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Dal Regno Unito all’Italia la macellazione clandestina dei cavalli continua

Febbraio 9, 2026 Aggiornato: 9 Febbraio 2026
Cavallo in un macello spagnolo
Cavallo appeso in un macello spagnolo

In Europa i cavalli sfruttati nel settore ippico vengono ancora oggi macellati clandestinamente tra atroci sofferenze. È successo ancora una volta in Inghilterra, dopo gli scandali denunciati negli anni scorsi all’interno di uno dei mercati delle corse di cavalli più redditizi a livello internazionale, quello del Regno Unito.

Ma non solo. In Italia la crudele macellazione dei cavalli prosegue, anche quando questi animali non potrebbero assolutamente essere uccisi a scopo alimentare. 

Cosa ha scoperto Animal Aid

Nel 2025 in Inghilterra sono stati macellati 317 cavalli provenienti dal circuito delle corse ippiche. Di questi, 186 avevano addirittura meno di 5 anni di età: erano cioè animali ancora giovanissimi, ma già mandati a morire per il profitto dell’industria. 

Inoltre 303 cavalli provenivano dall’Irlanda: questo significa che con ogni probabilità hanno affrontato un viaggio lungo e straziante prima di esalare l’ultimo respiro nei macelli inglesi. 

Lo denuncia Animal Aid, che ha raccolto queste importanti informazioni tramite una richiesta di accesso agli atti ottenuta dalla Food Standards Agency del paese. Secondo l’associazione inglese per i diritti degli animali:

Questa cifra è molto preoccupante e mostra un netto aumento rispetto al 2024, quando tra gennaio e giugno furono macellati in Inghilterra 107 cavalli con passaporti del settore delle corse.

I dati raccolti da Animal Aid rispecchiano quelli del 2024, quando 538 cavalli da corsa irlandesi furono macellati in Inghilterra a seguito della chiusura dell’unico macello autorizzato in Irlanda, Shannonside Ltd, per via delle attività criminali scoperte al suo interno.

La macellazione clandestina in Italia

Guardando all’Italia, i casi di abuso su questi animali non mancano. Di recente i Nas di Perugia hanno svelato un sistema criminale diffuso sul territorio nazionale che ha manipolato la Banca Dati Nazionale degli Equini dal 2023.

L’obiettivo? Sottrarre numerosi animali registrati per mandare al macello cavalli per la maggior parte non destinabili al consumo alimentare, perché trattati con farmaci non adatti al consumo umano. Il trasporto di questi animali avveniva in condizioni critiche, senza adeguati controlli sanitari e vendendo sul mercato carne equina potenzialmente pericolosa per la salute delle persone.

Purtroppo questa procedura è comune a causa di molti fattori: lacune nella legge italiana, scarse tutele dedicate e un monitoraggio debole in materia di equidi permettono di “far sparire” i cavalli dai registri, spesso senza che i responsabili vengano individuati.

Come Animal Equality ci siamo costituiti parte civile nel maxi processo sulla macellazione clandestina avviato presso il Tribunale di Perugia e crediamo che porre fine alla crudeltà sugli equidi sia possibile una volta per tutte vietando la loro macellazione.

La petizione che abbiamo rivolto al Governo per chiedere di compiere questo fondamentale passo avanti ha raccolto migliaia di firme a sostegno di questo intervento e tante sono le proposte di legge depositate finora in Parlamento.

Non smetteremo di batterci finché l’uccisione dei cavalli sarà solo un brutto ricordo. Intanto ognuno di noi può fare la propria parte per gli animali scegliendo un’alimentazione compassionevole e rispettosa, insomma 100% vegetale.

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