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Animali nella Costituzione italiana: parlano i legali


La proposta di legge che introduce la tutela dell’ambiente e degli animali nella Costituzione è stata approvata dalla Camera dei deputati proprio l’altro ieri.

La riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione rappresenta uno step importante per la tutela dei diritti di tutti gli animali, compresi quelli allevati a scopo alimentare.

Ma cosa è cambiato nello specifico? Vediamolo insieme.

Questa la formulazione dell’articolo 9 prima delle modifiche:

1. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

2. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

E di seguito la nuova formulazione:

1. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

2. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

3. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.

Alessandro Ricciuti, Presidente di Animal Law Italia, associazione composta da un gruppo di professionisti che si impegna affinché gli animali siano presi in considerazione e tutelati dalla legge, ha commentato così:

“Questo risultato, oltre ad avere un importante valore simbolico, rappresenta un enorme passo in avanti per la nostra civiltà giuridica. Noi giuristi e associazioni siamo pronti ad impegnarci affinché questo strumento aggiuntivo possa riempirsi di significati concreti e cambiare le leggi a tutela degli animali.”

Abbiamo inoltre chiesto al nostro fedele avvocato Manuela Giacomini di darci la sua opinione su questo passaggio epocale. 

“Dal punto di vista giuridico si tratta di un ottimo passo avanti, o meglio, di un inizio: la salvaguardia dell’ambiente e la protezione degli animali entrano per la prima volta a far parte dei valori che fondano il nostro Stato, a tutela delle future generazioni.

L’articolo 9, in particolare, è molto importante perché rientra tra i principi fondamentali della nostra Costituzione. Fino all’altro ieri era composto esclusivamente da due commi, mentre questa riforma ha introdotto un ulteriore comma, nel quale si indica che la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche negli interessi delle future generazioni. Inoltre la legge dello Stato italiano disciplina anche i modi e le forme di tutela degli animali. Per la prima volta viene introdotto un riferimento diretto all’ambiente e agli animali. 

Gli animali non rientrano soltanto nel termine utilizzato “animali”, ma ora rientrano nel testo della Costituzione quattro volte, perché sono inclusi anche nelle parole “ambiente”, “biodiversità” ed “ecosistemi”. Da oggi la loro tutela e la loro salvaguardia fanno parte dei principi fondamentali della Repubblica. Inoltre c’è un ulteriore passo molto ambizioso: il rimando esplicito della legge dello Stato ai fini della loro tutela.

Sicuramente questa novità segue l’orientamento europeo che deriva dall’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, dove si precisa che gli animali sono esseri senzienti e gli si riconosce dignità. Non vengono più considerati alla stregua di cose, in quanto esseri capaci di provare emozioni, dolore fisico e psicologico.

Sempre l’articolo 9 della nostra Costituzione delega al Parlamento il dovere di approvare le leggi a tutela degli animali. Saranno le Camere a dover emanare la normativa che possa difendere ancora di più la fauna del nostro Paese.

La Lega Nord ha chiesto che nel testo non venisse inserito il termine animali nel suo senso più generico, ma che si facesse riferimento solo agli animali domestici, invece si è mostrata – per fortuna – una maggiore apertura, andando così a tutelare tutti gli animali, e questo è davvero importante. Non si fanno distinguo tra razze e specie, si parla di pari dignità, di pari importanza, di pari necessità di tutelarli e salvaguardarli.

L’articolo 41 invece si trova nella parte dedicata ai diritti e doveri dei cittadini, nella sezione “rapporti economici”. Fino a poco fa era composto da tre commi, mentre con la riforma sono stati introdotti alcuni incisi. In particolare la riforma introduce due nuovi limiti rispetto a quelli già esistenti legati all’iniziativa economica. Essa nel suo svolgimento non deve recare danno – e qui l’aggiunta – “alla salute e all’ambiente” e poi a seguire gli altri valori di “sicurezza, libertà, e dignità umana”.

La salute e l’ambiente vengono addirittura anteposti ai valori già presenti dando così concretezza e attuazione all’articolo 9, che menziona proprio la tutela dell’ambiente come valore primario da recuperare.

Un ulteriore inciso viene inserito nel terzo comma, dove si chiede che la destinazione e il coordinamento dell’attività economica pubblica e privata debbano avvenire non solo per fini sociali, ma anche per fini ambientali.

Ora, è ovvio che sulla carta sono passi avanti importanti, bisognerà vedere in futuro come verrà messa in pratica la tutela e la salvaguardia degli animali. Intanto si sono poste delle basi fondamentali che sicuramente ci aiuteranno, da oggi in poi, a portare i diritti degli animali davanti ai giudici, quando ci troveremo a proporre delle modifiche legislative e quando ci troveremo a sostenere determinate tesi davanti alla Magistratura.

Credo siano riconoscimenti importanti, questo è un buon primo passo che ci darà una spinta maggiore per vedere finalmente il riconoscimento degli animali come esseri senzienti e come parte attiva e importante della nostra società.”

Manuela Giacomini, avvocato specializzato in diritti degli animali


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