Animal Equality presenta il suo contributo alla Strategia UE per l’allevamento
Animal Equality ha presentato il suo contributo formale alla “Richiesta di contributi” della Commissione europea sulla Strategia UE per l’allevamento, chiedendo che il benessere animale sia un obiettivo centrale e vincolante e che la strategia non sia plasmata dallo stesso squilibrio di accesso che ha caratterizzato gli ultimi 15 mesi di politica in materia di benessere animale.

In cosa consiste esattamente questo processo?
Questa “Richiesta di contributi” è una procedura formale con cui la Commissione europea chiede pareri attraverso il suo portale “Have Your Say”. Si tratta di una fase tecnica in cui singoli individui, industria, esperti e organizzazioni come Animal Equality possono presentare contributi per supportare la definizione di politiche future.
La nostra partecipazione è fondamentale, poiché la situazione politica è preoccupante. Il Programma di lavoro 2026 non include le modifiche legislative promesse e la Commissione si sta concentrando solo su una serie di linee guida anziché su una legge vincolante che aveva promesso.
Il benessere animale dovrebbe essere pienamente integrato nella politica zootecnica dell’UE come risorsa strategica, piuttosto che come onere normativo, garantendo che gli impegni politici si traducano in azioni misurabili, applicabili e vincolanti: ci battiamo affinché la tutela degli animali non venga dimenticata in un documento che attualmente si concentra principalmente sui profitti dell’industria.

Il contesto di questo contributo
Questo intervento giunge a poche settimane dalla pubblicazione da parte di Animal Equality di un’analisi di 708 incontri pubblici tenuti dai due commissari europei responsabili del benessere animale, Olivér Várhelyi e Christophe Hansen, compresi i rispettivi uffici, tra dicembre 2024 e marzo 2026.
I dati rivelano una realtà sconcertante: secondo i registri di trasparenza, l’industria zootecnica ha discusso di benessere animale con loro oltre 46 volte, mentre con le organizzazioni per la protezione degli animali si sono incontrate solo 7 volte.

Questo squilibrio nell’accesso non è solo una questione di trasparenza; è una questione politica. La strategia per il settore zootecnico viene elaborata in un contesto in cui l’industria ha avuto quasi 7 volte più accesso ai decisori rispetto a coloro che difendono gli animali. Questo contributo rappresenta il nostro intervento formale in tale processo.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia
Trasparenza e responsabilità
Animal Equality ha presentato richieste formali di accesso ai documenti degli uffici di Hansen e Várhelyi l’11 marzo 2026. La Commissione ha prorogato la scadenza della sua risposta a fine aprile, adducendo la necessità di consultare “terze parti” – il che implica la consultazione di diversi dipartimenti – confermando così l’esistenza dei documenti pertinenti.
È fondamentale notare che questa nuova scadenza coincide con il dibattito in plenaria del Parlamento europeo (27-30 aprile) riguardo alla possibilità che la Commissione mantenga finalmente l’impegno di rivedere la legislazione sul benessere degli animali e di vietare le gabbie.

La transizione è già in atto
Il mercato e le politiche pubbliche stanno già facendo progressi:
- In Spagna, il 73% delle aziende impegnate ha segnalato progressi nel 2024 e il governo ha integrato i requisiti per l’allevamento senza gabbie in tutti gli appalti pubblici;
- In Italia, il 66% della produzione di uova proviene già da allevamenti senza gabbie.
Mentre la Commissione continua a dibattere su “costi e redditività”, il mercato ha già dato la sua risposta. Tuttavia, la legislazione UE è in ritardo.

Le nostre richieste
La Commissione ha già assunto impegni chiari attraverso l’iniziativa “End the Cage Age”, la strategia “Farm to Fork” e la Visione per l’agricoltura e l’alimentazione. Entrambi questi documenti includono impegni espliciti per la revisione della legislazione sul benessere animale. La strategia per l’allevamento deve preservare e rafforzare questi impegni, anziché annacquarli all’interno di un quadro non vincolante, in linea con le evidenze scientifiche e le aspettative del pubblico.
Le strategie non legislative non garantiscono risultati. La Commissione aveva promesso proposte entro la fine del 2023, ma non sono mai arrivate. Il Programma di lavoro 2026 non prevede il divieto delle gabbie. Senza un seguito legislativo vincolante, questa strategia rischia di diventare l’ennesima promessa non mantenuta, la quinta in cinque anni.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia
Animal Equality chiede che nella revisione legislativa del 2026 siano incluse tre misure specifiche:
- L’eliminazione graduale delle gabbie;
- Il divieto di abbattimento dei pulcini maschi, una pratica che colpisce quasi 330 milioni di pulcini all’anno negli incubatoi dell’UE;
- L’eliminazione dell’alimentazione forzata nella produzione di foie gras, una misura formalmente richiesta da 40 eurodeputati di 15 paesi diversi.

Anche tu puoi dare il tuo contributo e far sentire la tua voce.
Sebbene l’industria abbia accesso diretto ai commissari e ai loro uffici, il tuo contributo può far pendere la bilancia a favore della maggioranza. Puoi contribuire a raggiungere trasparenza e responsabilità. Puoi fare in modo che la tua voce abbia più peso del denaro.
La tua azione è un duro colpo per coloro che cercano di nascondere la sofferenza degli animali.
Firma la nostra lettera aperta e chiedi alla Commissione di mantenere la parola data: basta gabbie e basta uccisione dei pulcini maschi. Basta animali ignorati.

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