Divieto macellazione equidi: in Italia almeno 180 cavalli positivi al doping in tre anni, il 10% risulta ancora destinato alla produzione alimentare
Alla luce dei risultati raccolti da Animal Equality, l’On. Di Lauro presenta una nuova interrogazione parlamentare
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Milano, 01/04/2026 – Animal Equality ha condotto un’analisi incrociata dei database del Ministero dell’Agricoltura e del Servizio Veterinaria e Benessere Animale del Ministero scoprendo che dal 2022 al 2025 sono 180 i cavalli risultati positivi a sostanze dopanti, anche vietate, tra cui la cocaina. Circa il 10% di questi cavalli a inizio 2026 risultava ancora registrato come DPA, ovvero destinato alla produzione alimentare.
L’On. Carmen Di Lauro (M5S) ha denunciato questi dati con un intervento in Aula del 31 marzo in cui ha annunciato di aver presentato un’interrogazione scritta rivolta al Ministero della Salute per chiedere conto delle problematiche emerse. L’On. Di Lauro ha ribadito la necessità di discutere le quattro proposte di legge presentate finora in Commissione Agricoltura alla Camera dall’On. Brambilla (Noi Moderati), dall’On. Susanna Cherchi (M5S), dall’On. Luana Zanella (AVS) e dall’On. Eleonora Evi (PD), che chiedono di vietare la macellazione degli equidi in Italia, allo scopo di tutelare gli animali e la salute collettiva.
A sostegno delle proposte di legge ci sono oltre 250mila cittadini e cittadine che hanno sottoscritto la petizione di Animal Equality Italia chiedendo di vietare la macellazione di questi animali. Come denunciato da tempo dall’organizzazione, il circuito dietro l’uccisione dei cavalli a scopo alimentare è caratterizzato da dati di monitoraggio approssimativi, normative lacunose che favoriscono illegalità e abusi, tratte di viaggio estremamente lunghe che provocano effetti dannosi sulla salute degli animali, e infine da una macellazione spesso illegale frutto di inadempienze e pressapochismo.
La nuova denuncia di Animal Equality aggiunge un ulteriore tassello a questo quadro. La ricerca condotta dall’organizzazione segnala la presenza di almeno 180 cavalli risultati positivi ai controlli antidoping tra il 2022 e il 2025 in Italia, secondo i dati del report delle attività di contrasto al doping del Servizio Veterinaria e Benessere Animale del Ministero dell’Agricoltura e quelli riportati sul sito del Ministero dell’Agricoltura stesso. Trattandosi di test effettuati a campione, è lecito ipotizzare che i numeri siano una sottostima del fenomeno. Le sostanze dopanti rilevate sono potenti antinfiammatori (fenilbutazone e flunixin), sostanze stimolanti come la caffeina, e persino sostanze vietate o illegali come cocaina e dermorfina.
Inserendo i numeri dei microchip degli equidi risultati positivi a queste sostanze nell’anagrafe equina nazionale, emerge che circa il 10% di questi equidi (17 su circa 180 casi confermati) è ancora registrato come DPA, ovvero destinato alla produzione alimentare. Sebbene non tutte le sostanze che vengono considerate dopanti implichino l’esclusione dal circuito alimentare (alcune non sono soggette a limite o sono soggette a limiti massimi fissati dai regolamenti europei), diverse sostanze non sono tollerate nella produzione alimentare. L’analisi di Animal Equality ha rilevato che alcune di queste sostanze vietate sono state assunte dai cavalli senza che per questo gli animali venissero esclusi dal circuito alimentare. Tra questi si segnalano due casi di positività alla dermorfina (un potente oppiaceo) e due casi di positività al principale metabolita della cocaina. Nonostante questi casi risalgano al 2022 e 2023, a inizio 2026 i cavalli risultavano ancora registrati come DPA. Un cavallo risultato positivo al fenilbutazone a novembre 2025 è stato inoltre rimosso dal circuito alimentare solo a marzo 2026.
Oltre a queste gravi criticità, l’organizzazione segnala buchi informativi, specie per cavalli nati all’estero al cui nome non viene associato un numero di microchip corrispondente nella banca dati nazionale, o informazioni discordanti tra i diversi database consultati. Intervenendo su questo tema alla Camera, l’Onorevole ha dichiarato: “Sappiamo che il Ministero dell’Agricoltura dispone periodicamente controlli antidoping nel settore ippico, tuttavia questi controlli avvengono a campione e quasi esclusivamente sui cavalli che si posizionano alti all’interno competizioni. Un’impostazione che non garantisce dei controlli realmente efficaci e diffusi”.
“Le gravi problematiche che abbiamo riscontrato dimostrano ancora una volta che la filiera della carne di cavallo in Italia è tutt’altro che un’eccellenza ultra controllata, come sostenuto da alcuni. L’investigazione che abbiamo condotto per sette mesi sotto copertura in un macello equino in Emilia Romagna rivela che gli abusi e le violazioni delle norme sul benessere animale sono una costante. Alla luce delle criticità strutturali di tracciabilità e dei controlli nuovamente emersi, l’abolizione della macellazione equina è l’unica soluzione realmente efficace per tutelare questi animali e contrastare la criminalità organizzata, che lucra sulla macellazione clandestina degli equidi” ha affermato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.