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GLI AGNELLI UCCISI A PASQUA

Pasqua: una delle festività più attese dagli italiani per sedersi a tavola e celebrare una tradizione cardine del nostro paese, ma anche un momento dell’anno drammatico per centinaia di migliaia di agnelli che vengono uccisi in Italia.

Ogni anno nel nostro paese vengono macellati più di 2 milioni di agnelli,  di cui circa un quarto in occasione della Pasqua.

A partire dal 2013 Animal Equality Italia ha rilasciato 8 inchieste sul trasporto di animali vivi e nella maggior parte dei casi questi trasporti riguardavano proprio giovani agnelli destinati ai pranzi e alle cene pasquali e natalizie.

Dal 2018 collaboriamo con organizzazioni internazionali come Animal Welfare Foundation (AWF) e nazionali come l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) per svelare la verità sul crudele trasporto di questi animali.

agnelli-uccisi-pasqua

Tramite le nostre indagini, abbiamo denunciato gli illeciti e portato le condizioni inaccettabili a cui sono condannati questi animali sotto gli occhi dell’opinione pubblica, dei consumatori e delle istituzioni.

Viaggiare è uno dei momenti più atroci nella vita di un animale, ma il trasporto non è l’unico oggetto delle nostre indagini, perché anche negli allevamenti e nei macelli investigati in questi anni abbiamo scoperto verità scioccanti sul trattamento degli agnelli.

Non solo gli animali vengono maltrattati senza tenere conto della loro fragilità di cuccioli, il peggio è che molto spesso nei macelli le pratiche di stordimento non vengono messe correttamente in pratica.

Le conseguenze, per gli agnelli macellati senza stordimento, sono atroci. 

Al momento dello sgozzamento sono ancora svegli e pienamente coscienti di ciò che sta accadendo. L’assenza di stordimento amplifica il loro dolore e ne prolunga l’agonia.

agnelli uccisi senza stordimento

In una nostra indagine del 2017 abbiamo ripreso gli operatori del macello mentre uccidevano gli animali senza nemmeno provare a stordirli. 

E sappiamo che, purtroppo, a distanza di pochi anni le cose non sono molto diverse

Nel mondo che desideriamo per noi e per gli animali, un mondo più giusto e compassionevole, non c’è posto per questa sofferenza.

Milioni di animali in Italia continuano a morire nell’indifferenza generale, aiutaci a smascherare l’industria della carne:

PERCHÉ GLI AGNELLI VENGONO UCCISI A PASQUA?

Perché si uccide l’agnello a Pasqua?

L’agnello è il simbolo del sacrificio per eccellenza, ma se nei secoli il rito sacrificale dell’agnello pasquale è – fortunatamente – scomparso, non lo è invece la tradizione di consumare carne ovina.

Può una tradizione essere tanto crudele e comunemente accettata

A quanto pare sì.

Serve un numero disumano di cuccioli per soddisfare questa ‘irrinunciabile’ tradizione.

Gli agnelli uccisi a Pasqua sono una tradizione che si tramanda di generazione in generazione perché legata alle radici, all’identità e alla cultura. 

Non solo, ci vengono raccontate molte bugie sulla pastorizia: fin dalla nostra prima inchiesta “La breve vita degli agnelli” abbiamo svelato come l’immagine idilliaca della pastorizia e dell’industria ovina sia del tutto falsa.

La narrazione secondo cui gli animali vengono trattati con cura e rispetto non è altro che il frutto di una manipolazione per indurre i consumatori a pensare che la produzione di carne di agnello e ovini sia diversa dalle altre industrie. 

Ma la verità è che anche gli ovini subiscono maltrattamenti continui, dalla fase di allevamento fino ai viaggi infernali che li conducono al macello.

Per fortuna c’è chi non accetta questa tradizione, questa abitudine alimentata dalle pubblicità, e che decide invece di esprimere i valori di una cultura compassionevole.

UN GIORNO AL RIFUGIO

I rifugi sono luoghi di accoglienza dove gli animali vengono ospitati – senza scadenza! – e salvati da un destino di morte certa.

Qui sono liberi di vivere la loro vita, possono esplorare, conoscersi, condividere gli spazi e di esprimere i comportamenti che in allevamento sono loro negati.

Siamo andati a conoscere gli agnelli che vivono al Rifugio Miletta insieme a Bruno Bozzetto, animatore, disegnatore e regista e Andrea Capodanno, influencer di cucina vegetale.

Abbiamo parlato con loro di cosa significa seguire una dieta vegetale, ci hanno condiviso il loro punto di vista sul consumo di carne e raccontato perché hanno deciso di stare dalla parte degli animali.

Sono pochi gli agnelli così fortunati da conoscere questo tipo di felicità, perché tutti gli altri si ritrovano in tavola a soddisfare i palati di chi ancora non ha compreso che consumare carne e derivati significa sottoporre a infinite sofferenze milioni di animali.

Luoghi come il Rifugio Miletta sono spazi circoscritti, veri e propri rifugi, perché la vita fuori sarebbe impossibile.

Sono gli unici posti dove gli animali allevati a scopo alimentare sono considerati esseri meritevoli di vivere, non sono né cibo, né macchine per produrre soldi. Ma creature che meritano di vivere ed essere rispettate come tutte le altre.

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI

Andrea Capodanno

Andrea ha 26 anni ed è di Monza. La sua passione è la cucina sana, colorata e soprattutto vegetale. Condivide le sue ricette su TikTok e Instagram, portando sempre una ventata di positività alla sua community.

“Scegliere una dieta vegetale nel 2022 ormai è non facile, di più. La dieta vegetale è per tutti e fa del bene non solo a noi e al pianeta, ma in primis agli animali.”

Bruno Bozzetto

Bozzetto è uno dei più eclettici Cartoonist di ieri e di oggi. Con la sua matita ha creato celebri personaggi come il Signor Rossi e Mini & Super Vip, famosi in tutto il mondo grazie allo stile minimalista che li contraddistingue.

L’obiettivo per Bozzetto è sempre stato quello di concentrarsi sul contenuto più che sull’estetica per parlare di temi universali attraverso un approccio educativo e un’ironia graffiante apprezzata dal pubblico di ogni età.

“Attraverso il mio lavoro cerco di mettermi nei panni degli animali, di immaginare come loro possano vedere il mondo e soprattutto come possano vedere l’uomo e quello che noi facciamo loro”.

PASQUA 2022: LE NUOVE DENUNCE

Anche in questi giorni siamo stati su strada per documentare il trasporto degli agnelli e per segnalare e denunciare le violazioni alle autorità. 

Dopo due giorni di costante monitoraggio del confine sloveno per intercettare i trasportatori, il nostro team investigativo ha individuato un primo mezzo sospetto, lo ha inseguito e lo ha prontamente segnalato alle autorità competenti.

Eravamo sul confine sloveno, di prima mattina, per monitorare la situazione dei mezzi in entrata in Italia. Abbiamo avvistato un camion in arrivo dall’Ungheria.

Approfittando della sua sosta per il rifornimento, abbiamo fatto una breve ispezione e constatato che più di 500 agnelli erano stipati in 4 piani di camion, in spazi ristrettissimi.

Una volta annotate le informazioni che ci servivano per segnalare il mezzo siamo partiti al suo inseguimento.

Abbiamo richiesto l’intervento di diverse unità della Polizia stradale, che una volta giunte sul posto hanno ispezionato il camion, mentre gli animali sono stati osservati dai veterinari.

Il trasportatore, in arrivo dall’Ungheria e diretto in Abruzzo, è stato sanzionato a causa delle irregolarità riscontrate per un totale di oltre 3000 euro di multa. 

La Polizia Stradale di Trieste e le veterinarie della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia hanno riscontrato le seguenti irregolarità:

  • sistema di abbeverazione non funzionante e con perdite di acqua, ma non solo: il sistema era predisposto per suini e non per ovini, nettamente più piccoli e dalle esigenze diverse
  • sistema di monitoraggio della temperatura all’interno del veicolo danneggiato
  • spazio per gli agnelli insufficiente: gli animali non riuscivano nemmeno a stare in piedi

Il trasportatore è stato multato solo per gli ultimi due punti – il guasto al sistema di abbeverazione è stato riparato durante la sosta. 

Ma oltre a quelli riconosciuti ‘ufficialmente’ dai veterinari chiamati dalle forze dell’ordine, c’erano molti altri problemi:

  • gli animali erano di specie ed età diverse sullo stesso trasporto
  • il veicolo presentava parti metalliche e ostacoli interni, un possibile rischio per gli animali trasportati
  • gli agnelli erano in evidente stato di stress

Questo è stato il primo di due mezzi che abbiamo intercettato, segnalato e fatto sanzionare dalle autorità.

Noi continueremo a segnalare tutto, sia quello che sfugge ai controlli, sia ciò che non sempre viene rilevato dalle autorità, e soprattutto quello che non viene considerato propriamente una violazione del regolamento, ma che rappresenta una reale sofferenza per questi animali.

La seconda denuncia

Durante il secondo giorno della nostra operazione su strada abbiamo avvistato diversi camion per il trasporto di animali vivi in direzione Italia, ma vuoti.

Dopo ore e ore di attesa in una stazione di servizio – dalle 8:00 del mattino fino alle 19:30, abbiamo deciso di spostarci presso il confine tra Italia e Slovenia.

Una volta avvistato un veicolo sospetto ci siamo affiancati per poterlo osservare meglio: ci siamo immediatamente resi conto del forte odore acido proveniente dal camion. L’acidità è causata dall’urina che ricopre la lettiera, su cui gli animali sono costretti durante tutta la durata del viaggio, di oltre 12 ore. 

Alle 20:00 ci siamo messi in contatto con la Polizia di Trieste, ma essendo un orario serale, non c’erano veterinari pronti a intervenire tempestivamente

Finalmente, alle 21, il mezzo viene fermato e vengono fatti i primi controlli della Polizia stradale.

Le forze dell’ordine ci avvisano che ci vorrà almeno mezz’ora perché i veterinari giungano sul luogo.

Tra Gorizia e Trieste si estende un’area molto strategica per quanto riguarda il passaggio di trasporti di animali vivi, ma nonostante ciò durante le ore notturne lungo il confine le unità veterinarie disponibili sono ridotte.

Questo è un problema anche perché i trasporti di animali vivi dall’Ungheria arrivano al confine italiano proprio in questa fascia oraria.

Anche in questo caso, il camion segnalato disponeva di 4 piani in cui viaggiavano stipati circa 600 agnelli.

I sistemi di abbeverazione e di aerazione erano funzionanti, ma abbiamo notato che gli animali all’interno del veicolo leccavano le pareti e le sbarre, sintomo che sono molto assetati.

Al contrario degli agnelli che abbiamo osservato il giorno precedente, questi erano visibilmente più grandi, non cercavano di succhiare le nostre mani come farebbero dei cuccioli molto piccoli.

Finalmente dopo circa un’ora e mezza dalla richiesta di intervento, è arrivato il veterinario

Molti degli animali toccavano con la testa contro i piani superiori, non riuscendo nemmeno ad alzarsi in piedi.

Il trasportatore è stato sanzionato per assenza di spazio necessario sopra la testa degli agnelli e per trasporto senza opportuni divisori tra animali misti con e senza corna. La cifra totale ammonta a 2666 euro.

Il terzo giorno

Durante il nostro terzo e ultimo giorno, dopo una giornata passata a organizzare i materiali raccolti, abbiamo deciso di appostarci ancora sul confine, in un’area di servizio. 

Alle 2:10, dopo lunghe ore di attesa, è avvenuto il primo avvistamento: due camion per trasporto di bovini.  

Anche se non si trattava di agnelli ci siamo preoccupati per gli animali a bordo e abbiamo cercato di avvicinarci per valutarne lo stato. Dopo alcuni affiancamenti non siamo riusciti a riscontrare irregolarità specifiche per una possibile sanzione, perciò abbiamo scelto di non contattare le autorità. 

Gli animali, adulti, erano agitati, si vedeva chiaramente che il veicolo era molto sporco e l’odore acido confermava la presenza massiccia di deiezioni. Forse erano madri “a fine carriera” – le mucche allevate per il loro latte che vengono portate al macello una volta ritenute meno produttive.

Alle 3 e mezza del mattino abbiamo avvistato un camion per il trasporto di agnelli e abbiamo iniziato un nuovo inseguimento.

La dicitura sul portellone posteriore del mezzo ci colpisce: Highway Hotel, ovvero “Hotel sull’Autostrada”, come se questi animali viaggiassero comodamente in un mezzo di lusso.

Abbiamo seguito il camion e constatato che non si trattava di un trasporto diretto in Italia ma in Croazia.

Lo abbiamo seguito comunque per capire presso quale azienda fosse diretto ma non riuscendo a collaborare con le autorità slovene o croate abbiamo deciso di abbandonare l’inseguimento una volta raggiunto il confine con la Croazia.

Non conosciamo il destino di questi cuccioli ma l’unica certezza che abbiamo è che nonostante l’apparenza, questi individui sono privati della loro libertà e condannati a soffrire all’interno di mezzi inadeguati, traumatizzati dal viaggio e in condizioni che li fanno soffrire.

Un viaggio infernale che non è mai gestito pensando al loro benessere, ma solo guardando al profitto che l’industria può trarre dal loro corpo, venduto e scambiato al miglior prezzo e al miglior offerente.

LE NOSTRE ULTIME INCHIESTE

Gli agnelli, di poche settimane o di pochi mesi, viaggiano per ore infinite, schiacciati e senza spazio vitale, sconvolti e impauriti. 

Sono stremati dalla fame e dalla sete a causa dei mezzi inadeguati, che non dispongono di sistemi di abbeveraggio a norma.

Quello che registriamo, ogni volta, sono regolari violazioni della normativa che dovrebbe tutelare gli animali durante i viaggi verso i macelli e che invece viene totalmente ignorata.

A Natale del 2021 abbiamo seguito il trasporto degli agnelli dal confine sloveno rendendo pubblici i nostri ritrovamenti giorno per giorno.

Per la prima volta abbiamo pubblicato i nostri ritrovamenti come in un diario di bordo, e come sempre abbiamo segnalato le crudeltà e le violazioni che provocano a questi animali una grande sofferenza alle autorità competenti.

Nel 2021 ci siamo anche dedicati all’esodo degli agnelli uccisi a Pasqua e abbiamo denunciato tre camion che viaggiavano in condizioni di illegalità e che trasportavano migliaia di agnelli provenienti da Polonia e Romania, destinati a essere macellati in diversi stabilimenti in Toscana. 

I nostri investigatori hanno scoperto che hanno viaggiato oltre 1700 km arrivando a toccare quasi 30 ore di viaggio.

Negli anni, nelle nostre inchieste, abbiamo rilevato sempre gli stessi problemi e le stesse sofferenze, raccogliendo una mole di testimonianze e documenti che non lascia dubbi sulla crudeltà che il trasporto di animali vivi rappresenta.

Nessuno si cura più di loro per ore e ore.

Gli animali sopportano lunghi periodi senza riposo, cibo e acqua: molti arrivano a destinazione stremati, disidratati e feriti, e in alcuni casi non sopravvivono.

Tutti i nostri rilasci investigativi sono serviti a denunciare gli illeciti e a rendere sempre più visibili agli occhi del pubblico e delle istituzioni la crudeltà a cui sono condannati questi animali.

NEI MIEI PANNI

Sono Alice Trombetta, Direttrice di Animal Equality.

Anche io ho partecipato all’ultima investigazione sul trasporto di agnelli, a dicembre 2021.

Insieme al team di investigatori abbiamo monitorato gli spostamenti sul confine sloveno per intercettare l’arrivo dei camion che trasportano animali vivi per lunghe tratte verso l’Italia.

È stata un’impresa molto dura, le temperature erano spesso sotto lo zero e in 4 giorni sul campo abbiamo dormito pochissime ore.

Il team investigativo di Animal Equality monitora i camion diretti ai macelli

Gli inseguimenti possono durare anche centinaia di chilometri, sono frustranti e faticosi, le attese estenuanti, e non ci sono orari precisi.

A volte gli appostamenti sono ore e ore di attesa a vuoto, altre volte invece capiamo subito di aver avvistato il soggetto giusto e ci lanciamo nell’inseguimento con l’adrenalina che inizia a salire e la consapevolezza dell’importanza del nostro compito di denuncia.

Poi ci sono gli avvicinamenti ai camion (una fase delicatissima), le ispezioni, le segnalazioni degli illeciti, i contatti con le forze dell’ordine – che, come potrai immaginare, non sempre sono collaborativi

Ma per me il lavoro non termina quando finiamo le attività su strada, anzi, quello è solo l’inizio.

Pochi giorni dopo l’investigazione mi sono dovuta presentare al Ministero delle Politiche Agricole per rappresentare Animal Equality in un incontro istituzionale.

Ho smesso i panni di investigatrice e sono passata a quelli di direttrice, dallo sporcarmi le mani e faticare in strada a rappresentare gli animali nella mia veste ufficiale di Direttrice di Animal Equality Italia.

Questa è la doppia natura dei Direttori di Animal Equality: da un lato investigatori, dall’altro figure ufficiali che dialogano con le istituzioni, le aziende e i media.

Confrontarmi con i decisori politici dopo aver lavorato sul campo mi permette di portare sotto i loro occhi delle prove dirette del lavoro che facciamo.

Dobbiamo essere in grado di documentare la realtà degli animali, ma anche di saperla comunicare a chi può cambiare le leggi per loro.

Un mondo libero dalla loro sofferenza è possibile e lo stiamo costruendo insieme giorno per giorno, lotta dopo lotta, inchiesta dopo inchiesta.

Finché servirà mi troverete con gli scarponi immersi nel fango, in un allevamento pieno di sofferenza, a documentare la vita degli animali allevati a scopo alimentare, ma anche davanti a Ministri e Ministeri, nel mio vestito migliore, per portare i loro diritti sotto gli occhi di tutti.

Aiutaci a rendere visibili questi animali e a combattere perché abbiano il rispetto e la giustizia che meritano:

LE VITTORIE PER GLI AGNELLI

Il nostro lavoro, congiunto a quello di altre associazioni, ha portato a dei cambiamenti concreti per gli agnelli uccisi per Pasqua.

Il consumo della loro carne in Italia infatti è progressivamente diminuito negli anni. 

Già nel 2016 7 famiglie su 10 sceglievano di non consumare carne di agnello, e tra il 2010 e il 2016 si è assistito al calo più importante nei consumi di carne di agnello: una diminuzione del 50% (Istat).

Ma quanti agnelli vengono uccisi a Pasqua?

Nel 2021 l’Italia ha importato quasi 500mila agnelli e ne ha macellati più di 2 milioni.

Quindi, un quarto di tutti gli agnelli macellati in un anno nel nostro paese sono uccisi durante il periodo pasquale.

Nonostante il calo dei consumi registrato anche nel 2021, il numero di agnelli uccisi durante questa festività restano comunque alti.

COME DIFENDIAMO GLI AGNELLI NEI TRIBUNALI

Attraverso investigazioni e campagne mirate cerchiamo di sensibilizzare sempre più persone sulla verità dietro la produzione di carne di agnello. 

Ma tutto il nostro lavoro serve anche a cambiare le leggi: in particolare chiediamo che la legislazione europea sui trasporti venga revisionata e includa restrizioni drastiche al trasporto di animali non svezzati, come gli agnelli.

Pecore ammassate su un camion senza spazio vitale

La Commissione europea, nel 2020, ha deciso di istituire una Commissione d’inchiesta (ANIT) per indagare le violazioni nell’applicazione delle leggi di protezione degli animali durante il trasporto a seguito delle investigazioni rilasciate da Animal Equality e molte altre organizzazioni sul tema.

È stata la prima Commissione di Inchiesta approvata dal Parlamento europeo in questo mandato. Questo ci ha lasciato ben sperare che le istanze in difesa degli animali fossero finalmente ascoltate.

Recentemente, alla fine del 2021, la Commissione ANIT è stata finalmente chiamata a pubblicare le proprie raccomandazioni ufficiali e ha ufficialmente riconosciuto le lacune e la scarsa attuazione del regolamento, che verrà rivisto entro il 2023.

Eppure le decisioni prese non bastano per mettere fine all’inferno che gli animali trasportati vivi devono sopportare.

Come Animal Equality continueremo a fare pressione chiedendo agli eurodeputati di essere ancora più ambiziosi nelle richieste, perché il sistema attuale cambi radicalmente.

L’esodo degli agnelli si ripete ogni anno e per questo abbiamo chiesto, insieme ad altre associazioni, che il Ministero della Salute intensifichi i controlli dei mezzi di trasporto in arrivo in Italia e alle strutture di macellazione.

Proprio in questi giorni i nostri investigatori saranno su strada per documentare il trasporto di agnelli, continuando a segnalare e denunciare le violazioni alle autorità.

IL POTERE DELLE SCELTE INDIVIDUALI

Il cibo che mangiamo non è una semplice somma di ingredienti, è un tratto fondamentale di una cultura, un elemento che ci aiuta a delineare i contorni della nostra identità, ma rinunciare al consumo di carne e derivati non significa rinunciare anche a tutto questo.

Puoi fare una scelta individuale diversa e decidere di evitare la sofferenza e la morte di milioni di animali non consumando l’agnello e gli altri animali, né a Pasqua, né in altri momenti dell’anno. 

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Puoi evitare la strage degli agnelli e degli animali allevati a scopo alimentare solo con il potere delle tue scelte.

Non è una perdita, ma un’opportunità per lasciare spazio alla fantasia in cucina e creare nuovi piatti, nuovi profumi e nuove pratiche prive di dolore.

Scegliere un menù 100% vegetale significa scegliere la compassione verso gli agnelli e verso tutti gli animali che ancora oggi soffrono a causa dell’industria alimentare.

Godiamoci la festa e il piacere di stare a tavola con i nostri cari, creiamo nuovi ricordi intorno al cibo e facciamolo lasciando la sofferenza fuori dal piatto.

SUI MAGGIORI MEDIA NAZIONALI E INTERNAZIONALI

Ogni anno il nostro team di comunicazione lavora perché i filmati delle nostre investigazioni, le nostre inchieste e i nostri reportage raggiungano persone in tutto il mondo.

Media nazionali hanno rilasciato diverse nostre inchieste raggiungendo milioni e milioni di spettatori grazie alla nostra presenza su canali come RAI e LA7 e durante programmi di punta come Cartabianca e il TG5.

Abbiamo trovato spazio sui maggiori quotidiani italiani come La Stampa, Il Corriere della Sera, Domani e La Repubblica.

Ma siamo finiti anche su media rilevanti a livello internazionale come New York Times, BBC, Times, El Pais e The Independent.

La nostra presenza sui social è sempre più importante: i nostri video sono visti da milioni di persone e portano il nostro messaggio in ogni angolo del globo.

LA TUA DONAZIONE È SICURA!

Grazie alla massima trasparenza con cui opera, Animal Equality è stata inserita nel portale online ‘Io Dono Sicuro”, primo database in Italia composto solo da organizzazioni non profit verificate e garantite dall’Istituto Italiano della Donazione.

Siamo anche soci di AIFR, Associazione Italiana Fundraising, l’organizzazione italiana che promuove lo sviluppo della filantropia e della raccolta fondi nel nostro paese attraverso vari eventi e iniziative.

Abbiamo ricevuto la certificazione di qualità per gli enti non profit da parte di ASSIF (Associazione Italiana Fundraiser) come garanzia per i donatori, per i professionisti e per gli stakeholder pubblici e privati.