Oggi il Senato vota sui finanziamenti agli allevamenti di maiali, e non è una bella notizia

Sono giorni in cui si parla molto di animali anche a livello politico, ma quello che si muove sottobanco è molto diverso da ciò che si sente sui social o sulle televisioni.

Mentre tanti dicono che è giunto il momento di legiferare per tutelare maggiormente gli animali, dall’altra parte sembrerebbe che la Commissione Agricoltura del Parlamento e del Senato stiano facendo l’esatto opposto.

Secondo quanto riportato da altre tre organizzazioni per la protezione degli animali (CIWF, Enpa e LAV) il governo vorrebbe erogare al settore suinicolo – quindi agli allevatori di maiali – 5 milioni di euro in due anni dimenticando che recentemente la Commissione europea ha rilevato che il 98% degli allevamenti nel nostro paese opera nell’illegalità, praticando il taglio della coda dei maialini di routine.

Sembrerebbe che questo sia stato deciso in Commissione Agricoltura alla Camera, che nel testo di conversione del decreto-legge per il rilancio della zone agricole in crisi ha introdotto l’articolo 11bis che prevede il finanziamento al settore suinicolo italiano. Il testo è stato poi confermato dalla Commissione Agricoltura del Senato, che ha bocciato ogni proposta emendativa.


Questo significa che se il governo non interverrà con un proprio “emendamento” prima del voto in aula previsto per martedì 14 maggio, il “Rilancia-agricoltura” finirà per erogare finanziamenti a pioggia: sia agli allevamenti in linea con le prescrizioni normative sia a quelli illegali (cioè che non rispettano quello che è stato richiesto dall’Unione Europea). 

LA SITUAZIONE REALE DEI MAIALI ITALIANI

Tutto questo per altro avviene in un contesto già estremamente problematico.

Come numerose inchieste di Animal Equality e altre organizzazioni hanno documentato, le condizioni di vita e morte dei milioni di maiali allevati in Italia sono terribili.

Ogni anno in Italia vengono allevati quasi 10 milioni di maiali, che nascono nelle gabbie da parto e gestazione – in cui le madri sono costrette a vivere quasi tutta la vita – e che poi vengono fatti crescere in ambienti insalubri, ammassati gli uni sugli altri, imbottiti di antibiotici e sottoposti a mutilazioni fin da piccoli, come la castrazione senza anestesia e il taglio della coda – spesso praticato in modo indiscriminato e sistematico.

Come abbiamo mostrato anche nelle nostre investigazioni diffuse da Tg2 Italia e viste da milioni di italiani, la vita delle scrofe costrette a vivere in gabbia e dei maialini che vengono subito strappati alle madri è terribile e ingiusta.

Le immagini che abbiamo raccolto in allevamenti della Lombardia e quelle diffuse anche dalla LAV dimostrano che la situazione è diffusa, grave e richiede azioni di tutela per questi animali il prima possibile.

Tutto il contrario di quello che sta avvenendo in Parlamento oggi.