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4 motivi per cui gli allevamenti intensivi sono il peggior nemico del pianeta Terra


Domani, 22 aprile, si festeggerà la giornata mondiale della Terra. Potrebbe essere un ottimo momento per affrontare una seria discussione sullo stato di salute del nostro pianeta e per prendere decisioni importanti per il suo futuro.

Il nostro pianeta non sta bene e la ragione principale di questo pessimo stato di salute è, ormai è chiaro a tutti, la cattiva condotta dell'uomo.

Il paradigma per cui le risorse sono infinite e gli effetti delle nostre azioni su questa terra saranno visibili solo fra centinaia di anni ormai non regge più: sappiamo che stiamo costantemente distruggendo il nostro habitat e ne abbiamo la riprova ogni giorno.

Se abbiamo a cuore il futuro del mondo in cui viviamo, è giunto il momento di fare delle scelte coraggiose ed invertire la rotta.

 

C'è però una notizia positiva: la scelta più potente che tu possa fare per invertire questa rotta è a portata di "pasto"!

Sì, hai letto bene, come scoprirai fra poco con 4 semplici dati, la tua dieta è l'arma più potente che hai in mano per salvare o uccidere la Terra.

Fai la scelta giusta.

 

 

L'intero settore dei trasporti produce solo il 13% dei gas ad effetto serra attuali. Agli allevamenti intensivi è imputabile una percentuale pari al 18%. In più, oltre alla CO2 ed al metano, gli allevamenti intensivi sono responsabili del 65% di tutte le emissioni di ossido di azoto prodotte dall'uomo – un gas serra con 296 volte il potenziale di riscaldamento globale dell'anidride carbonica e che rimane nell'atmosfera per oltre 150 anni.

 

L'acqua è sinonimo di vita ed è proprio per questo che è un bene così prezioso. Ad oggi l'accesso all'acqua potabile diventa però sempre più difficile vista l'inarrestabile crescita della popolazione mondiale. L'allevamento intensivo è responsabile di una percentuale tra l'80 ed il 90% del consumo d'acqua mondiale.

Un altro patrimonio ecologico del nostro pianeta sono le foreste. Fra queste, le foreste pluviali sono considerate il vero e proprio polmone della Terra. Ogni secondo, tagliamo circa 1-2 acri di foresta pluviale e la causa principale di questa distruzione sono gli allevamenti intensivi: gli alberi vengono tagliati per fare spazio alle colture dei mangimi destinati agli animali.

 

 

È stato calcolato che ogni secondo perdiamo circa 137 specie di piante ed animali a causa della distruzione della foresta pluviale. Questa cosa rappresenta un problema perché è proprio la biodiversità e la conservazione degli habitat che garantisce la stabilizzazione del clima, l'assesto idrogeologico, il mantenimento delle barriere alla diffusione di agenti patogeni e parassiti, la formazione del suolo, la fotosintesi, il reciclo dei nutrienti ed il mantenimento della qualità dell'acqua.

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