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La convinzione che il formaggio cresca sugli alberi


Un recente studio inglese che ha coinvolto 27.500 bambini britannici tra i 5 e 16 anni, condotto dalla British Nutrition Foundation, porta alla luce un dato che forse non dovrebbe poi sorprendere così tanto: un bambino su dieci ritiene che il formaggio cresca direttamente sugli alberi, che il latte nasca in bottiglia, che i bastoncini di pesce in realtà siano di pollo o ancora, che uno degli ingredienti della pasta sia la carne.

Del resto non c’è molto da meravigliarsi. In una società sempre più stretta tra i confini urbani, dove gli animali, ad eccezione di cani, gatti e quelli cosiddetti da compagnia, o sono confinati negli zoo o nei banconi frigorifero dei supermercati, è comprensibile come diventi sempre più difficile associare il cibo che si mangia all’individuo da cui proviene. In realtà il “collegamento” per loro sarebbe molto più semplice e spontaneo, se solo glielo si consentisse. E’ noto infatti come la maggior parte dei più piccoli davanti a crudeltà perpetrate sugli animali si indignino e si scandalizzino. Quante volte abbiamo sentito di bambini che sono rimasti traumatizzati dopo aver scoperto che il pezzo di carne che si trova nel piatto apparteneva all’animale che si è visto crescere (nella fattoria dei nonni ad esempio). Ma si fa in modo che quello che succede agli animali prima che diventino carne non si conosca e così spariscono per materializzarsi poi in filetti di pollo dorati da sgranocchiare, che nulla hanno a che fare, almeno nella forma, con l’individuo da cui traggono origine. Oppure si trasformano miracolosamente  in pezzi di formaggio che misteriosamente crescono sugli alberi o in veli di prosciutto che finiscono direttamente nel banco frigo. Le confezioni di questi “prodotti” riportano nella maggior parte dei casi immagini colorate e rassicuranti, dove gli animali praticamente non compaiono, e quando ci sono, vengono ritratti sereni e felici.

Il video che sta circolando in rete in questi giorni rappresenta la chiara testimonianza di quanto detto fino ad ora.


Fonti


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