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13 anni di inchieste nei macelli: il nostro lavoro per fermare la crudeltà di questi luoghi


Animal Equality porta avanti da oltre 13 anni investigazioni sotto copertura nei macelli in tutto il mondo rivelando tutte le crudeltà compiute sugli animali. 

Tra i luoghi dello sfruttamento animale, i macelli sono i meno accessibili al mondo, quei luoghi dove fino alla fine gli animali sono sottoposti alle crudeltà più efferate, ed è per questo che l’industria della carne si impegna tanto nel voler tenere nascosto ciò che accade dietro le loro porte.

Lì dove la televisione e i media non hanno accesso, arrivano però le telecamere dei nostri investigatori.

I macelli di tutto il mondo nascondono una realtà atroce e dolorosa: miliardi di animali come maiali, mucche, vitelli, polli, galline, conigli, pecore e pesci vengono uccisi brutalmente, ogni giorno, senza alcun rispetto per la loro sofferenza.

I metodi di stordimento pre-macellazione raramente vengono rispettati o comunque risultano spesso inefficaci.

Agli animali sono inflitte continue crudeltà: una vita di miseria e dolore che si conclude con una morte dolorosa, a volte quando sono ancora pienamente coscienti.

Questo succede per via delle strutture inadeguate e delle continue violazioni delle leggi esistenti riguardanti il benessere animale, che non vengono punite adeguatamente e che permettono agli operatori e alle aziende di perpetrare i maltrattamenti sugli animali.

Il team internazionale di Animal Equality documenta da diversi anni i macelli a livello globale, documentando le crudeli pratiche che l’industria della carne nasconde ai suoi consumatori: Messico, Brasile, Spagna, Gran Bretagna, ma anche e soprattutto Italia, paese dove abbiamo rilasciato ben 10 inchieste su 19 svolte a livello internazionale.

Guarda l’ultima inchiesta che abbiamo condotto in un macello di maiali in Messico:

Dal 2017 in Italia abbiamo lanciato una campagna che ha raccolto tantissime firme, chiedendo cambiamenti radicali ma attuabili e necessari, perché i macelli italiani ad oggi sono terra di nessuno. 

È un tema che affrontiamo da molto tempo in più paesi in maniera sinergica, per questo abbiamo lanciato, proprio in questi giorni, una campagna simile anche in Spagna

Non esistono macelli “giusti”, ma come Animal Equality vogliamo batterci per mettere fine alle violenze e ai maltrattamenti anche durante la macellazione, costringendo l’industria a cambiare quelle pratiche crudeli e ingiuste e per fare in modo che i maltrattamenti siano davvero puniti.

Per questo abbiamo deciso di testimoniare cosa accade in questi luoghi e ci spingiamo oltre la denuncia pubblica, lavorando a più livelli sia localmente che a livello internazionale.

Il nostro lavoro a livello europeo

Facciamo pressione politica sulle Istituzioni per migliorare la legislazione in tutta Europa, lavorando a stretto contatto con le altre organizzazioni per la protezione degli animali.

Il nostro obiettivo – soprattutto insieme al gruppo di interesse di cui siamo membri attivi Eurogroup for Animals –  è quello di creare strategie e sinergie comuni all’interno dell’Unione europea, per rendere le leggi sulla macellazione più adeguate e meno crudeli e cancellare pratiche barbare come le deroghe allo stordimento per la macellazione rituale.

Ci sono regioni dove dei primi, importanti passi sono stati mossi nella giusta direzione proprio grazie al lavoro di pressione politica delle organizzazioni che si occupano di diritti degli animali.

La Regione belga delle Fiandre, per esempio, grazie al lavoro di pressione portato avanti dall’associazione GAIA, ha vietato ogni deroga alla macellazione senza stordimento, anche in caso avvenga con i metodi prescritti dai riti religiosi. 

Questo divieto nasce dall’esigenza di garantire ad ogni animale il diritto, seppur minimo, di essere protetto da ulteriori sofferenze oltre a quelle a cui già è condannato nella fase di abbattimento.

Questa iniziativa è stata avversata da diverse istanze, tra cui associazioni religiose, che hanno spinto perché non venisse applicato questo importante cambiamento. 

A dicembre 2020 la Corte Europea ha comunicato ufficialmente che le nuove norme introdotte nelle Fiandre  non violano nessun diritto religioso e quindi ha sancito che questo divieto in UE possa continuare a rimanere valido.

Questo caso spiana la strada a livello giuridico anche ad altri Paesi dell’UE, come l’Italia. 

È per questo che stiamo lavorando su questo tema, per rendere le leggi e  gli standard per la macellazione meno crudeli in tutti i macelli d’Europa e del mondo.

Il nostro lavoro in Italia

Animal Equality si batte fin dalla sua nascita per migliorare le condizioni di vita degli animali sfruttati dall’industria alimentare e per far sì che non soffrano inutilmente.

Proprio per questo a partire da dicembre 2017 abbiamo lanciato una petizione rivolta al Ministero della Salute e al Ministero dell’Agricoltura per chiedere che vengano introdotte norme più severe volte a regolare questi luoghi spesso poco controllati.

Mucca macello animali

Infatti, i crimini all’interno dei macelli italiani sono incentivati sia dall’assenza di controlli severi, sia dalla mancanza di conseguenze penali concrete per chi infrange la legge. 

Al Governo italiano abbiamo chiesto anche l’abolizione di ogni deroga allo stordimento durante la macellazione

In Italia mancano conseguenze penali concrete per chi infrange le norme che regolano la macellazione, infatti al momento esistono solo sanzioni amministrative per chi viola le prescrizioni sulle procedure ufficiali, che nei casi più gravi prevedono la pena pecuniaria – ridicolmente irrisoria – di 6.000 euro.

La petizione che abbiamo lanciato ha raggiunto un traguardo importante: sono oltre 260.000 le persone che si sono unite ad Animal Equality per chiedere alle istituzioni un impegno concreto.

Abbiamo presentato al Parlamento una prima proposta di legge, nel 2019, per chiedere proprio la cancellazione delle deroghe allo stordimento degli animali nella fase di macellazione. Ma non vogliamo e non possiamo fermarci qui. 

La nostra inchiesta in un macello a Cremona

Quest’anno abbiamo rilasciato una nuova inchiesta, e ciò che abbiamo documentato presso Zema Srl, un macello industriale di maiali in Lombardia, nella provincia di Cremona, è un chiaro esempio di come sia necessario non fermarci nel nostro lavoro di investigazione.

Guarda la nostra inchiesta nel macello Zema di Cremona: 

All’interno di questo macello – di proprietà di una famiglia molto conosciuta della zona – abbiamo ripreso scene di grande sofferenza e condotte gravissime da parte degli operatori, in pieno contrasto con la normativa di benessere animale.

A seguito della pubblicazione dell’indagine, Animal Equality ha depositato tre denunce presso la Procura di Cremona e presso l’AGCM – Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato – per pubblicità ingannevole da parte della stessa azienda. La Procura di Cremona ha citato in giudizio il proprietario fissando la prima udienza. 

Alla Procura abbiamo presentato la prima denuncia per crudeltà ingiustificate, maltrattamenti e mancato rispetto degli standard minimi di protezione del benessere animale richiesto dalla normativa europea, mentre nella seconda ci siamo concentrati sullastruttura, che a partire dal suo assetto e dalla sua conformazione non permette di evitare sofferenze aggiuntive ai maiali, lasciandoli in condizioni pessime e inadeguate dall’inizio alla fine della loro prigionia. 

Con questo lavoro abbiamo scosso non solo l’opinione pubblica, ma anche la giunta lombarda, e andremo sempre più in profondità della questione, per capire cosa stiano facendo le Istituzioni regionali e nazionali.

Una nuova prova di quanto sia urgente e indispensabile una riforma delle attuali leggi in vigore, attraverso la nostra petizione nello specifico chiediamo che: 

  • Venga annullata gradualmente, ma in via definitiva, qualunque deroga riguardante la procedura di stordimento.
  • Venga resa obbligatoria l’installazione delle telecamere a circuito chiuso (CCTV) nei macelli come deterrente per le infrazioni. Gli atteggiamenti criminali nei confronti degli animali, infatti, sono incentivati anche dall’assenza di controlli severi.
  • Venga rinforzato il sistema di controlli atti ad identificare e denunciare alle autorità competenti qualunque forma di maltrattamento sugli animali; anche in questo caso, infatti è probabile che gli atteggiamenti criminali e i maltrattamenti siano incentivati dalla mancanza di conseguenze penali concrete per chi viola le prescrizioni.

Puoi aiutarci anche tu ad ottenere questi cambiamenti per costruire un futuro più giusto per gli animali che ancora oggi vengono condannati a finire nei macelli. 


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