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Pulcino sotto l'ala di una gallina
Galline bianco
Notizia

Anche l’ultimo gruppo di supermercati in Italia abbandona le uova in gabbia

Settembre 14, 2026
Alice Dominese

Finalmente ci siamo. Gruppo VéGé, l’ultima grande azienda della distribuzione alimentare rimasta in Italia a non avere un impegno per le uova cage-free, ha scelto di pubblicare un impegno a non rifornirsi di uova provenienti da allevamenti di galline allevate in gabbia. 

È un passaggio cruciale, raggiunto grazie al dialogo costante che la nostra organizzazione ha portato avanti con l’azienda: con questo impegno si completa di fatto la transizione per le uova cage-free in Italia, riducendo la sofferenza di milioni di galline. 

Gallina libera

Un cambiamento che non si può fermare

Con il proprio impegno pubblico Gruppo Végé si unisce a Carrefour, Esselunga, Iper, Aldi, Bennet, Conad, Coop, Despar, Gruppo Selex, Lidl e Unes, aziende che non solo hanno adottato pubblicamente l’impegno cage-free, ma che nella maggior parte dei casi hanno anche concluso la conversione. 

Nel caso di Gruppo Végé, le modifiche alle pratiche di approvvigionamento saranno introdotte gradualmente nei prossimi anni, con l’obiettivo di eliminare completamente l’approvvigionamento da allevamenti in gabbia entro il 2026 per le uova fresche a marchio proprio e per le imprese associate entro il 2034.

In particolare, Gruppo Végé si impegna a utilizzare esclusivamente uova provenienti da sistemi di allevamento senza gabbie, escludendo anche i sistemi combinati. Si impegna inoltre a rendicontare pubblicamente, con cadenza annuale, i progressi verso il raggiungimento dell’obiettivo, indicando la percentuale di conversione alle uova provenienti da allevamenti senza gabbie. 

Secondo le stime, questo impegno pubblico avrà un impatto su oltre 1,4 milioni di galline ovaiole all’anno a partire dall’implementazione.

loveveg

Insieme per gli animali

L’impegno di Gruppo VéGé è fondamentale e arriva dopo anni di confronto guidato dalla nostra organizzazione. Intanto, la scelta dei supermercati si accompagna all’iniziativa del Fondo per la transizione cage-free prevista dalla legge di bilancio 2026, con cui il Governo italiano per la prima volta dedica dei finanziamenti all’abbandono delle gabbie riconoscendo la necessità di ridurre progressivamente il loro uso negli allevamenti nazionali. 

Come ampiamente documentato in vent’anni di investigazioni da Animal Equality, da altre organizzazioni per i diritti degli animali e da istituti di ricerca, l’allevamento in gabbia provoca alle galline ovaiole stress, fratture ossee e ferite a causa del sovraffollamento e del contatto prolungato con le sbarre. 

La reclusione in gabbia impedisce a questi animali di compiere anche i movimenti più naturali, come distendere completamente le ali e compiere bagni nella polvere. La loro sofferenza può e deve finire: sostieni il nostro lavoro e aiutaci a porre fine alle gabbie. 

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