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Animal Equality davanti alla Corte di Giustizia UE per fermare le gabbie

Febbraio 10, 2026

Il 5 marzo 2026 come Animal Equality, insieme alle altre organizzazioni coinvolte e al Comitato dei cittadini End the Cage Age, saremo auditi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, che esaminerà lo storico ricorso legale “End the Cage Age”.  

Si tratta di una fase cruciale per i diritti degli animali in Europa e non solo: interverremo con determinazione per ricordare alla Commissione europea che deve rispettare gli impegni presi per attuare le proposte di divieto delle gabbie in tutti gli allevamenti europei.

Immagini rappresentative di galline ovaiole allevate in gabbia

Cosa ci attende alla Corte di giustizia dell’Unione europea

Presso la Corte di giustizia UE, in Lussemburgo, porteremo la voce dei 300 milioni di animali ancora rinchiusi nelle gabbie. Come Animal Equality, insieme a LAV ed Eurogroup for Animals, siamo infatti stati ammessi a partecipare alla seduta in qualità di ‘intervener’ al ricorso contro la Commissione europea. 

Lo storico ricorso ha origine dall’Iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age che chiedeva alla Commissione europea di proporre una legislazione per eliminare gradualmente le gabbie negli allevamenti dell’UE. Sottoscritta da oltre 1,4 milioni di cittadine e cittadini europei e sostenuta da una coalizione di 170 associazioni coordinata da Compassion in World Farming, l’Iniziativa è stata un vero successo. 

In risposta a questa Iniziativa, nel 2021 la Commissione europea si è impegnata a presentare una proposta legislativa per vietare l’uso delle gabbie entro il 2023. Impegno a cui l’esecutivo europeo però è finora venuto meno.

Per questo motivo, durante l’udienza di marzo, esprimeremo davanti alla Corte la necessità di fare un passo avanti per gli animali, senza ulteriori ritardi.

Conigli rinchiusi nella gabbie strette in un allevamento

Un passo storico per gli animali

Nel gennaio 2025 Animal Equality, insieme a Eurogroup for Animals e LAV, è stata ammessa a intervenire al ricorso in qualità di ‘intervener’ in quanto danneggiata dalla promessa non mantenuta dell’esecutivo europeo.

Il messaggio che porteremo davanti alle istituzioni è chiaro: la Commissione UE deve rispettare l’impegno legalmente vincolante che ha assunto nel 2021, presentando una tempistica chiara e ragionevole per la proposta legislativa sul divieto dell’utilizzo delle gabbie per tutte le specie allevate. 

Il momento è decisivo non solo per il futuro degli animali allevati, ma anche perché si tratta del primo ricorso nella storia dell’Unione europea in cui la Commissione europea è chiamata a rispondere della propria inazione in merito a un’Iniziativa dei cittadini europei. 

Proprio in Europa, la maggior parte dei cittadini ritiene che gli animali non dovrebbero essere allevati in gabbie individuali. La percentuale è pari all’89% in tutta l’UE (circa 400 milioni di persone) e in Italia è ancora maggiore: il 91%. 

Eppure oggi oltre 300 milioni di animali tra maiali, galline, conigli, oche, vitelli, quaglie e anatre soffrono ancora rinchiusi in gabbia negli allevamenti dell’Unione europea. Contribuire a fermare questa sofferenza è possibile ogni giorno attraverso scelte alimentari consapevoli: adottare un’alimentazione responsabile è il primo passo in questa direzione!

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