La situazione dei maiali italiani negli allevamenti è drammatica

Ieri in televisione si è parlato della condizione degli allevamenti italiani di maiali, una tragedia continua come dimostrano i video e le immagini delle organizzazioni per la protezione degli animali.

Dopo i servizi sulle nostre investigazioni realizzati dal Tg2, ieri anche l’organizzazione Essere Animali ha mostrato sul Tg2 e il Tg3 Regione quali sono le condizioni in cui sono costretti a vivere i maiali italiani, tra gabbie e sofferenze continue. 

Un’immagine raccolta degli attivisti di Essere Animali

Il servizio, trasmesso ieri sul Tg2 e sul Tg3 Regione mostra le immagini raccolte dagli attivisti all’interno di diversi allevamenti di maiali in Emilia Romagna, e svela ancora una volta le condizioni reali in cui sono costretti a vivere questi animali.

Ogni anno in Italia vengono allevati quasi 10 milioni di maiali, che nascono nelle gabbie da parto e gestazione – in cui le madri sono costrette a vivere quasi tutta la vita – e che poi vengono fatti crescere in ambienti insalubri, ammassati gli uni sugli altri, imbottiti di antibiotici e sottoposti a mutilazioni fin da piccoli, come la castrazione senza anestesia e il taglio della coda – spesso praticato in modo indiscriminato e sistematico.

“Caudectomia”, ossia il taglio della coda, pratica eseguita senza anestesia

Come abbiamo mostrato anche nelle nostre investigazioni diffuse da Tg2 Italia e viste da milioni di italiani, la vita delle scrofe costrette a vivere in gabbia e dei maialini che vengono subito strappati alle madri è terribile e ingiusta.

Le immagini che abbiamo raccolto in allevamenti della Lombardia e quelle diffuse anche dalla LAV dimostrano che la situazione è diffusa, grave e richiede azioni di tutela per questi animali il prima possibile.

Alla nostra investigazione e alle immagini della LAV sono seguiti altri dibattiti che hanno messo al centro la condizione dei maiali, animali molto più intelligenti e sensibili di quello che immaginiamo e quindi sottoposti a sofferenze terribili.

Durante la puntata andata in onda su Tg2 Post, ci siamo confrontati con le bugie dell’industria, che non vuole ammettere quanto sia inaccettabile la situazione dei maiali e delle scrofe.

Come hanno documentato tutte le organizzazioni italiane, esse infatti non possono crescere adeguatamente i cuccioli, che spesso muoiono appena nati, schiacciati dalle madri intrappolate tra le grate delle gabbie o per incuria.

I nostri investigatori hanno anche trovato maiali lasciati ad agonizzare nei corridori degli allevamenti, maialini morenti e cadaveri di cuccioli abbandonati di fianco alle madri, inermi, che non possono nemmeno girarsi, ma passano quasi tutta la vita in queste condizioni.

Per tutti questi motivi e per mettere fine alla tortura delle gabbie, Animal Equality è entrata a far parte di “End the cage age”, la coalizione europea contro le gabbie promossa da CIWF e composta da più di 140 organizzazione in tutto il continente.

Di queste organizzazioni, più di 20 sono italiane (tra queste anche la LAV). Stiamo raccogliendo firme anche in Italia per mettere fine all’era delle gabbie e per convincere le istituzioni europee di quanto sia importante e necessario cambiare e abolire per sempre questo metodo arcaico e crudele.

Per saperne di più e mettere fine all’era delle gabbie, clicca qui