'equipe
dell'ospedale di Rimini premiata
dall'Organizzazione Mondiale della
Sanità per come gestisce il rischio
infettivo a partire da un severo
controllo del personale educato a
ridurre la trasmissione dei batteri.
Queste sono le colonie di microrganismi
che crescono sulle nostre mani.
Quante volte in una in un turno di
lavoro si deve lavare le mani? in una
terapia intensiva è capace di arrivare a
60-70 volte.
Apri grande.
Fuori la lingua. Bene. A grande. Fuori
la lingua. Bravissima. Come sei stata
brava. Oh, guarda bene. Visto? Una riga
rossa è negativo. Negativo vuol dire che
non c'è il battere negativo, lo stretto
cocco e quindi non bisogna dare
antibiotico.
Quindi vuol dire che è di che
è dovuto a un fatto virale, ha una
malattia virale che dura qualche giorno
la febbre e se ne va da sola. La
prescrizione impropria di antibiotici è
la ragione principale della diffusione
dei batteri resistenti.
Tonnellate di antibiotici servono per
sostenere il sistema degli allevamenti
intensivi. I batteri che hanno acquisito
la capacità di resistere sono così più
difficili da sconfiggere quando ci
infettano. Alcuni di questi microbi,
infatti sono in grado di trasferirsi
dall'animale all'uomo anche solo
attraverso il contatto. Sono soprattutto
i batteri contenuti negli intestini
degli animali a preoccupare gli
studiosi. Ma quali controlli vengono
fatti dalle autorità sanitarie sui
prodotti in vendita?
Per esempio, io avvicinandomi così tanto
a questo piccolo maialino, posso essermi
contagiata? Ha toccato il naso, quindi
probabilmente
sì.
[Musica]