Cinque anni di attesa sono abbastanza: il nostro appello a Ursula von der Leyen per intervenire contro l’allevamento in gabbia
Gli animali hanno atteso troppo a lungo la fine delle gabbie in Europa. È ora di agire. Per questo abbiamo lanciato un countdown chiedendo a Ursula von der Leyen di riaffermare pubblicamente l’impegno europeo ad abolire le gabbie e l’uccisione dei pulcini maschi, senza più rinvii.
Il nostro appello, inizialmente online, è uscito dallo schermo ed è arrivato nelle strade di Bruxelles.

Il 16 settembre a Strasburgo, Ursula von der Leyen ha l’opportunità di parlare degli animali davanti a tutta l’Europa. Le chiediamo di non sprecarla. E lo facciamo in modo diretto ed esplicito mostrando manifesti giganti su dei camion in giro per Bruxelles con la scritta: “URSULA VON DER LEYEN, IL SILENZIO LI TIENE IN GABBIA. FAI SENTIRE LA TUA VOCE A FAVORE DEGLI ANIMALI”.
Senza una legge chiara, circa 300 milioni di animali continueranno a essere allevati in gabbia ogni anno in tutta l’Unione europea nonostante I cittadini europei chiedano da anni una riforma del benessere animale, e la Commissione si sia impegnata a realizzarla.
Il 16 settembre von der Leyen ha l’opportunità di affermare che quella promessa non è stata tradita.

Un discorso che rappresenta un segnale
Perché questo discorso è così importante? Il 16 settembre, Ursula von der Leyen terrà il suo discorso sullo Stato dell’Unione a Strasburgo. Non si tratta di una data simbolica, ma di uno dei momenti politici più importanti dell’anno, quando la presidente della Commissione europea delinea le priorità che daranno forma all’agenda dell’UE nei mesi a venire.
Il discorso si terrà anche poche settimane prima che la Commissione adotti il Programma di Lavoro 2027. Ciò che von der Leyen annuncerà a settembre potrebbe quindi indicare quali priorità entreranno successivamente nell’agenda della Commissione.

Ciò che non trova posto in quel discorso, in pratica, non è una priorità. Ecco perché il 16 settembre è necessario che la presidente von der Leyen ascolti i cittadini e includa gli animali nel suo discorso ricordando l’importanza della riforma del benessere animale, con la fine delle gabbie e dell’uccisione dei pulcini maschi.
Per questo, le strade di Bruxelles hanno visto circolare su dei camion che hanno percorso tutta la città il suo volto, insieme a quelli degli animali in gabbia che soffrono per i ritardi della Commissione.

Un anno di pressioni su Bruxelles
In questi mesi non abbiamo mai smesso chiedere che gli impegni per gli animali venissero rispettati. Per tutto il 2026, Animal Equality ha mantenuto alta la pressione sulla Commissione europea, mese dopo mese, insistendo affinché le promesse fatte da anni si traducessero finalmente in una reale tutela degli animali.
Lo abbiamo fatto di persona, con gabbie di gestazione davanti all’edificio Berlaymont, una protesta presso la DG SANTE e, a marzo, un’inchiesta che ha messo in luce quanto sia davvero sbilanciato l’accesso della Commissione: 46 incontri con i lobbisti dei settori della carne, dei polli e dei latticini, contro soli sette incontri con le associazioni animaliste. Si tratta di una sproporzione scandalosa che abbiamo denunciato sui media e per le strade.

Abbiamo portato la nostra richiesta a Bruxelles anche di notte, proiettando il nostro messaggio sulla facciata del Berlaymont. E lo abbiamo fatto simbolicamente, consegnando alla Commissione uno “scontrino” gigante che rappresenta i milioni di ore di sofferenza causate dai suoi ritardi.
A luglio, la Commissione ha finalmente reinserito nell’agenda le misure per l’allevamento senza gabbie. Ora la pressione si concentra su una sola persona: Ursula von der Leyen. Il 16 settembre scopriremo se userà la sua voce per onorare quella promessa o se lascerà che gli animali escano di nuovo dal dibattito.

La nostra richiesta a Ursula von der Leyen
La nostra non è una richiesta nuova, ma un appello per far mantenere una promessa da troppi anni in attesa di essere mantenuta.
Nel 2021, in seguito al successo dell’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”, sostenuta da 1,4 milioni di firme verificate, la Commissione si è impegnata a presentare una proposta legislativa per eliminare progressivamente l’uso delle gabbie.
La legislazione era attesa entro la fine del 2023. La scadenza è passata senza che la Commissione mantenesse il suo impegno. Da allora, le organizzazioni per la protezione degli animali come Animal Equality hanno continuato a fare pressione affinché quella promessa diventi finalmente legge.

Questo ritardo, anno dopo anno, giorno dopo giorno, prolunga la sofferenza di milioni di animali ed è inaccettabile: galline, maiali, conigli, vitelli, quaglie e altri animali subiscono ancora oggi la crudeltà dell’allevamento in gabbia. Molti di loro trascorrono una parte significativa, o quasi tutta, la loro vita reclusi e impossibilitati a esprimere i comportamenti naturali di base.
La stessa tabella di marcia della Commissione prevede una proposta legislativa nel 2026 e misure relative all’abolizione progressiva delle gabbie, dell’uccisione dei pulcini maschi e degli standard applicabili alle importazioni. Allora perché attendere oltre?

L’opportunità di far sentire la voce degli animali
Ursula von der Leyen deve chiarire all’Europa che la proposta legislativa sarà presentata nel 2026 e che la Commissione manterrà il proprio impegno verso l’abolizione delle gabbie e dell’uccisione dei pulcini maschi.
Le chiediamo di affermarlo pubblicamente il 16 settembre e di trasformare quelle parole in legislazione.
Il silenzio della Commissione finora ha tenuto gli animali in gabbia e ha continuato a condannare milioni di pulcini maschi appena nati a essere uccisi, perché considerati scarti dall’industria delle uova. I cittadini europei hanno espresso democraticamente la propria richiesta di fermare questa crudeltà: si sono organizzati, hanno raccolto oltre un milione di firme verificate, hanno usato gli strumenti che l’Unione europea stessa ha creato, e la Commissione ha detto loro che avrebbe agito. Ma a distanza di anni gli animali sono ancora in gabbia. Con questi manifesti mobili, a Bruxelles, chiediamo alla presidente von der Leyen di usarla per dare spazio agli animali e dimostrare che la Commissione mantiene la parola data.
Matteo Cupi, vicepresidente per l’Europa di Animal Equality
Agli animali e ai cittadini europei è stata fatta una promessa ufficiale, chiediamo solo che venga rispettata e che l’Unione Europea ponga fine alla sofferenza di milioni di esseri senzienti.

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