Decreto Legislativo contro i reati per maltrattamento sugli animali
Il passo indietro rischia di essere enorme, cancellando i già pochi passi in avanti fatti in dieci anni. Si chiama “Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” ed è dedicato a tutte le pene detentive al di sotto dei cinque anni di reclusione.
Per far comprendere attraverso l’esempio più conosciuto: se questo decreto fosse stato approvato prima dell’inizio del processo contro l’allevamento di cani beagle destinati ai laboratori di sperimentazione, Green Hill, adesso non saremo qui a parlare di poter perseguire penalmente tale struttura. Ma non solo, sono a rischio sentenze nei confronti di cacciatori per l’uso di richiami vivi usati oltre il limite della legge, contro i gestori dei circhi denunciati per maltrattamento, contro gli allevatori a processo per le “mucche a terra”, soltanto per fare gli esempi più conosciuti. Nel 2004 la Legge 189 è stata un passo in avanti sicuramente significativo per salvaguardare gli animali, non sufficiente, ma un importante passo in avanti. Con questo decreto torneremo indietro, a prima di quel 2004. Questo decreto legislativo viene presentato come iniziativa per snellire i procedimenti giudiziari. Da cittadini di questo Paese non possiamo che essere a favore di un’esigenza del genere, ma è sicuramente possibile farlo senza permettere che qualcun’altro, come nel caso degli animali, paghi a caro prezzo questa decisione. Dobbiamo far pressione sul Parlamento e chiedere che non venga approvato lo “Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” proposto dal Governo lo scorso 1° dicembre, fino a che questo comprenderà i reati a danno degli animali.